Il buono, il brutto, il cattivo è una storia vera? I fatti dietro il film

Il western è finzione; la sua cornice reale è la campagna confederata del Nuovo Messico del 1862.

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Autore: Redazione ,

No, Il buono, il brutto, il cattivo non è tratto da una storia vera. Biondo, Tuco, Sentenza, i 200.000 dollari in oro, Betterville, il ponte di Langstone e il cimitero di Sad Hill sono invenzioni. La realtà entra nel film attraverso il teatro occidentale della guerra di Secessione, soprattutto la campagna confederata del Nuovo Messico del 1862.

Reparti texani risalirono il Rio Grande, affrontarono regolari e volontari dell’Unione e tentarono di aprirsi la strada verso Fort Union, l’oro del Colorado e, in prospettiva, i porti della California. Sergio Leone trasformò questa cornice documentata in un racconto antimilitarista, costruito sull’assurdità del conflitto e sull’ambiguità delle etichette morali. Luciano Vincenzoni formulò il nucleo narrativo: tre furfanti in cerca di un tesoro durante la guerra. Fotografie e documenti dell’epoca, associati anche al lavoro di Mathew Brady e del suo studio, orientarono l’aspetto visivo. Episodi, luoghi e cronologia furono combinati liberamente, riunendo riferimenti del 1862, del 1864 e degli anni successivi alla guerra.

L’invasione del Nuovo Messico

La guerra di Secessione raggiunse realmente il Nuovo Messico e l’Arizona. Il 23 luglio 1861 le forze confederate di John Baylor entrarono nel Territorio del Nuovo Messico e occuparono l’area di Mesilla, aprendo la fase occidentale del conflitto. I reparti confederati erano formati soprattutto da volontari texani. Dall’altra parte combattevano regolari federali, volontari del Colorado e numerosi volontari ispanici del Nuovo Messico.

L’offensiva puntava a Fort Union, ai giacimenti auriferi del Colorado e, in prospettiva, ai porti della California. Il progetto comportava anche l’espansione occidentale del sistema schiavista. È questo scenario di eserciti in movimento, territori contesi e rifornimenti requisiti che fornisce al film la sua cornice autentica. Il viaggio dei tre pistoleri e la caccia al tesoro restano interamente immaginari.

Da Valverde a Santa Fe

Il 21 febbraio 1862 l’esercito confederato guidato da Henry Hopkins Sibley affrontò a Valverde le forze unioniste di Edward R. S. Canby. I confederati ottennero una vittoria tattica, senza conquistare Fort Craig. Canby conservò così una posizione decisiva per il controllo unionista del Sud-Ovest.

Tra il 2 e il 13 marzo i confederati occuparono Albuquerque e Santa Fe, poi continuarono verso Fort Union. Da quel deposito speravano di ottenere armi e rifornimenti indispensabili per avanzare in Colorado. Occupazioni, combattimenti e razzie di materiali imposero pesanti difficoltà ai militari e alle popolazioni locali. Il film rielabora questa dimensione concreta della guerra: viaggi interrotti, centri abitati devastati, feriti, morti e uomini costretti a muoversi tra due eserciti. Le vicende personali di Biondo, Tuco e Sentenza non hanno invece un corrispettivo documentato.

La svolta di Glorieta Pass

Dal 26 al 28 marzo 1862 unionisti e confederati combatterono per tre giorni a Glorieta Pass. Il luogo si trovava oltre i 2.100 metri, in un ambiente montuoso e boscoso segnato dal freddo e dalla neve, molto diverso dai paesaggi aridi che dominano il film. Durante lo scontro, il distaccamento unionista comandato da John M. Chivington raggiunse le retrovie nemiche a Johnson’s Ranch e distrusse il convoglio logistico confederato.

La perdita di viveri, munizioni, vestiario, animali e carri annullò il vantaggio tattico ottenuto sul campo. Senza rifornimenti, Sibley abbandonò Santa Fe e Albuquerque e ripiegò verso El Paso tra aprile e giugno. La Confederazione non tentò più un’invasione comparabile del Sud-Ovest. Nel conflitto reale la logistica determinò quindi l’esito della campagna più dei duelli e delle imprese individuali.

Betterville, i set e gli anacronismi

Betterville non esistette. Le sue condizioni richiamano Andersonville, il campo confederato aperto in Georgia all’inizio del 1864 per i prigionieri dell’Unione. Vi furono rinchiusi circa 45.000 uomini e quasi 13.000 morirono. Fame, malattie, sovraffollamento, coercizione e mortalità elevata caratterizzarono campi di entrambe le parti. Il film cambia affiliazione, posizione e personaggi, trasformando Andersonville in un campo unionista nel Sud-Ovest.

Anche la cronologia è compressa. La campagna del Nuovo Messico risale al 1862, Andersonville entrò in funzione nel 1864, la guerra terminò tra aprile e maggio 1865, la dinamite fu brevettata nel 1867 e la ferrovia raggiunse il Nuovo Messico soltanto nel 1878-1879. Nel 1966 il film fu girato prevalentemente in Spagna. Betterville, il ponte di Langstone e il grande cimitero di Sad Hill furono costruiti come set. L’uscita italiana avvenne il 23 dicembre.

Cosa c'è di reale nel film

Il film rappresenta correttamente la presenza di eserciti unionisti e confederati nel Sud-Ovest e mostra conseguenze reali del conflitto: occupazioni, requisizioni, bombardamenti, feriti e morti. Cambia però la composizione delle forze, raffigurate genericamente in blu e grigio, mentre sul campo operarono texani confederati, regolari federali e volontari del Colorado e del Nuovo Messico.

Il ponte di Langstone, la battaglia combattuta per controllarlo e la sua demolizione sono inventati. Betterville rielabora Andersonville cambiandone posizione e schieramento. Il treno e la dinamite sono anacronistici. Anche Sad Hill, Arch Stanton, la tomba senza nome e il duello finale furono creati per il film. Non esiste documentazione di un tesoro confederato da 200.000 dollari sepolto in un cimitero e conteso da tre pistoleri.

Domande frequenti

Il buono, il brutto, il cattivo è una storia vera?

No. Il film è un’opera di finzione ambientata nella guerra di Secessione. Biondo, Tuco, Sentenza, il tesoro, Betterville, il ponte di Langstone e Sad Hill non hanno un corrispettivo storico documentato.

Che cosa è successo davvero?

Nel 1861-1862 forze confederate provenienti dal Texas invasero il Territorio del Nuovo Messico. Dopo Valverde occuparono Albuquerque e Santa Fe e avanzarono verso Fort Union. A Glorieta Pass un distaccamento unionista distrusse il loro convoglio di rifornimenti, rendendo impossibile proseguire la campagna.

Come è andata a finire?

Senza viveri, munizioni, vestiario, animali e carri, l’esercito di Sibley abbandonò Santa Fe e Albuquerque e tornò nell’area di El Paso entro giugno 1862. La Confederazione non organizzò più un’invasione comparabile del Sud-Ovest. La resa dei principali eserciti confederati concluse la guerra tra aprile e maggio 1865.

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