Come rimorchiare con le serie TV

“Se non hai visto Lost sei un pirla”

Autore: Redazione ,

Luca Manzi ha 43 anni, è di Roma, ma soprattutto è ungrande. Un po’ perché è l’ideatore di quel capolavoro che è Boris,un po’ perché conosce le serie TV come (quasi) nessun altro. Per sua stessaammissione, Luca ne sa molto di serie:“Me le guardo tutte, principalmente per rimorchiare, ma anche perché sono unnerd”.

Rimorchiare, per l’appunto.

Fortunatamente il buon Manzi ha deciso di condividere connoi la sua saggezza e scriveresu GQ una vera e propria guida per far colpo con le serie TV senza aver maivisto una puntata. Insomma, anche se non si ha idea di cosa significhino parolecome prequel, reboot, spin off o cliffhanger.

Ma andiamo con ordine. Qual è stato lo spartiacque tra unmondo in cui era perfettamente normale non sapere cosa fosse un pilot e unmondo in cui era semplicemente inaccettabile per la civile convivenza?

La risposta giusta è “22 settembre 2004”, giorno in cui vain onda la prima puntata di Lost. Da quello schianto, nulla fu più come prima. Nonperché prima non esistessero serie dello stesso livello (tutt’altro), ma perché“Da quel momento in poi le serie TV diventano obbligatorie, se non le sai seitagliato fuori”.

Ma allora quali sono le serie da usare per fare colpo? Qualifrasi scegliere per sembrare un guru seriale?
Ecco qui quattro esempi che, neanche a farlo apposta, si riferiscono a telefilm,allora si chiamavano così, A.L. (Avanti Lost).

Twin Peaks (1990-1991, David Lynch e Mark Frost): «È una serieche non invecchia, te la vedi adesso e regge ancora benissimo» o in alternativa«Lynch è un precursore, si è messo a fare serie pur essendo un grande del cinemavent’anni prima degli altri».

The X-Files (1993-2002, Chris Carter): «Cioè alla fine si puòdire che X files abbia inventato il complottismo». In alternativa, se si vuolepuntare sui sentimenti, sul rapporto Mulder-Scully, si può optare per un «La cosaveramente bella della serie non sono tanto i casi ma il rapporto tra loro due,cioè è un rapporto molto sfaccettato, complesso».

Basta sciorinare con disinvoltura queste poche parole e laseduzione è assicurata. Non siamo noi a dirlo, ma Luca Manzi. E noi, di LucaManzi, ci fidiamo perché è un grande.

Nel nostro piccolo ci permettiamo solo di aggiungerne unpaio su una serie che ci sta particolarmente a cuore e che, negli ultimi anni,è davvero sulla bocca di tutti: The Walking Dead.

Opzione 1, il Compagno.«La minaccia zombie in realtà è una metafora e una denuncia della societàconsumistica che tutto divora e arriva a consumare anche se stessa».

Opzione 2, ilSociologo. «Gli zombie sono solo una cornice, sono gli incontri e gliscontri tra i sopravvissuti la cosa interessante. “Combatti i morti, temi ivivi” [questa, in gergo, è una tag line.Prendete appunti]».

Opzione 3, il Tecnico. «Èmaniacale la cura per i dettagli e la varietà dei costumi, trovo che GregNicotero [il make-up supervisor] sia un genio».

E voi, che siete #DrogatiDiSerieTV come Luca, quali sono levostre frasi a effetto per fare colpo?

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