The Italian Job è una storia vera? Le origini del film e i fatti reali

La rapina è inventata: sono reali il precedente cinematografico, i semafori di Los Angeles e le Mini.

Immagine di The Italian Job è una storia vera? Le origini del film e i fatti reali
Autore: Redazione ,

No, The Italian Job non è tratto da una storia vera. Il suo rapporto con la realtà passa attraverso il traffico di Los Angeles, il controllo computerizzato dei semafori, le stazioni della metropolitana e le nuove Mini utilizzate nelle riprese. L’ispirazione narrativa arriva da Un colpo all’italiana, il film del 1969 scritto da Troy Kennedy Martin: una rapina immaginaria con oro, un ingorgo provocato e tre Mini impegnate nella fuga.

Nel 2003 F. Gary Gray riprende questi elementi e costruisce una vicenda diversa, sceneggiata da Donna Powers e Wayne Powers. Il colpo a Venezia, il tradimento di Steve, l’uccisione di John Bridger e la vendetta organizzata in California appartengono alla finzione. Charlie Croker, Stella Bridger e i loro compagni non corrispondono a protagonisti storici della rapina. Dentro questa storia inventata entrano però infrastrutture autentiche, automobili modificate per eseguire le acrobazie e persino Shawn Fanning, il vero sviluppatore di Napster, coinvolto in una gag che riscrive scherzosamente l’origine del programma.

L’origine è nel film del 1969

Nel 1969 esce Un colpo all’italiana, diretto da Peter Collinson, scritto da Troy Kennedy Martin e interpretato da Michael Caine. La rapina è ambientata a Torino: il bottino è oro, il piano comprende un ingorgo provocato e la fuga avviene su tre Mini. Questi elementi costituiscono l’eredità cinematografica ripresa da F. Gary Gray per il film del 2003.

Il remake cambia la storia e introduce il tradimento interno alla banda. Steve uccide John Bridger e fugge con l’oro; la vendetta porta i protagonisti in California. Donna Powers e Wayne Powers firmano questa nuova sceneggiatura. La derivazione riguarda un’opera di finzione: anche il colpo veneziano e il successivo recupero del bottino sono episodi inventati, senza una rapina documentata alla loro origine.

I semafori di Los Angeles esistono davvero

Los Angeles introduce la prima fase del sistema ATSAC nel 1984, in preparazione alle Olimpiadi. Quasi vent’anni prima dell’uscita di The Italian Job, la città dispone quindi di un sistema che monitora il traffico e modifica i tempi dei semafori. Il controllo attraverso computer ha una base concreta, così come la congestione stradale che condiziona gli spostamenti e la pianificazione della fuga nel film.

La sceneggiatura inserisce questa infrastruttura nel piano della banda: Lyle prende il controllo dei semafori e provoca un enorme ingorgo per favorire la rapina. L’intrusione informatica e il blocco del traffico al servizio del colpo sono eventi immaginari. L’esistenza di ATSAC documenta il funzionamento della rete cittadina; non dimostra l’efficacia delle operazioni informatiche eseguite dal personaggio.

Le Mini e le riprese nella metropolitana

Il 26 aprile 2001 inizia a Oxford la produzione della nuova Mini del gruppo BMW, la generazione automobilistica utilizzata nel film del 2003. Per la lavorazione BMW fornisce complessivamente 32 Mini: le tre vetture della storia corrispondono quindi a numerosi esemplari impiegati sul set. Le automobili vengono modificate per le acrobazie, eseguite materialmente con personale specializzato.

La produzione gira a Venezia e nella metropolitana di Los Angeles, utilizzando anche le stazioni Hollywood/Highland e 7th/Metro Center. Le riprese sotterranee impongono un intervento concreto sulle vetture: tre Mini vengono convertite alla propulsione elettrica perché in quelle location non sono ammessi i gas di scarico. Altre sequenze utilizzano scenografie costruite. Il percorso della fuga combina questi spazi in una costruzione cinematografica: le riprese autentiche e le acrobazie reali non verificano la fattibilità dell’intero colpo o del trasporto dell’oro.

Shawn Fanning e la gag su Napster

Napster nasce nel 1999 come programma di condivisione musicale sviluppato da Shawn Fanning. Questo fenomeno reale entra in The Italian Job attraverso la storia di Lyle, che sostiene di averne ideato il funzionamento. Il personaggio racconta che Fanning gli ha rubato l’idea mentre dormiva. Il presunto furto è inventato, come Lyle stesso.

Fanning compare nel film interpretando sé stesso nella gag. La sua presenza lega la scena a una persona reale, senza trasformarla in una ricostruzione della sua biografia. Il programma e il suo sviluppatore appartengono alla storia di Internet; l’episodio raccontato da Lyle appartiene alla sceneggiatura del film, uscito nelle sale statunitensi il 30 maggio 2003.

Cosa c'è di reale nel film

La realtà documentata riguarda l’ambientazione e la realizzazione del film. Los Angeles dispone del sistema ATSAC, capace di monitorare il traffico e coordinare i tempi semaforici. Le stazioni Hollywood/Highland e 7th/Metro Center vengono utilizzate nelle riprese. Le Mini esistono e compiono numerose acrobazie con modifiche e personale specializzato; tre esemplari vengono elettrificati per lavorare negli spazi sotterranei.

La rapina veneziana, il tradimento di Steve, l’omicidio di John e il recupero dell’oro sono invenzioni narrative. Anche l’intrusione di Lyle nella rete semaforica e il percorso di fuga nella metropolitana appartengono alla costruzione cinematografica. Shawn Fanning interpreta sé stesso, ma la gag sul furto dell’idea di Napster non racconta l’origine storica del programma.

Domande frequenti

The Italian Job è una storia vera?

No, The Italian Job non è tratto da una storia vera. Il film del 2003 è un remake di Un colpo all’italiana del 1969 e racconta una rapina inventata, con una nuova trama di tradimento e vendetta.

Che cosa è successo davvero?

Los Angeles introduce il sistema ATSAC nel 1984; Napster nasce nel 1999 e la produzione della nuova Mini inizia a Oxford il 26 aprile 2001. Durante la lavorazione del film vengono utilizzate vere stazioni della metropolitana e tre Mini vengono convertite alla propulsione elettrica per le riprese sotterranee. La rapina e il sabotaggio dei semafori sono inventati.

Come è andata a finire?

Il recupero dell’oro appartiene alla trama inventata del film. La rapina non ha un epilogo storico, perché non ricostruisce un colpo realmente accaduto. La produzione arriva nelle sale statunitensi il 30 maggio 2003.

Immagine e dati sul film forniti da TMDB. Questo contenuto utilizza le API di TMDB, che non lo approva né lo certifica.