Una domenica tragica sulle montagne del Friuli Venezia Giulia, dove due valanghe distinte hanno colpito nel primo pomeriggio mettendo in allarme l'intero sistema di soccorso alpino regionale. Il bilancio è drammatico: uno scialpinista è morto a Casera Razzo, nel territorio di Sauris, mentre un secondo escursionista è stato estratto vivo ma ferito a Sella Nevea. Due emergenze simultanee che hanno richiesto la mobilitazione straordinaria di decine di soccorritori, unità cinofile e mezzi aerei in condizioni di estrema difficoltà.
Il peggiore dei due incidenti si è verificato sul Monte Tiarfin, dove intorno alle 14:30 un violento distacco nevoso con un fronte di circa 50 metri ha travolto uno scialpinista a 1.800 metri di quota, sul versante nord sopra Casera Tragonia. Un testimone ha assistito in diretta alla tragedia e ha immediatamente lanciato l'allarme, ma le operazioni di ricerca si sono rivelate estremamente complesse. Il corpo dell'uomo è stato localizzato solo dopo quasi quattro ore di ricerche intense, intorno alle 18:00, sepolto sotto circa un metro di neve.
Le squadre del Soccorso Alpino e Speleologico del Friuli Venezia Giulia, supportate dalla Guardia di Finanza e dai Vigili del Fuoco, hanno dovuto affrontare condizioni proibitive: nella zona erano presenti diversi distacchi nevosi che rendevano pericolosa qualsiasi operazione. Tre unità cinofile hanno setacciato l'area mentre i tecnici effettuavano ripetuti sondaggi nel perimetro indicato dal testimone. Una circostanza fortuita ha facilitato l'intervento: alcune squadre del Soccorso Alpino si trovavano già in zona per un'esercitazione programmata.
Quasi in contemporanea, a Sella Nevea nel comune di Chiusaforte, una seconda valanga ha colpito un gruppo di cinque scialpinisti a circa 2.000 metri di quota, lungo il popolare itinerario tra Sella Ursic e la Conca Prevala. In questo caso l'epilogo è stato meno tragico: i compagni dello scialpinista travolto sono riusciti a estrarlo immediatamente dalla neve, trovandolo cosciente ma in stato di ipotermia e con diversi traumi. L'equipe medica dell'elisoccorso lo ha stabilizzato sul posto prima del trasporto d'urgenza all'ospedale di Udine in codice giallo. Gli altri quattro membri del gruppo sono rimasti illesi.
L'intervento a Sella Nevea si è concluso nel tardo pomeriggio con il rientro delle squadre di Cave del Predil e della Guardia di Finanza, mentre a Casera Razzo le operazioni si sono protratte fino al recupero della salma. La doppia emergenza ha messo sotto pressione l'intero sistema di soccorso alpino regionale, che ha dovuto coordinare simultaneamente decine di operatori su due fronti distinti in condizioni meteorologiche critiche.
La tragedia riaccende i riflettori sulla pericolosità delle escursioni invernali in quota, specialmente in un periodo caratterizzato da condizioni di innevamento instabile. Le autorità raccomandano sempre la massima prudenza, la consultazione dei bollettini valanghe e l'equipaggiamento adeguato con ARTVA, pala e sonda per chiunque pratichi scialpinismo o escursionismo fuori pista nelle zone montane del Friuli Venezia Giulia.
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