Una tragedia si è consumata sulle montagne dell'Alto Adige nel primo pomeriggio di oggi, quando una valanga si è staccata nella zona del rifugio Madriccio, sopra Solda, travolgendo un gruppo di scialpinisti. Il bilancio provvisorio è drammatico: due persone hanno perso la vita, mentre una è stata estratta viva dalle masse nevose. A complicare ulteriormente la situazione, c'è il sospetto che una seconda valanga possa aver coinvolto altre persone, anche se al momento non ci sono conferme ufficiali.
L'allarme è scattato intorno alle 13.30, quando la slavina ha investito la zona sciistica nei pressi delle piste del Madriccio. Immediata la mobilitazione dei soccorsi: gli elicotteri della Guardia di Finanza e il Pelikan 2 si sono alzati in volo, mentre sul posto sono confluite diverse squadre del Soccorso Alpino CNSAS provenienti da Tubre, Solda, Trafoi e Prato allo Stelvio, affiancate dalle unità del Bergrettungsdienst e del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza. Le operazioni di ricerca e bonifica sono tuttora in corso, in una corsa contro il tempo per verificare se ci siano altri dispersi sotto la neve.
Il sospetto di una seconda valanga ha reso le operazioni ancora più complesse e delicate. I soccorritori stanno setacciando l'intera area con la massima attenzione, consapevoli che ogni minuto può fare la differenza per eventuali persone rimaste intrappolate. La zona è stata messa in sicurezza per permettere ai team di operare nella massima sicurezza possibile, considerando che le condizioni della neve restano critiche.
Proprio questa mattina, un esperto di valanghe del servizio meteorologico della Provincia di Bolzano aveva lanciato un allerta ai microfoni di Rai Südtirol, mettendo in guardia dal pericolo di neve a lastroni dopo le nevicate degli ultimi giorni. Si tratta di un fenomeno particolarmente insidioso: la neve fresca si appoggia su quella caduta tempo fa, ormai trasformatasi in una superficie ghiacciata, creando condizioni di estrema instabilità. Un solo movimento, un rumore, può essere sufficiente a innescare il distacco di masse nevose devastanti.
Purtroppo, la lista degli incidenti sul gruppo dell'Ortles è tragicamente lunga. Lo scorso primo novembre, proprio in questa zona, cinque alpinisti tedeschi persero la vita su Cima Vertana, una vetta di 3.545 metri che domina Solda. La slavina, con un fronte di circa 30 metri e una lunghezza di 200 metri, si staccò poco prima delle 16, travolgendo due cordate che stavano salendo verso la vetta. L'allarme fu lanciato da due alpinisti che erano stati solo sfiorati dalla valanga. Tre vittime vennero recuperate in giornata, mentre le altre due solo la mattina successiva.
Anche in quel caso, come è stato successivamente accertato, la causa fu la neve a lastroni, lo stesso fenomeno che oggi potrebbe aver provocato questa nuova tragedia. Le condizioni meteorologiche e l'accumulo di neve fresca su strati ghiacciati continuano a rappresentare un pericolo concreto per chi frequenta queste montagne, richiedendo la massima prudenza e attenzione ai bollettini valanghe. Le autorità raccomandano agli appassionati di scialpinismo e alpinismo di valutare con estrema attenzione le condizioni prima di avventurarsi in quota, soprattutto dopo nevicate abbondanti.
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