The Walking Dead: la recensione dell'episodio 7x12

Una missione che diventa una fuga d’amore, un’evasione dalla realtà, un viaggio alla scoperta del bisogno di normalità e d’intimità. E del ritrovato divertimento.

Autore: Chiara Poli ,

Un ritorno al passato: la sequenza iniziale di È giunto il momento ricorda, volutamente, quella del primo episodio della terza stagione di The Walking Dead. Con una differenza fondamentale.

Se allora, a perquisire le case e a intendersi con uno sguardo, senza bisogno di parlare, era l’intero gruppo alla disperata ricerca di cibo e rifugio, oggi sono #Rick e #Michonne.

Una coppia. La coppia costituita dai due guerrieri più validi del gruppo di Alexandria. La coppia che non ha bisogno di parole: bastano un gesto, uno sguardo d’intesa, un impercettibile segnale del volto.

La coppia che trasforma la missione per recuperare armi e ottenere l’aiuto dell’esercito di Jadis (che alla fine non rimarrà soddisfatta e tornerà a contrattare con Rick) in una fuga d’amore.

Guerrieri di giorno, amanti di notte. Il primo, vero, prolungato squarcio sull’intimità fra due persone che la serie tv si concede - e ci concede - da molto tempo.

Per una ragione precisa: ricordarci il disperato, impellente, immancabile bisogno di normalità.

#Rick Grimes combatte da sempre. Prende decisioni difficili, rischia la vita, vede morire le persone che ama. Poter stare da solo con la sua compagna, seppur circondato da morti viventi, è un’oasi di felicità e tranquillità. Con spazio per dei momenti divertenti. Perché divertirsi in mezzo agli zombie non sarà scontato, ma è necessario. Paradossi del mondo 2.0: si resta umani, grazie a cose del genere. Grazie a scherzi, cadute e risate.

Anche #Michonne vive intensamente questa esperienza, ma resta consapevole della necessità di far presto ritorno. Non a caso, Rick ripete più volte che vorrebbe “un altro paio di giorni”, che non c’è fretta, che tornando con le armi nessuno noterà la loro assenza prolungata.

The Walking Dead: episodio 7x12
Rick e Michonne

Rick non dorme. Sta sveglio. Gli attimi di pura, intensa e spensierata felicità che Michonne gli regala non bastano a placare la sua inquietudine: la guerra è alle porte. E la felicità che vive in quegli attimi potrebbe svanire in un secondo.

In questo episodio emotivamente intenso, vediamo Michonne crollare quando pensa - ma noi no, nemmeno per un istante, giusto? - che Rick sia stato preso dagli zombie. Fortunatamente, si sbaglia:

Tutto è possibile finché il tuo cuore smette di battere.

Rick è vivo, vivo. Rick e Michonne sono vivi, insieme. Per davvero. Per la prima volta da tempo immemore.

Michonne gli confessa di non poterlo perdere, di non averne la forza... E in quel momento, il tormentato Rick Grimes - quello che Michonne aveva persuaso a rialzare la testa e a lottare - le restituisce il favore.

Le dice che può perdere lui, e chiunque altro. Può farlo, sopravvivrà. Perché in ballo c’è il loro futuro. Il futuro di tutti i sopravvissuti di The Walking Dead. Quelli che dopo la sconfitta di #Negan, Michonne vorrebbe vedere guidati da Rick (e anch'io, a dirla tutta).

The Walking Dead: 7x12
Rick sta per cadere e farci penare...

Ma quel momento non è ancora giunto.

È giunto il momento di fare i conti con le proprie paure, di affrontarle e di combatterle. Aprendo il proprio cuore, senza riserve.

È giunto il momento di assumersi le proprie responsabilità - com’è costretta a fare #Rosita, dopo aver incolpato #Gabriel per il "male di vivere" che l’accompagna.

È giunto il momento di prendere l’iniziativa, come fanno #Sasha e Rosita, che decidono di uccidere Negan senza aspettare altre “scuse” (armi, uomini, eserciti… Quisquilie del genere).

È giunto il momento di andare per la propria strada. Di prendersi quel paio di giorni ancora. Di prendere l’iniziativa. Di seguire il proprio istinto.

È giunto il momento.

Nel tredicesimo episodio di The Walking Dead, in onda lunedì prossimo su FOX...

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