Simona Ventura rompe il silenzio dopo il flop

La finale ha registrato 1,6 milioni di spettatori con il 14,33% di share. Ventura difende il suo lavoro: "Non è andata malissimo, è stato un anno straordinario"

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Autore: Redazione ,
Attualità
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Il Grande Fratello di Simona Ventura ha chiuso con i dati peggiori della storia del programma, ma la conduttrice alza la testa e difende a spada tratta il suo operato. La finale dell'edizione appena conclusa ha registrato appena 1 milione e 620 mila spettatori con uno share del 14.33%, risultando la meno vista in assoluto nei 25 anni di storia del reality cult di Mediaset. Eppure, in una recente intervista riportata da FanPage.it, Super Simo non sembra intenzionata a fare autocritica e rivendica con orgoglio il lavoro svolto, tirando in ballo perfino il flop della versione spagnola del format per giustificare il proprio.

"È stato un anno straordinario perché ho avuto l'opportunità di fare un programma complesso, ma entusiasmante con una grande squadra di lavoro", ha dichiarato la Ventura, aggiungendo con una punta di ottimismo: "E anche come ascolti non è andata malissimo". La presentatrice ha poi citato il dato della Spagna per relativizzare il proprio insuccesso: "In Spagna ha chiuso al 5 per cento di ascolti", come a voler sottolineare che, tutto sommato, poteva andare molto peggio. Un confronto che tuttavia non cancella il fatto che l'edizione italiana abbia segnato un record negativo storico per il franchise.

In Spagna ha chiuso al 5 per cento di ascolti

Archiviata questa esperienza poco felice alla guida del Grande Fratello, la conduttrice ha già voltato pagina e guarda al futuro con progetti completamente diversi. Interrogata sui suoi prossimi impegni professionali, Simona ha tagliato corto rivelando di essere totalmente concentrata su un nuovo progetto documentaristico: "Ora penso solo al mio documentario", ha spiegato. Si tratta di un lavoro dedicato a Padre Pio, figura che la Ventura considera di straordinaria attualità: "È il santo contemporaneo più amato al mondo. È morto nel 1968, è dunque moderno, ed è stato proclamato santo nel 2002, non senza problemi e contestazioni, peraltro".

Il documentario promette di essere un'opera approfondita e ricca di testimonianze dirette. "Abbiamo le voci della memoria, testimonianze di persone che hanno avuto miracoli da lui e che gli sono stati accanto", ha anticipato la presentatrice, lasciando intendere un approccio rigoroso e dettagliato al tema. Un cambio di registro netto rispetto al mondo dei reality show, che la vede impegnata in un progetto più riflessivo e culturale.

Durante l'intervista a FanPage.it, la conduttrice ha anche voluto esprimere il suo dolore per la tragedia di Crans-Montana in Svizzera, che l'ha profondamente scossa. "Se penso a quanto accaduto a Crans, mi vengono i brividi. Non penso ad altro", ha confessato Simona, rivelando di essersi immedesimata immediatamente nel dramma delle famiglie coinvolte. "Giovanni ha un figlio di quell'età. Appena l'ho saputo, per istinto ho chiamato tutti i miei figli che erano lontani da casa", ha aggiunto con evidente commozione.

La Ventura si è quindi soffermata sulla fragilità dell'esistenza umana, ponendosi domande che riflettono l'angoscia di ogni genitore: "Come si può sopportare una cosa del genere? La vita è appesa a un filo". Parole che testimoniano come, al di là degli ascolti televisivi e dei progetti professionali, la conduttrice resti profondamente legata ai valori umani e alla dimensione più intima della vita, quella che nessun successo o insuccesso mediatico può davvero scalfire.

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