Trump minaccia dazi sui film, Roma protesta

Il mercato cinematografico romano MIA inizia con il sottosegretario Lucia Borgonzoni che critica aspramente le posizioni di Donald Trump

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Autore: Redazione ,
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L'industria audiovisiva italiana si prepara a sfidare le turbolenze del mercato globale con una strategia che punta sull'innovazione e sulla distintività rispetto ai colossi internazionali. Mentre a Roma prende il via l'undicesima edizione del MIA Market, evento specializzato in serie TV, animazione, lungometraggi e documentari, le polemiche sui possibili dazi trumpiani al settore cinematografico accendono il dibattito sulla protezione delle produzioni nazionali. La manifestazione capitolina, che quest'anno accoglie oltre 2.800 partecipanti provenienti da 60 paesi, si presenta come un laboratorio di sperimentazione per anticipare i cambiamenti del settore.

La risposta italiana alle minacce commerciali di Trump

Le dichiarazioni del sottosegretario alla Cultura Lucia Borgonzoni hanno fatto scalpore durante la conferenza stampa inaugurale del market romano. La rappresentante del governo di centrodestra ha definito "folle" l'ipotesi di dazi sui film prodotti fuori dagli Stati Uniti, paventata da Donald Trump. "Ogni tanto sento parlare di questa questione dei dazi, che danneggerebbero gli stessi americani se li imponessero, il che sarebbe folle", ha dichiarato Borgonzoni, sottolineando come tali misure protezionistiche potrebbero ritorcersi contro il mercato statunitense stesso.

L'intervento della sottosegretaria si inserisce in una strategia più ampia di valorizzazione dell'industria cinematografica nazionale, con il MIA Market che viene presentato come motore propulsore del settore italiano nel panorama mondiale. La manifestazione romana, nata più di dieci anni fa per iniziativa dell'associazione produttori televisivi APA, ha sempre mantenuto al centro della propria filosofia i produttori, fungendo da ponte tra l'industria nazionale e i mercati internazionali.

Un modello di sviluppo alternativo ai giganti del settore

Gaia Tridente, direttrice del MIA, ha chiarito in un'intervista esclusiva che l'ambizione della manifestazione non è mai stata quella di competere direttamente con eventi mastodonti come il MIPCOM di Cannes, che attira oltre 10.000 partecipanti. La strategia romana punta piuttosto su un approccio boutique, con oltre 60 progetti selezionati principalmente dal panorama europeo, presentati in un contesto più intimo e specializzato.

"Tutto quello che facciamo al MIA ci distingue dagli altri mercati"

"Credo che in termini di partecipazione il MIA abbia già raggiunto numeri adeguati per il tipo di mercato che stiamo cercando di creare", ha spiegato Tridente, evidenziando come le attività di scouting e matchmaking rappresentino il vero valore aggiunto della manifestazione. L'obiettivo è creare connessioni mirate tra produttori, distributori e fornitori di contenuti, facilitando l'emergere di progetti rilevanti nel panorama internazionale.

Innovazione tecnologica e nuovi formati al centro dell'edizione 2024

Quest'anno il market romano ha introdotto diverse novità che testimoniano la capacità di anticipare i cambiamenti del mercato, come ha sottolineato Alessandro Usai, presidente di ANICA, l'associazione nazionale industrie cinematografiche e audiovisive. Tra le innovazioni più significative spicca l'introduzione di un forum dedicato agli adattamenti librari, una nuova sezione Vertical AI focalizzata sull'intelligenza artificiale, e un rafforzamento dell'attenzione verso l'animazione.

Il programma ospita personalità di primo piano del settore internazionale, tra cui Katherine Pope di Sony Pictures Television, che presenterà un nuovo premio per il dramma, e Larry Grimaldi di Fox Entertainment Studios. Tra i keynote speaker figura Thom Zimny, regista vincitore di Emmy e Grammy noto per le sue collaborazioni con Bruce Springsteen e per documentari su Willie Nelson e Sylvester Stallone.

Roma, hub creativo tra tradizione e futuro

La scelta di Palazzo Barberini come sede principale del market non è casuale: l'edificio barocco che ospita la Galleria Nazionale d'Arte Antica diventa simbolicamente il punto di incontro tra la tradizione culturale italiana e le prospettive future dell'industria audiovisiva. Le sale companies allestiscono i loro stand in questo contesto unico, che conferisce alla manifestazione un carattere distintivo rispetto ad altri eventi del settore.

Chiara Sbarigia, presidente dell'APA e figura chiave nella nascita del MIA oltre dieci anni fa, ha ricordato come sin dall'inizio la manifestazione abbia puntato a mettere i produttori al centro dell'evento, creando un ecosistema favorevole allo sviluppo di progetti innovativi e alla crescita dell'industria nazionale. L'approccio italiano al mercato audiovisivo internazionale si caratterizza così per una filosofia che privilegia la qualità delle relazioni rispetto ai grandi numeri, puntando su una crescita sostenibile e mirata del settore.

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