Timothée Chalamet trionfa ai Golden Globe 2026

Paul Thomas Anderson trionfa ai Golden Globe con "Una battaglia dopo l'altra", vincendo tre premi. La miniserie britannica "Adolescence" domina le categorie tv.

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Autore: Redazione ,
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La notte di Hollywood ha incoronato i suoi nuovi re e regine: agli 83esimi Golden Globe, assegnati nella notte italiana al Beverly Hilton di Los Angeles con la conduzione di Nikki Glaser, è stato il cinema d'autore a trionfare, con Paul Thomas Anderson che si è imposto come grande vincitore della serata grazie a "Una battaglia dopo l'altra", e la miniserie britannica "Adolescence" che ha dominato le categorie televisive. Una cerimonia che ha celebrato la contaminazione tra produzioni indipendenti e mainstream, con sorprese e conferme che ridisegnano la mappa della corsa agli Oscar.

Il film di Paul Thomas Anderson ha conquistato ben tre statuette dorate: miglior commedia, miglior regia e miglior sceneggiatura. La pellicola, che vede Leonardo DiCaprio tra i protagonisti, racconta la storia di Bob, un ex rivoluzionario che vive in paranoia isolato con la figlia Willa, fino a quando la ricomparsa della sua nemesi dopo sedici anni di silenzio sconvolge il loro precario equilibrio. A completare il trionfo del film, il premio come miglior attrice non protagonista a Teyana Taylor, alla sua prima importante affermazione cinematografica.

Sul fronte del cinema drammatico, è stato "Hamnet" di Chloé Zhao a imporsi come miglior film, con Jessie Buckley che si è aggiudicata la statuetta come miglior attrice protagonista. La regista premio Oscar per "Nomadland" consolida così la sua reputazione di filmmaker visionaria capace di coniugare intimismo e grande cinema.

L'attore brasiliano Wagner Moura ha trionfato come miglior attore protagonista per "L'agente segreto", ambientato durante la dittatura militare in Brasile

Uno dei momenti più significativi della serata è stata la vittoria del film brasiliano "L'agente segreto" come miglior film non in lingua inglese. Diretto da Kleber Mendonça Filho, con protagonista Wagner Moura (che ha vinto anche come miglior attore), la pellicola ha conquistato la platea del Beverly Hilton. "Questo è un momento importante per fare film negli Stati Uniti e in Brasile", ha dichiarato il regista ritirando il premio tra gli applausi scroscianti del pubblico, un chiaro riferimento al clima politico attuale.

Timothée Chalamet ha finalmente conquistato il suo primo Golden Globe dopo cinque nomination, vincendo come miglior attore in una commedia o musical per "Marty Supreme", film musicale-drammatico diretto da Josh Safdie che ha segnato un trionfante tour promozionale per la giovane star. A sorpresa, nella stessa categoria al femminile si è imposta Rose Byrne per il film indipendente di A24 "If I Had Legs I'd Kick You", diretto da Mary Bronstein.

Sul fronte seriale, "Adolescence", la miniserie televisiva britannica ideata da Jack Thorne e Stephen Graham e diretta da Philip Barantini, è stata la grande protagonista della serata televisiva. Ha vinto come miglior miniserie e ha portato a casa ben tre premi recitazione: Stephen Graham come miglior attore, Erin Doherty come miglior attrice non protagonista e Owen Cooper come miglior attore non protagonista. Un trionfo che conferma la straordinaria qualità della produzione britannica contemporanea.

"The Pitt", serie HBO che racconta la vita frenetica di un pronto soccorso, ha vinto come miglior serie drammatica con Noah Wyle premiato come miglior attore protagonista. Nel campo delle comedy, doppietta per "The Studio", ideata e diretta da Seth Rogen ed Evan Goldberg: miglior serie comica e miglior attore protagonista per lo stesso Rogen. Jean Smart ha conquistato invece il premio come miglior attrice protagonista in una serie comedy per "Hacks", confermando il suo status di regina indiscussa della commedia televisiva americana.

Nella categoria miniserie, Michelle Williams ha toccato il pubblico vincendo come miglior attrice per "Dying for Sex", dove interpreta una donna affetta da cancro. Lo svedese Stellan Skarsgård ha invece trionfato come miglior attore non protagonista per "Sentimental Value", diretto da Joachim Trier.

Nel campo dell'animazione, "KPop Demon Hunters", diretto da Maggie Kang e Chris Appelhans, ha conquistato il premio come miglior film d'animazione e la sua canzone "Golden" è stata premiata come miglior brano originale, segnando l'incontro tra cultura pop coreana e animazione americana.

La serata ha registrato alcune assenze eccellenti: Cynthia Erivo, candidata per "Wicked - Parte 2", è rimasta a Londra impegnata nello spettacolo teatrale "Dracula" dove interpreta ben 23 personaggi diversi. Assente anche il comico britannico Ricky Gervais, candidato per lo stand-up special "Mortality", che ha preferito rimanere sul divano di casa con il suo gatto piuttosto che affrontare il viaggio per Los Angeles. Infine, Carrie Coon, candidata per "The White Lotus", ha dovuto declinare per impegni a Broadway con lo spettacolo "Bug".

Questa edizione dei Golden Globe ha dimostrato come il cinema d'autore e le produzioni indipendenti stiano conquistando sempre più spazio nel panorama mainstream, con film provenienti da festival come Venezia e Cannes che competono alla pari con le grandi produzioni hollywoodiane. I risultati di questa notte ridisegnano significativamente la corsa verso gli Oscar, con "Una battaglia dopo l'altra" e "Hamnet" che si candidano come i favoriti della stagione dei premi.

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