La donna che visse due volte è una storia vera? Il romanzo, la guerra e i luoghi reali

Il film nasce da un romanzo di finzione, ispirato dalle identità disperse e ritrovate nel dopoguerra.

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Autore: Redazione ,

No, La donna che visse due volte non è tratto da una storia vera. Il film di Alfred Hitchcock nasce da D’entre les morts, romanzo poliziesco interamente di finzione pubblicato nel 1954 da Pierre Boileau e Thomas Narcejac. La parte reale comincia dall’esperienza che accese l’idea: davanti a uno schermo cinematografico, a Narcejac parve di riconoscere una persona conosciuta. Quel momentaneo riconoscimento si unì alla dispersione di persone e famiglie dopo la Seconda guerra mondiale, quando scomparse, ritorni e identità mutate rendevano plausibile la ricomparsa di qualcuno creduto morto. Il romanzo colloca questa idea nella Francia del 1940 e del 1944, tra disfatta, esodo, occupazione, Resistenza, Liberazione e ricostruzione delle identità. Hitchcock trasferì tutto nella San Francisco contemporanea e concentrò il racconto sull’ossessione di Scottie per la donna perduta. Il contesto storico scompare; restano luoghi californiani autentici, effetti psicologici plausibili e una trama in cui Carlotta Valdes, gli omicidi e ogni protagonista sono inventati.

L’idea nata davanti a uno schermo

Il punto di partenza di D’entre les morts fu un’esperienza quotidiana, trasformata in un dispositivo narrativo. Al cinema, Narcejac ebbe per un istante l’impressione di riconoscere una persona conosciuta. Da quella sensazione nacque l’idea della ricomparsa di qualcuno ritenuto morto, con il dubbio che il volto ritrovato appartenesse davvero alla stessa persona.

Il dopoguerra rese questa possibilità credibile sul piano narrativo. La dispersione di persone e famiglie aveva prodotto assenze prolungate, ritorni inattesi e identità difficili da ricostruire. Boileau e Narcejac elaborarono questi elementi in un romanzo poliziesco totalmente inventato, pubblicato da Denoël a Parigi nel 1954. Nessun delitto documentato fornì la trama. Anche l’idea che il libro fosse stato scritto appositamente per Hitchcock resta contestata: Narcejac la negò.

La guerra dentro il romanzo

L’azione del romanzo comincia nel maggio 1940, alla fine della drôle de guerre e alla vigilia dell’offensiva tedesca contro la Francia. La morte inscenata di Madeleine coincide con la disfatta francese. Flavières entra nell’esodo, lascia successivamente il Paese e perde ogni possibilità immediata di verificare ciò che ha visto.

Dopo un’ellissi di quattro anni, la seconda parte si svolge nel 1944, durante la Liberazione. Guerra, occupazione, Resistenza e conseguenze materiali e psicologiche del conflitto determinano la struttura della storia: spiegano la lunga separazione, rendono plausibili il cambiamento d’identità e il riconoscimento tardivo. Flavières ritrova Renée attraverso un cinegiornale, quindi tenta di modellarla sull’immagine della donna morta. Il tempo trascorso aggrava la confusione fra ricordo, desiderio e identità. Nella conclusione, Renée confessa il complotto e Flavières la strangola; Gévigne è già morto durante la guerra.

La trasformazione di Hitchcock

L’acquisto del romanzo per un film destinato ad Alfred Hitchcock risale all’ottobre 1955. Tra il 1956 e il 1957 lavorarono successivamente all’adattamento Maxwell Anderson, Alec Coppel e Samuel Taylor. Coppel introdusse l’inseguimento sui tetti con la caduta dell’agente, sequenza assente dal libro. Taylor completò la versione decisiva della sceneggiatura.

Hitchcock spostò l’azione dalla Francia degli anni Quaranta alla San Francisco contemporanea, eliminando guerra, esodo e Resistenza. Al centro pose il desiderio di Scottie di ricreare eroticamente una donna creduta morta, con una componente definita esplicitamente necrofilica. Cambiò anche il meccanismo del racconto: il tentativo di confessione di Judy informa lo spettatore prima di Scottie che Madeleine era un’identità recitata. Il mistero finale del romanzo diventa così suspense. Le riprese si svolsero dal 30 settembre al 19 dicembre 1957; la prima di San Francisco arrivò il 9 maggio 1958.

San Francisco tra realtà e finzione

Il film usa una geografia autentica per sostenere una vicenda inventata. Mission Dolores, il California Palace of the Legion of Honor e Fort Point sono luoghi reali di San Francisco impiegati nelle riprese. Anche Mission San Juan Bautista esiste davvero: è una missione storica fondata nel 1797. Il grande campanile mostrato nel film, però, non era presente durante la lavorazione. L’esterno fu aggiunto mediante pittura su vetro e gli interni furono costruiti in studio.

Il Ritratto di Carlotta esposto nel film al Palace of the Legion of Honor era un oggetto scenico commissionato per la produzione. Carlotta Valdes, la tomba, la genealogia e il racconto del suo suicidio sono invenzioni. Ernie’s era un vero ristorante, mentre esterno e interno furono ricostruiti alla Paramount. Anche la sequenza presentata come ambientata a Muir Woods fu girata principalmente nel Big Basin Redwoods State Park.

Cosa c'è di reale nel film

La donna che visse due volte conserva il dispositivo fondamentale di D’entre les morts: un uomo viene usato come testimone di un falso suicidio che copre un omicidio, ritrova la donna creduta morta e tenta di trasformarla nel proprio ricordo. Tutto deriva dalla finzione letteraria. Scottie, Judy, Gavin e Madeleine Elster e Carlotta Valdes non sono figure storiche. L’acrofobia di Scottie è invece una fobia reale e una caduta osservata può costituire un fattore scatenante plausibile. Il vertigo medico indica una falsa sensazione di movimento o rotazione, distinta dalla paura dell’altezza. La guarigione improvvisa provocata da un nuovo trauma è una soluzione drammatica: i trattamenti documentati per le fobie specifiche si basano soprattutto sull’esposizione graduale, spesso associata alla terapia cognitivo-comportamentale. Reali sono inoltre diverse location californiane, pur modificate attraverso set ed effetti ottici.

Domande frequenti

La donna che visse due volte è una storia vera?

No. La donna che visse due volte adatta il romanzo poliziesco di finzione D’entre les morts. Il complotto, gli omicidi, Carlotta Valdes e tutti i protagonisti sono inventati.

Che cosa è successo davvero?

La genesi dichiarata del romanzo parte da un momentaneo riconoscimento avvenuto davanti a uno schermo cinematografico. La dispersione di persone e famiglie dopo la Seconda guerra mondiale rese inoltre plausibili scomparse, ritorni e cambiamenti d’identità. Boileau e Narcejac trasformarono questi elementi reali in una vicenda interamente immaginaria.

Come è andata a finire?

Non esiste un caso reale con un epilogo. Nel film Judy precipita accidentalmente dal campanile dopo essere stata sorpresa da una suora, mentre Gavin Elster si è allontanato e la sua punizione non viene mostrata. Nel romanzo Renée confessa il complotto e Flavières la strangola; Gévigne muore durante la guerra.

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