Serena Rossi chiude la porta a Sanremo come cantante, ma la spalanca come conduttrice. L'attrice napoletana, che il 30 gennaio pubblicherà il suo primo album "SereNata a Napoli" insieme al compagno Davide Devenuto, ha le idee chiarissime sul suo rapporto con il palco dell'Ariston: sì alla conduzione del Festival, no all'interpretazione di un brano in gara. Una posizione netta che sottolinea la sua consapevolezza artistica e il rispetto per un mestiere, quello della cantante, che considera profondamente diverso dal saper semplicemente cantare.
In un'intervista rilasciata ad Adnkronos durante le riprese de La famiglia Panini, la serie diretta da Letizia Lamartire in cui interpreta l'imprenditrice Olga Cuochi Panini, l'attrice ha spiegato senza giri di parole: "Saper cantare non significa essere una cantante. Una cantante deve avere un'urgenza, un'identità precisa. Io oggi non sento questa urgenza". La preoccupazione è concreta e pragmatica: quel palco amplifica tutto, nel bene e nel male, e Rossi non ha alcuna intenzione di compromettere la carriera costruita con anni di lavoro per un passo falso.
Discorso completamente diverso quando si parla di conduzione. Serena Rossi non nasconde il desiderio di presentare il Festival: "Quello sì. Quel palco – uno dei più importanti d'Italia – mi accende, ogni volta che ci sono stata per promuovere i progetti in cui ero coinvolta mi sono sentita proprio bene. Non mi spaventa". Eppure, nonostante il suo nome circoli regolarmente tra i papabili conduttori, nessuna proposta ufficiale è ancora arrivata. Una mancanza che sorprende, considerando il talento poliedrico dell'attrice, la sua capacità di catalizzare l'attenzione del pubblico e quell'aplomb naturale che l'ha resa una delle interpreti più amate della televisione italiana.
La voce però c'è, eccome. E Rossi ha deciso di metterla al servizio di un progetto che definisce "creatura" sua e del compagno Davide Devenuto: l'album "SereNata a Napoli", in uscita il 30 gennaio, che raccoglie 14 brani della tradizione napoletana già portati in scena nei teatri italiani. Da Era de Maggio a Dicitencello vuje, da Io Mammeta e tu a Tammurriata Nera, l'attrice napoletana rende omaggio al repertorio classico partenopeo con arrangiamenti curati dal Maestro Valeriano Chiaravalle.
"Voglia di lasciare una traccia su questo repertorio infinito ed eterno", così Rossi descrive la spinta creativa dietro il disco. "Non volevo che queste canzoni restassero chiuse nei teatri: sono brani che amo e ascolto da sempre. Con il Maestro Valeriano Chiaravalle ci siamo accorti che, dopo la grande Lina Sastri, poche artiste hanno preso in mano questo repertorio. Così ci siamo presi un pezzettino di spazio". Un'operazione culturale prima ancora che discografica, con l'obiettivo di restituire contemporaneità a melodie senza tempo, ricordando che "tradizione non significa qualcosa di vecchio".
Il disco rappresenta anche una milestone personale e sentimentale: Devenuto ha collaborato come produttore, trasformando il progetto in un'opera condivisa dalla coppia. "È la nostra creatura. Qualche giorno fa ci è arrivato l'album a casa, abbiamo aperto il pacco come se fossimo due bambini il giorno di Natale. L'emozione di toccare con mano una cosa fatta da noi, nata da una nostra idea, da un nostro sogno e una nostra visione è un'emozione che non avevo mai provato prima", ha confessato l'attrice con l'entusiasmo che da sempre caratterizza il suo approccio al lavoro.
La filosofia professionale di Serena Rossi emerge chiaramente dalle sue dichiarazioni: "Sono ambiziosa, però mi piace vincere le sfide con il lavoro duro, senza calpestare nessuno. Mi piace riconoscere il valore degli altri". Un approccio che spiega la longevità della sua carriera, costruita tra televisione e teatro senza mai cedere alla tentazione di bruciare le tappe o forzare passaggi innaturali. Il curriculum dell'attrice napoletana continua ad arricchirsi, tra progetti televisivi come La famiglia Panini e incursioni nel mondo della musica che, pur senza ambizioni sanremesi da interprete, confermano la sua straordinaria versatilità artistica.
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