Tragedia a Cortina: vigilante morto, lavorava di notte a -13

Un vigilante di 55 anni è morto durante un turno notturno nel cantiere dello stadio del ghiaccio di Cortina. La famiglia denuncia freddo estremo e turni ravvicinati.

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Autore: Redazione ,
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Un vigilante di 55 anni originario di Brindisi ha perso la vita nella notte dell'8 gennaio scorso mentre prestava servizio nel cantiere dello stadio del ghiaccio di Cortina d'Ampezzo, una delle strutture in fase di realizzazione per i Giochi olimpici invernali previsti dal 6 al 22 febbraio. La vicenda di Piero Zantonini ha acceso i riflettori sulle condizioni lavorative nei cantieri olimpici e sollevato interrogativi sulla tutela dei lavoratori impiegati in condizioni climatiche estreme. Secondo quanto denunciato dalla famiglia, il decesso sarebbe stato causato da un malore provocato dal freddo intenso e dallo stress accumulato durante una serie di turni notturni ravvicinati nell'arco di appena due settimane.

La Procura della Repubblica di Belluno, attraverso il pubblico ministero Claudio Fabris, ha iscritto nel registro degli indagati il rappresentante legale della società esterna che gestiva il servizio di sorveglianza del cantiere. Zantonini era stato assunto con un contratto a tempo determinato dalla ditta appaltatrice e si era trasferito di recente dalla Puglia al Bellunese proprio per svolgere questo lavoro. L'incarico per l'autopsia è stato affidato al medico legale Andrea Porzionato, docente dell'Università di Padova, come riferito dall'avvocato Francesco Dragone del foro di Lecce che assiste i familiari della vittima.

L'esame autoptico, che dovrebbe essere completato entro la settimana, sarà fondamentale per chiarire le cause esatte del decesso e stabilire eventuali responsabilità. La vicenda ha suscitato immediate reazioni nel mondo sindacale e politico, sollevando questioni che vanno oltre il singolo caso e investono l'intero sistema degli appalti nei grandi cantieri infrastrutturali.

La celerità dei lavori non può avvenire a discapito della vita umana

Il sindacato Cobas ha annunciato una manifestazione di protesta per venerdì 16 gennaio in piazza Santa Teresa a Brindisi, città natale di Zantonini. In una nota, il sindacato ha denunciato con forza: "La morte di Pietro è il risultato dei tanti ricatti di cui il mondo del lavoro è ormai pieno, portati avanti in modo criminale dai datori di lavoro. Spesso con il silenzio che equivale ad una collaborazione di chi all'interno dei luoghi di lavoro dovrebbe sostenere l'applicazione delle leggi, salvo poi successivamente piangere lacrime di coccodrillo in caso di incidenti".

Sul fronte politico, la deputata del Movimento 5 Stelle Valentina Barzotti, componente della commissione Lavoro alla Camera, ha presentato un'interrogazione parlamentare alla ministra del Lavoro Marina Calderone. L'evento tragico, secondo la parlamentare, si inserisce in un contesto di appalti e subappalti dove "la pressione sui tempi di consegna e la riduzione dei costi sembrerebbero prevalere sulla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori".

L'interrogazione articola quattro richieste specifiche al governo. La prima riguarda le iniziative dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro per accertare le responsabilità del datore di lavoro e del committente nella valutazione del rischio microclima e nell'approntamento delle misure di protezione. Il secondo quesito chiede verifiche sull'esistenza e l'aggiornamento del piano di sicurezza e coordinamento del cantiere, con particolare attenzione alle procedure previste per il personale di vigilanza notturna operante in condizioni meteorologiche avverse.

La terza domanda sollecita misure urgenti per rafforzare i controlli nei cantieri legati alle infrastrutture di Milano-Cortina 2026, affinché la rapidità dei lavori non si traduca in un pericolo per la vita dei lavoratori. Infine, Barzotti propone l'istituzione a partire dal 2026 di un Fondo per le integrazioni salariali destinato a coprire sospensioni o riduzioni dell'attività lavorativa necessarie per fronteggiare eccezionali situazioni climatiche, con attivazione automatica della cassa integrazione in presenza di specifiche condizioni meteo avverse.

Il caso di Zantonini riporta l'attenzione sulla questione della sicurezza nei cantieri olimpici, dove la corsa contro il tempo per completare le opere entro le scadenze si scontra con la necessità di garantire condizioni di lavoro adeguate, specialmente in un territorio montano dove le temperature invernali possono diventare proibitive per chi è costretto a lunghi turni all'aperto durante le ore notturne.

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