Il leggendario regista Tinto Brass, maestro del cinema erotico italiano con cult come La Chiave, Salon Kitty e Paprika, si trova intrappolato nel suo borgo da oltre un mese. Isola Farnese, storica frazione romana dove il cineasta vive da mezzo secolo, è isolata dal resto della città dopo due frane che hanno bloccato l'accesso principale a gennaio. L'unica alternativa predisposta dalle autorità? Una scalinata di ben 141 gradini che per il novantaduenne regista, con seri problemi di deambulazione, rappresenta una barriera insormontabile.
«Siamo isolati, la scala che ci hanno dato non risolve i problemi di chi come me è impossibilitato a percorrere 141 gradini con le sue gambe», denuncia Brass all'AdnKronos con tono visibilmente preoccupato. «Così è difficile, sembra di rivivere un nuovo lockdown». Una situazione paradossale per chi ha scelto questo angolo di Roma come rifugio artistico fin dagli anni Settanta, quando il borgo ospitava una fiorente comunità di artisti tra cui l'attore Philippe Leroy.
Il problema non è solo logistico ma anche emotivo per il regista, che in queste strade ha radici profonde. «Me lo ricordo quando ci vivevano tanti artisti, poi mano mano si è spento», racconta con nostalgia Brass, evocando un'epoca in cui girava scene di Salon Kitty e veniva chiamato dal bar del paese perché non aveva nemmeno il telefono in casa. Oggi quella stessa comunità si trova tagliata fuori dal mondo, con una soluzione di emergenza che di fatto discrimina anziani e persone con difficoltà motorie.
Caterina Varzi, moglie del regista, sottolinea l'inadeguatezza della risposta istituzionale: «La protezione civile e la Croce Rossa sono molto gentili e disponibili, ma questo non risolve i problemi di una quotidianità che non è una quotidianità normale». In caso di emergenza sanitaria è previsto l'elisoccorso, ma come fa notare: «Non si può certo stare così». Una toppa temporanea che non può sostituire un accesso ordinario al borgo.
Le autorità stanno lavorando a un percorso alternativo attraverso il Parco di Veio, ma sarà utilizzabile solo in situazioni d'emergenza dopo la messa in sicurezza di un ponte. Si parla anche di un possibile tunnel, ma Brass esprime frustrazione per la vaghezza delle informazioni: «Le notizie sono vaghe, e non si capisce quali siano i tempi. Attualmente non c'è un accesso al borgo e la fatica è immensa».
Daniele Torquati, presidente del XV Municipio, ha annunciato un sopralluogo e un nuovo incontro con i cittadini per fare il punto della situazione. Il Municipio non ha competenza diretta sul costone franato, ma sta cercando soluzioni per mettere in sicurezza percorsi alternativi. I tempi stimati? «Si parla in teoria di due mesi, perché ci vuole il progetto esecutivo», spiega Torquati, aggiungendo che «con molta probabilità lunedì uscirà un'ulteriore ordinanza che chiarisce l'utilizzo della scala».
Nel frattempo, uno dei più iconici protagonisti del cinema italiano d'autore resta prigioniero nel suo stesso rifugio, testimone impotente dell'abbandono di quel borgo che per decenni ha rappresentato un'oasi creativa alle porte di Roma. Una vicenda che solleva interrogativi urgenti sull'accessibilità e sulla tutela dei borghi storici, soprattutto quando ad abitarli sono persone anziane che hanno contribuito alla storia culturale del paese.
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