Spara alla madre con pistola sparachiodi

Uomo di 40 anni colpisce la madre 65enne alla testa con una pistola sparachiodi durante una lite in casa. La donna è ricoverata in condizioni gravissime.

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Autore: Redazione ,
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Un episodio di violenza domestica ha sconvolto Caselle Torinese, comune della cintura metropolitana del capoluogo piemontese, dove un uomo di quarant'anni ha colpito alla testa la madre sessantacinquenne utilizzando una pistola sparachiodi impiegata normalmente nei macelli per l'abbattimento degli animali. La donna si trova ora ricoverata in gravissime condizioni, lottando tra la vita e la morte, mentre il figlio è stato fermato dai carabinieri con l'accusa di tentato omicidio.

I fatti si sono consumati nelle prime ore del mattino del 24 gennaio, intorno alle tre di notte, all'interno dell'abitazione condivisa da madre e figlio. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori dell'Arma, tra i due era in corso una discussione particolarmente accesa, le cui ragioni sono ancora al vaglio degli inquirenti. La lite ha assunto toni sempre più violenti fino a degenerare in un gesto di inaudita brutalità.

Il quarantenne ha improvvisamente impugnato lo strumento, un dispositivo utilizzato specificamente nell'industria della macellazione per provocare la morte immediata degli animali attraverso un chiodo metallico sparato ad altissima velocità. Con questo arnese ha colpito la madre alla testa, causandole lesioni gravissime che l'hanno ridotta in fin di vita. L'arma, progettata per penetrare il cranio degli animali da macello, ha provocato danni devastanti alla donna.

La violenza domestica colpisce ancora nel cuore della notte

L'intervento dei carabinieri è stato immediato dopo l'allarme lanciato probabilmente da vicini che hanno percepito quanto stava accadendo nell'appartamento. I militari hanno trovato la scena drammatica e hanno subito provveduto a bloccare il figlio, mentre i soccorsi sanitari tentavano di stabilizzare le condizioni della vittima prima del trasporto d'urgenza in ospedale.

L'uomo è stato condotto in caserma e sottoposto a fermo con l'ipotesi di reato di tentato omicidio aggravato dal vincolo di parentela. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire la dinamica completa dell'aggressione e soprattutto i motivi che hanno innescato la violenta discussione notturna. Particolare attenzione viene rivolta alla verifica di eventuali precedenti episodi di conflittualità tra madre e figlio e alle condizioni psicologiche del quarantenne.

La vicenda riaccende i riflettori sul dramma della violenza intrafamiliare, fenomeno che continua a mietere vittime anche tra le mura domestiche dove dovrebbe regnare protezione e sicurezza. Il caso di Caselle Torinese si distingue per la particolare crudeltà dell'arma utilizzata, uno strumento mortale nato per uso zootecnico e finito tragicamente tra le mani di chi avrebbe dovuto proteggere, non aggredire, il proprio genitore.

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