Una tragedia che ha colpito profondamente la comunità di Bormio e l'intera Valtellina: una valanga ha ucciso due giovani sul Monte Cornaccia, nel territorio di Valdidentro, nella mattinata di giovedì 26 febbraio. Le vittime sono Alberto De Maron, 25 anni, dipendente dell'azienda energetica A2A, e Marika Mascherona, 28 anni, maestra di sci e sorella di Katia Mascherona, scialpinista della Nazionale italiana. Un dramma che ha spezzato due giovani vite legate alla montagna e allo sport, lasciando un vuoto incolmabile in una piccola comunità alpina dove tutti si conoscono.
L'allarme è scattato grazie a un terzo componente del gruppo, rimasto illeso, che ha immediatamente contattato i soccorsi. La valanga si è staccata dal versante sud-ovest del Monte Cornaccia, travolgendo i due ragazzi di Bormio senza lasciargli scampo. Le condizioni del terreno in alta quota, con la massa nevosa e la morfologia impervia del pendio, hanno reso le operazioni di recupero particolarmente difficili e rischiose per i soccorritori.
Marika Mascherona era una figura ben conosciuta nell'ambiente dello sci valtellinese: istruttrice appassionata e sorella di Katia Mascherona, atleta azzurra di sci alpinismo che rappresenta l'Italia in campo internazionale. Alberto De Maron, 25 anni, lavorava invece per il colosso energetico A2A: entrambi residenti a Bormio, entrambi legati alla montagna che li ha traditi in una giornata apparentemente come tante.
Sul posto sono intervenuti il Soccorso Alpino, i Vigili del Fuoco e gli elicotteri decollati dalle basi di Sondrio e Bergamo, coordinati dalla centrale operativa di emergenza. Le squadre specializzate hanno operato in quota seguendo protocolli rigidi che tengono conto del rischio di ulteriori distacchi: localizzare i travolti nel minor tempo possibile, organizzare lo scavo in sicurezza e avviare l'assistenza sanitaria sono le tre priorità assolute del soccorso in valanga. Al termine delle ricerche, i corpi dei due giovani sono stati recuperati senza vita.
Proprio il fattore tempo è determinante in queste situazioni: secondo le linee guida sul soccorso alpino, le chance di sopravvivenza sono elevatissime entro il quarto d'ora dall'incidente, ma si riducono drasticamente in caso di seppellimento prolungato. Per questo la rapidità con cui l'amico illeso ha dato l'allarme ha rappresentato l'unica speranza, poi purtroppo svanita. I soccorritori hanno poi proseguito con la bonifica del pendio per valutare il rischio di nuovi distacchi prima di chiudere definitivamente le operazioni.
La tragedia del Monte Cornaccia riaccende il dibattito sulla sicurezza in montagna in un inverno che ha già registrato diversi incidenti da valanga sulle Alpi italiane. La perdita di Marika e Alberto lascia un segno indelebile non solo nelle famiglie colpite, ma nell'intera comunità di Bormio, dove montagna, sci e vita quotidiana si intrecciano da generazioni. Alla famiglia Mascherona, in particolare, va il pensiero di tutto il mondo dello sci alpinismo italiano, che perde una figura amata e vicina a una delle sue atlete più rappresentative.
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