La polizia di Stato ha dato esecuzione questa mattina a Torino a diverse misure cautelari nell'ambito dell'operazione "Riot", coordinata dalla Procura ordinaria e da quella per i minorenni del capoluogo piemontese. Gli arresti riguardano alcuni giovani identificati come figure centrali negli scontri violenti che hanno sconvolto la città lo scorso 3 ottobre, durante manifestazioni legate alla causa palestinese. L'indagine segna un punto di svolta nelle indagini su quella giornata di tensione che aveva visto Torino attraversata da episodi di guerriglia urbana in diverse zone.
I fatti risalgono a quella data di inizio autunno, quando il capoluogo piemontese era stato teatro di una mobilitazione generale che aveva portato decine di migliaia di persone in strada. La giornata era stata caratterizzata da manifestazioni distinte: da un lato il corteo unitario di Cgil e Usb per lo sciopero generale, svoltosi senza particolari criticità, dall'altro spezzoni più radicali che avevano trasformato alcune aree cittadine in zone di conflitto con le forze dell'ordine.
Le prime tensioni erano esplose nei pressi delle Officine Grandi Riparazioni, sede dell'Italian Tech Week, evento che in quei giorni ospitava personalità di rilievo internazionale come la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il fondatore di Amazon Jeff Bezos. Da lì, i gruppi antagonisti avevano deciso di spostarsi verso un obiettivo specifico: lo stabilimento Leonardo di Collegno, lungo corso Francia, alle porte del centro urbano.
Proprio davanti all'azienda della difesa italiana si era consumato uno degli episodi più violenti della giornata, con scontri durati circa sessanta minuti che avevano causato danneggiamenti significativi sia all'esterno dell'edificio che nel parcheggio riservato ai dipendenti. Le forze dell'ordine si erano trovate a fronteggiare lanci di oggetti e tentativi ripetuti di forzare i cordoni di sicurezza.
Ma la giornata non si era conclusa con il calare della sera. Al contrario, l'ondata di violenza si era propagata verso il centro cittadino con modalità da guerriglia urbana. Alla stazione ferroviaria di Porta Susa, manifestanti con il volto coperto avevano aggredito gli agenti con bottiglie e pietre, mentre in serata nuovi focolai di tensione si erano accesi davanti alla Prefettura e lungo via Po.
Proprio in quest'ultima zona, tra i portici storici del salotto torinese, erano state danneggiati gli allestimenti di Portici di Carta, la tradizionale manifestazione libraria che avrebbe dovuto prendere il via il giorno successivo. Le ore notturne erano trascorse tra cariche e inseguimenti, lasciando dietro di sé una città ferita e una scia di danni materiali che avevano richiesto mesi di indagini per ricostruire responsabilità individuali.
L'operazione odierna rappresenta dunque l'esito di un'attività investigativa complessa, che ha richiesto l'analisi di filmati, testimonianze e documentazione fotografica per individuare i presunti responsabili dei disordini più gravi. Il coinvolgimento della Procura per i minorenni segnala inoltre come tra gli indagati figurino anche giovani sotto i diciotto anni, un elemento che aggiunge ulteriore complessità al quadro giudiziario di quella giornata convulsa che aveva visto Torino al centro delle cronache nazionali.
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