Stefano Accorsi choc: «Confessare il tradimento è da egoisti»

Stefano Accorsi e Gabriele Muccino tornano insieme dopo 24 anni da L'ultimo bacio con Le cose non dette, in uscita il 29 gennaio nelle sale italiane.

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Autore: Redazione ,
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Stefano Accorsi torna al cinema con il regista che lo ha trasformato in icona di una generazione. Dopo ventiquattro anni da L'ultimo bacio, l'attore ritrova Gabriele Muccino per Le cose non dette, in uscita il 29 gennaio distribuito da 01 Distribution. Un ritorno che racconta come sono cambiati entrambi: se nel 2001 Accorsi interpretava un trentenne incapace di assumersi responsabilità, oggi veste i panni di Carlo, cinquantenne affermato che tradisce la moglie con una ragazza più giovane, precipitando in un vortice di menzogne che minaccia di distruggere tutto.

L'attore ricorda ancora nitidamente il primo incontro con Muccino durante i provini de L'ultimo bacio, insieme a Claudio Santamaria, Giorgio Pasotti, Pierfrancesco Favino e Marco Cocci. La scena si svolse in macchina e il regista li fermò quasi subito con un verdetto spietato: "Fa davvero schifo, non avete capito niente". Un approccio shockante che però rivelava immediatamente il metodo Muccino: eliminare ogni artificio, scavare nella verità emotiva, partire dalla pancia. Sul set, il regista ti tocca letteralmente lo stomaco per ricordarti da dove devono nascere le emozioni autentiche.

La formula funzionò oltre ogni aspettativa. L'ultimo bacio divenne un fenomeno che fotografava un momento preciso della società italiana, trasformando una potenziale commedia sentimentale in un affresco generazionale. Per Accorsi, però, il prezzo fu alto: dal totale anonimato passò all'impossibilità di uscire di casa. Ricorda ancora un automobilista che, riconoscendolo per strada, si agitò talmente tanto da tamponare l'auto davanti. La soluzione fu trasferirsi a Parigi, dove ritrovò la normalità perduta tra cinema quotidiani e passeggiate anonime.

Nel nuovo film prodotto da Lotus Production e Rai Cinema, Accorsi interpreta un personaggio agli antipodi rispetto a quello che lo consacrò. Carlo è uno scrittore e professore universitario apparentemente realizzato, sposato con Miriam Leone, che si ritrova invischiato in una relazione clandestina. La crisi di mezza età esplode tra fissazioni sportive e bugie sempre più difficili da gestire. Per prepararsi al ruolo, l'attore ha lavorato intensamente sul fisico con il personal trainer Antonio Saccinto, concentrandosi soprattutto sull'alimentazione per ottenere un corpo "appariscente".

Confessare un tradimento, a meno che non sia il modo di aprire una vera crisi, è solo lavarsi la coscienza spostando il proprio senso di colpa sull'altro

Sul tema dei non detti nelle relazioni, Accorsi ha idee precise e controcorrente. Non crede nell'onestà assoluta a tutti i costi: alcune cose è meglio gestirle autonomamente, sia per tutelare se stessi che il partner. Confessare un'infedeltà, secondo lui, spesso serve solo a scaricare il proprio peso psicologico sull'altro. La cosa peggiore in una coppia non è il tradimento, ma il disprezzo silenzioso, quando non ci si sopporta più ma non si riesce a dirlo, quando ogni momento insieme diventa insostenibile.

L'attore riconosce in Muccino la capacità di vedere in lui una vulnerabilità particolare, una fragilità non risolta che il regista ama portare sullo schermo. Ed è proprio questo che lo affascina come interprete: personaggi con macchie e paure, che inciampano, cadono e si rialzano zoppicando. Preferisce Ulisse, l'esploratore che in fondo vuole solo tornare a casa, ai perfetti e noiosi Superman o Achille. Una filosofia che rispecchia la sua vita: padre di quattro figli (Orlando e Athena, 19 e 16 anni, nati da Laetitia Casta, e Lorenzo e Alberto, 8 e 5 anni, avuti con la moglie Bianca Vitali), la sua felicità sta nel tornare a casa, portare i bambini a scuola, fare la spesa, prendere il tram.

La crisi di mezza età che devasta il suo personaggio sembra lontana dalla sua esistenza. Con un ménage familiare intenso e allenamenti mattutini quotidiani ("coffee time" con il personal trainer), Accorsi afferma di stare meglio oggi, a 53 anni, che a 20 o 30. Non idealizza il passato e non rimpiange un'età dell'oro: avendo vissuto un'adolescenza complicata, apprezza la stabilità mentale e fisica raggiunta con la maturità. Quindici anni fa, quando le proposte professionali calavano, ha dovuto confrontarsi con verità scomode su se stesso, riconoscere comportamenti percepiti male dall'industria. La svolta è arrivata diventando propositivo: invece di aspettare chiamate, ha iniziato a telefonare lui, a dire più sì. Da quel cambio di prospettiva sono nati progetti come la trilogia 1992, 1993 e 1994.

Sul set de Le cose non dette, insieme a Leone, Santamaria e Carolina Crescentini, Accorsi ha ritrovato il clima di lavoro che lo lega a Muccino da oltre due decenni. Una cosa però non ha mai detto al regista: che gli vuole bene. Il film, arricchito da una canzone originale firmata da Mahmood, promette di replicare quella ricerca di autenticità emotiva che rese memorabile il loro primo incontro cinematografico, stavolta però con la consapevolezza e la profondità che solo gli anni possono regalare.

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