Susanna Tamaro contro psichiatri per il caso famiglia nel bosco

Susanna Tamaro critica duramente la psichiatrizzazione della diversità nel caso dei coniugi che vivevano isolati con i figli in una baita abruzzese.

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Autore: Redazione ,
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Il caso della "famiglia nel bosco" torna al centro del dibattito pubblico con un intervento al vetriolo di Susanna Tamaro. Mentre Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, i coniugi anglo-australiani che vivevano con i loro tre figli in una baita isolata in Abruzzo, si sottopongono alle perizie psichiatriche disposte dal Tribunale per i Minorenni dell'Aquila, la scrittrice triestina ha scelto le colonne del Corriere della Sera per lanciare un duro atto d'accusa contro quello che definisce un sistema di "psichiatrizzazione" della diversità. Un attacco frontale all'apparato giudiziario che dovrà decidere il destino dei tre bambini di 6 e 8 anni, attualmente ospitati in una casa-famiglia di Vasto dopo l'allontanamento forzoso dai genitori avvenuto lo scorso novembre.

L'autrice di "Va' dove ti porta il cuore" non usa mezzi termini nel suo intervento, tracciando un parallelismo provocatorio tra la vicenda della famiglia Trevallion e il recente caso mediatico legato allo stato di salute di Vittorio Sgarbi. "In entrambi i casi abbiamo delle persone che non compiono alcun crimine, ma semplicemente non si uniformano alla codificata consuetudine dei tempi, e per questo vengono psichiatrizzate", scrive Tamaro, individuando un filo rosso inquietante che attraverserebbe la società contemporanea.

La posizione della scrittrice si fa ancora più tagliente quando affronta direttamente il ruolo assegnato agli esperti della mente nel sistema giudiziario moderno. Secondo Tamaro, gli psichiatri sarebbero stati elevati, loro malgrado, al rango di "sacerdoti del postmoderno", con il potere di stabilire i confini tra comportamento accettabile e devianza sociale, sostituendosi a duemila anni di riferimenti etici cristallizzati nel Decalogo.

Gli psichiatri sono assurti a sacerdoti del postmoderno: la loro parola sancisce ciò che è accettabile da ciò che non lo è

Nel frattempo, l'iter giudiziario procede con i tempi e i modi previsti dalla legge. Il Tribunale per i Minorenni dell'Aquila ha disposto le perizie psichiatriche su Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, accertamenti che hanno subito un ritardo di una settimana a causa delle difficoltà nel reperire un interprete madrelingua inglese. Gli esami sono finalizzati a valutare l'idoneità genitoriale dei coniugi, aspetto cruciale per determinare se i tre bambini potranno tornare a vivere con i genitori o se l'allontanamento diventerà definitivo. Come consulente della difesa sarà presente lo psichiatra Tonino Cantelmi.

Ma è proprio sulla tempistica della procedura che Tamaro affonda il colpo più duro. "I bambini Trevallion e i loro genitori saranno inutilmente sequestrati dallo Stato almeno per ancora cinque mesi, portando così a compimento la devastazione del nucleo familiare", denuncia la scrittrice, sollevando una domanda provocatoria: "Ci vogliono davvero cinque mesi per capire se due persone sono squilibrate? E se il risultato fosse che non lo sono, in che modo la società lo risarcirà?".

Tamaro aveva già definito in precedenti dichiarazioni i tre figli della coppia come "piccoli prigionieri nella casa-famiglia di Vasto" e "piccole vittime di questa favola nera", sottolineando come le perizie psichiatriche rappresentino il punto nevralgico di tutta la vicenda. La scrittrice continua a descrivere i bambini come vittime di un sistema che avrebbe trasformato una scelta di vita alternativa – vivere in una baita isolata, lontani dalla società – in un caso giudiziario con conseguenze potenzialmente devastanti per l'intero nucleo familiare.

La vicenda della famiglia anglo-australiana ha diviso l'opinione pubblica italiana fin dal momento in cui è emersa. Da un lato chi ritiene che i servizi sociali e la magistratura abbiano agito correttamente per tutelare i minori, dall'altro chi – come Tamaro – vede nell'intervento dello Stato un'ingerenza eccessiva nelle scelte di vita di una famiglia che non avrebbe commesso alcun reato. Nei prossimi mesi, le perizie psichiatriche forniranno al tribunale gli elementi per decidere definitivamente sul futuro dei tre bambini, chiudendo o riaprendo definitivamente il capitolo di questa controversa storia.

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