The Diplomat riaccende la chimica esplosiva

La terza stagione di 'The Diplomat' su Netflix rilancia la chimica esplosiva tra Keri Russell e Rufus Sewell con un efficace cambio di rotta.

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Autore: Redazione ,
Serie TV
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La terza stagione di "The Diplomat" arriva su Netflix in un momento particolarmente delicato, dopo le elezioni presidenziali americane del 2024, trasformando questa serie drammatica in una fantasia politica ancora più lontana dalla realtà attuale. Mentre seguiamo l'ambasciatrice Kate Wyler, interpretata da Keri Russell, nei corridoi dell'ambasciata statunitense a Londra, impegnata a gestire questioni diplomatiche e a tessere accordi bipartisan, è inevitabile pensare a quanto la situazione reale oltreoceano sia drammaticamente diversa. Il contrasto diventa ancora più stridente considerando il finale della seconda stagione, dove il presidente William Rayburn muore per un attacco cardiaco, permettendo alla vicepresidente Grace Penn di Allison Janney di assumere la presidenza.

La vera svolta di questa terza stagione, tuttavia, non riguarda tanto il contesto politico quanto il ritorno alle origini narrative della serie. La creatrice Debora Cahn riporta infatti al centro della narrazione quello che rappresenta il cuore pulsante dello show: il matrimonio tumultuoso e competitivo tra Kate e suo marito Hal, veterano anche lui del servizio diplomatico interpretato da Rufus Sewell. La seconda stagione, con i suoi sei episodi frenetici concentrati sulle conseguenze immediate di un'esplosione, aveva in qualche modo trascurato questa dinamica fondamentale.

Il catalizzatore del cambiamento è l'improvvisa promozione di Grace alla presidenza, che crea una serie di posizioni vacanti nell'amministrazione. La posizione di vicepresidente, in particolare, diventa oggetto di manovre e tensioni. Per due stagioni intere, Hal aveva complottato insieme alla capo di gabinetto della Casa Bianca Billie Appiah, interpretata da Nana Mensah, per far nominare Kate come vicepresidente. Un piano che lui presentava come un atto di riparazione per aver subordinato per anni la carriera della moglie alla propria, ma che Kate percepiva come l'ennesima iniziativa unilaterale del marito.

È quello che continuo a scegliere

Quando Grace offre il posto di vicepresidente proprio a Hal invece che a Kate, la serie ritrova la sua tensione più autentica. La domanda sulla sincerità delle intenzioni di Hal torna prepotentemente in primo piano. Il curriculum da diplomatico di alto profilo del personaggio, una sorta di alter ego di Richard Holbrooke, lo rende teoricamente adatto alla posizione nella realtà alternativa della serie, dove l'unica competenza che conta è la capacità di esercitare influenza americana all'estero con perfetta conoscenza del protocollo.

L'intero episodio d'apertura è dedicato ai dettagli e all'apparenza del giuramento di Grace: dove organizzare l'evento, quale Bibbia utilizzare, chi dovrebbe amministrare il giuramento. Questa visione istituzionalista, ereditata da "The West Wing" dove Cahn ha lavorato in passato, può risultare stridente alla luce degli eventi recenti. Un riferimento agli Accordi di Abramo negoziati da Jared Kushner durante la prima amministrazione Trump solleva interrogativi, considerando gli sviluppi successivi nel conflitto israelo-palestinese.

Il nuovo ruolo di Hal alla Casa Bianca porta comunque benefici concreti alla narrazione. L'espansione del mondo dello show include una nuova base produttiva a New York, città dove vivono sia Russell che Cahn, permettendo scene come un intermezzo in stile "Succession" nel rifugio estivo di Grace negli Hamptons. Mensah, precedentemente confinata a chiamate Zoom e FaceTime quando il suo personaggio si collegava da Washington, può finalmente confrontarsi faccia a faccia con i Wyler, portando una ventata di freschezza all'insieme.

Lo squilibrio nella coppia, già precario in partenza, diventa ancora più evidente. Per due stagioni Hal aveva tentato, fallendo per lo più, di occupare il ruolo di "marito dell'ambasciatrice", come si presenta al marito di Grace, Todd, interpretato da Bradley Whitford. Ora si ritrova nuovamente nella posizione di maggior prestigio. Kate cerca inizialmente di presentare la situazione come "tutta positiva" - lui può negoziare un ruolo più importante per lei, lei può ottenere incontri con qualsiasi dignitario straniero - prima di ammettere i suoi veri sentimenti. Quando le viene chiesto se essere in secondo piano sia davvero ciò che vuole, Kate sospira: "Apparentemente sì. È quello che continuo a scegliere."

Il secondo episodio della stagione ripercorre i primi giorni della relazione tra Hal e Kate mentre contemplano questo cambiamento radicale. Secondo la critica, rappresenta il capitolo migliore di "The Diplomat" finora, proprio perché concentrato sulla coppia di protagonisti che costituisce la creazione più originale dello show. Sewell conferisce a Hal una qualità infantile sia nel bene che nel male: è tanto sinceramente entusiasta quanto riflessivamente egoista e capriccioso. Russell, dal canto suo, riesce a eguagliare l'intensità di Sewell senza pronunciare una parola, come in una scena dove Kate si scioglie silenziosamente i capelli mentre Hal si agita per l'offerta di Grace.

Con Grace e Todd, la serie offre a Kate e Hal uno specchio della loro relazione, forse uno sguardo sul loro futuro. Kate trova affinità con Todd in quanto coniuge escluso dalla stanza dove si prendono le decisioni, ma non vuole diventare come lui. La presenza di Whitford insieme a Janney e Cahn crea una sorta di reunion di "The West Wing", lasciando persino speculare su un possibile arrivo di Richard Schiff nella quarta stagione.

In definitiva, "The Diplomat" non ha molto da dire sulle relazioni internazionali, essendo troppo innamorata dello spettacolo e dei processi diplomatici per approfondire le reali dinamiche di potere sottostanti. Si tratta piuttosto di una storia sull'intersezione complicata tra amore, lavoro e battaglia dei sessi, con un'ambientazione abbastanza grandiosa da amplificare sia la posta in gioco che la tensione erotica. Con la terza stagione, la serie si riappropria di questa missione fondamentale, una scelta che ripaga ampiamente. La terza stagione di "The Diplomat" è ora disponibile in streaming su Netflix.

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