Zoe Trinchero, Bruzzone accusa Manna di omicidio

Roberta Bruzzone sostiene che la morte di Zoe Trinchero sia un omicidio pianificato, non un incidente. Il movente sarebbe un rifiuto sentimentale subito dall'indagato.

Immagine di Zoe Trinchero, Bruzzone accusa Manna di omicidio
Autore: Redazione ,
Attualità
2' 56''
Fonte

La criminologa Roberta Bruzzone lancia un'accusa durissima nel caso che ha sconvolto l'Italia: la morte di Zoe Trinchero non sarebbe stata un tragico incidente, ma un omicidio volontario pianificato e messo in scena con lucida freddezza. Intervenuta a La vita in diretta, l'esperta ha smontato pezzo per pezzo la versione dei fatti fornita da Alex Manna, accusato di aver ucciso la giovane donna, e ha delineato il profilo inquietante di un manipolatore senza rimorsi. Secondo Bruzzone, alla base del gesto ci sarebbe un rifiuto sentimentale subito dall'indagato poche settimane prima del delitto, un movente che potrebbe configurare anche il reato di femminicidio.

Il punto centrale dell'analisi della criminologa riguarda la dinamica dell'omicidio: Zoe non sarebbe caduta accidentalmente, ma sarebbe stata deliberatamente sollevata e lanciata oltre il parapetto di un canale in cemento, quasi privo d'acqua. "Lì non poteva cadere accidentalmente", ha sottolineato con forza Bruzzone. L'autopsia ha confermato che proprio quella caduta è risultata fatale per la ragazza. La condotta di Manna, secondo l'esperta, dimostra una volontà precisa di neutralizzare ogni possibilità di sopravvivenza della vittima, configurando inequivocabilmente un omicidio volontario.

Ancora più agghiacciante è l'ipotesi che Zoe potesse non dare più segni di vita prima di essere gettata nel canale. "È anche possibile che lui fosse convinto di averla già uccisa", ha spiegato la criminologa, suggerendo che l'assassino potrebbe aver agito pensando di dover solo disfarsi del corpo. Questa circostanza, lungi dall'attenuare la responsabilità, rafforzerebbe invece la tesi della premeditazione e della lucidità con cui è stato eseguito il delitto.

Riuscire a piangere per simulare un'emozione che non provi vuol dire veramente che hai una capacità manipolatoria straordinariamente machiavellica

Ma è il comportamento successivo all'omicidio a rivelare, secondo Bruzzone, la vera natura del presunto assassino. La finta ricerca di Zoe, il ritorno a casa per cambiarsi d'abito, le lacrime versate al momento del ritrovamento del corpo: ogni gesto sarebbe stato parte di una messa in scena accuratamente orchestrata. "Purtroppo non c'è nessun reale pentimento", ha dichiarato l'esperta. "Quelle lacrime non sono legate a un sentimento di colpa perché avrebbe immediatamente raccontato come è andata. Invece ha cercato in tutti i modi di allontanare i sospetti. È una recita".

La criminologa ha tracciato il profilo di una personalità profondamente disfunzionale, caratterizzata da totale assenza di empatia e spiccate capacità manipolatorie. "Tutto fa parte della messa in scena che lui ha architettato con l'obiettivo di incolpare un innocente e soprattutto sottrarsi alle responsabilità delle sue azioni", ha affermato Bruzzone. La capacità di simulare emozioni che non si provano, di piangere senza sentire, rappresenta secondo l'esperta una qualità machiavellica che evidenzia la pericolosità del soggetto.

L'elemento scatenante dell'omicidio, come confermato dalle ultime testimonianze raccolte dagli inquirenti, sarebbe stato proprio il rifiuto sentimentale opposto da Zoe alle avances di Manna. Un diniego che avrebbe innescato la reazione violenta, in un crescendo che secondo Bruzzone lascia spazio anche alla contestazione del reato di femminicidio, recentemente introdotto nell'ordinamento italiano. La morte della giovane si inserisce così nel drammatico elenco di violenze contro le donne determinate dall'incapacità di accettare un no, da quel senso di possesso che trasforma l'amore respinto in odio letale.

L'indagine prosegue per ricostruire con precisione gli ultimi momenti di vita di Zoe e consolidare il quadro probatorio contro l'indagato. L'analisi di Roberta Bruzzone, forte della sua esperienza nell'ambito della criminologia e della psicologia investigativa, fornisce una chiave di lettura che gli inquirenti stanno valutando attentamente nella costruzione del caso. Se confermata, questa ricostruzione porterebbe alla formulazione di accuse pesantissime contro Alex Manna, chiamato a rispondere non solo di omicidio volontario ma potenzialmente anche di femminicidio.

Non perderti le nostre ultime notizie!

Iscriviti al nostro canale Telegram e rimani aggiornato!