Il mondo dello spettacolo si trova ancora una volta a fare i conti con il lato oscuro della fama precoce. Tylor Chase, 36 anni, volto noto ai giovanissimi telespettatori dei primi anni Duemila come Martin Qwerly nella serie Ned's Declassified School Survival Guide (trasmessa in Italia come "Ned - Scuola di sopravvivenza" su Nickelodeon), vive oggi per le strade di Riverside, California, in condizioni di grave disagio. Un video apparso su TikTok lo scorso settembre e tornato virale in questi giorni mostra l'ex attore in uno stato di evidente abbandono, scatenando ondate di preoccupazione tra i fan cresciuti con le sue apparizioni televisive.
La community online ha immediatamente cercato di mobilitarsi, lanciando una raccolta fondi su GoFundMe per fornire all'attore vestiti e beni di prima necessità. Tuttavia, l'iniziativa è stata bloccata dalla madre di Chase quando le donazioni avevano raggiunto circa 1200 dollari. La donna ha spiegato al Sun la complessa situazione del figlio, rivelando dettagli dolorosi ma necessari per comprendere la reale natura del problema: "Ha bisogno di cure mediche, non di soldi. Ma lui le rifiuta".
La madre dell'ex star ha ulteriormente chiarito che Tylor soffre di disturbo bipolare, una condizione psichiatrica che rende impossibile per lui gestire autonomamente la propria vita quotidiana. "Gli ho procurato diversi telefoni, ma li perde dopo un giorno o due. Non riesce a gestire da solo i soldi per le sue medicine", ha confessato, dipingendo il quadro di una situazione ben più complessa di quanto una semplice raccolta fondi possa risolvere. Su TikTok, la donna ha comunque voluto difendere la personalità del figlio, definendolo "un ragazzo buono e dolce".
A commentare pubblicamente la drammatica situazione del collega sono intervenuti tre ex compagni di set di Chase. Daniel Curtis Lee, che ha recitato al suo fianco in "Ned - Scuola di sopravvivenza", ha condiviso su social i suoi sentimenti contrastanti: "Ho ricevuto una brutta notizia all'inizio di questa settimana, riguardante il nostro caro amico Tylor Chase. È stato difficile elaborarla. Quando l'ho visto per la prima volta, ero arrabbiato, perché mi chiedevo: perché puntare una telecamera in faccia a qualcuno in un momento difficile? Ma poi mi sono arrabbiato con me stesso perché mi sento impotente: non c'è molto che potrei fare".
Lindsey Shaw, altra protagonista della serie Nickelodeon, ha espresso il desiderio di un contatto diretto: "Non si può fare molto, ma mi piacerebbe andare a parlare con lui, dirgli che gli voglio bene e guardarlo negli occhi". Anche Devon Werkheiser, volto principale dello show nei panni di Ned Bigby, ha manifestato tutta la sua angoscia: "È doloroso e scioccante vedere dove si trova attualmente. È difficile vedere qualcuno che conosci e ami, una persona davvero dolce, la cui vita è ora così. Speriamo tutti di poter aiutare Tylor a intraprendere un percorso migliore, vedremo cosa possiamo fare".
La vicenda di Tylor Chase si inserisce purtroppo in un pattern ricorrente di giovani star televisive che, terminate le loro esperienze nei network per ragazzi, faticano a gestire il passaggio alla vita adulta. Il caso ricorda quello di altri ex bambini prodigio di Nickelodeon, Disney Channel e altre network simili, sollevando ancora una volta interrogativi sulla tutela psicologica degli attori minori e sul supporto post-carriera offerto dall'industria dell'intrattenimento. Mentre i fan e gli ex colleghi cercano modi concreti per aiutare Chase, resta centrale la questione dell'accesso alle cure psichiatriche necessarie per chi, come lui, affronta disturbi mentali senza una rete di supporto adeguata.
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