Dexter - Il migliore dei finali possibili

Non ci può essere una vittoria del bene sul male

Autore: Redazione ,

Forseavremmo preferito il classico lieto fine all’americana. Saxon consegnato allagiustizia e Deb, perfettamente guarita, finalmente sistemata con Quinn. E poinaturalmente avremmo dato a Dexter la sua opportunità di rifarsi una vita. Lui,Hannah e il piccolo Harrison sarebbero dovuti arrivare in Argentina, tuttiinsieme appassionatamente, per condurre una vita bucolica come una famigliolaqualunque.

Machi ha amato questa serie sapeva che tutto ciò non poteva essere. Non ci puòessere una vittoria del bene sul male quando bene e male sono solo dei punti divista. Dexter non ha morale (non basta un codice di condotta a creare unamorale); come spettatori ci siamo identificati in un serial killer, abbiamosperato che non venisse scoperto, lo abbiamo giustificato perfino, ma in ogni casonon avremmo potuto salvarlo.

Ciha provato Dexter, ad essere una persona “normale”, ma in tutti questianni il suo modo di affrontare la normalità sembrava quella che DavidCarradine, alias Bill, attribuisce a Superman: il signor Dexter Morgan ènoioso, insignificante, privo di una personalità: una parodia di normalitàmessa in scena da chi, in fondo, la normalità la disprezza. Il vero Dexterè l’assassino, e un assassino non può avere un lieto fine.

Aduno come Dexter non è concessa nemmeno la catarsi della morte. Se fosse mortoavrebbe pagato con il proprio sacrificio, si sarebbe redento, lo avremmoperdonato, sarebbe stata fatta in qualche modo giustizia. E invece no. Dexterpone fine alla vita di Debra, stacca i tubi al suo vero contatto con il restodel mondo. Si dirige verso una tempesta che è la precisa metafora del caos concui ha dovuto combattere per una vita. E sparisce nel nulla. Rinuncia aqualsiasi tipo di relazione umana. Forse da ora in poi si limiterà a fare apezzi solo tronchi.

Cirimane il dubbio che questa sia veramente la fine. Qualcuno parla di unspin-off con Harrison adulto, altri parlano di un film che vedrà il ritorno delnostro eroe. Per il momento ci accontentiamo di questa chiusura: il personaggiointerpretato da Michael C. Hall volge lo sguardo direttamente al suo pubblicocome ha sempre fatto, fin dalla sigla iniziale; sembra dirci tutto, eppurerimarrà per sempre un mistero.


Paolo P.

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