40 anni fa Laputa - Castello nel cielo usciva in Giappone come primo film ufficiale dello Studio Ghibli

Il 2 agosto 1986 uscì nelle sale giapponesi Laputa - Castello nel cielo, terzo lungometraggio diretto da Hayao Miyazaki…

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Autore: Redazione ,

Il 2 agosto 1986 uscì nelle sale giapponesi Laputa - Castello nel cielo, terzo lungometraggio diretto da Hayao Miyazaki e primo film ufficiale dello Studio Ghibli, fondato l’anno precedente dopo il successo di Nausicaä della Valle del vento.

Cosa successe il 2 agosto 1986?

Laputa - Castello nel cielo debuttò in Giappone presentando l’avventura di Pazu e Sheeta, due ragazzi alla ricerca della città volante di Laputa. Pirati dell’aria ed esercito inseguono la giovane, protetta da una pietra capace di sfidare la gravità e collegata a una civiltà tecnologicamente avanzata.

Hayao Miyazaki firmò soggetto, sceneggiatura e regia; Isao Takahata produsse il film e Joe Hisaishi compose la musica. La scheda ufficiale dello Studio Ghibli indica una durata di circa 124 minuti e la distribuzione giapponese affidata a Toei.

La storia ufficiale dello studio registra 775.000 spettatori nelle sale giapponesi. Il risultato consentì alla nuova società di proseguire un’attività che, all’inizio, era organizzata film per film, riunendo circa settanta collaboratori per ogni produzione.

Perché Laputa segnò l’inizio della leggenda dello Studio Ghibli?

Laputa fissò subito l’identità cinematografica dello Studio Ghibli: animazione disegnata a mano, protagonisti giovani, macchine volanti, paesaggi dettagliati e tecnologia osservata attraverso le sue conseguenze sull’uomo e sulla natura. Il volo diventava insieme libertà, mestiere e strumento di conquista.

Era il terzo lungometraggio diretto da Miyazaki, dopo Lupin III - Il castello di Cagliostro del 1979 e Nausicaä della Valle del vento del 1984. Con il primo titolo prodotto ufficialmente da Ghibli, quella poetica acquistò una casa stabile e una libertà creativa allora molto fragile.

La struttura avventurosa rendeva accessibili temi complessi: il potere militare, l’avidità, il declino delle civiltà e la possibilità che una tecnologia meravigliosa sopravviva ai propri creatori. Questa combinazione avrebbe alimentato film come Il mio vicino Totoro, Principessa Mononoke e La città incantata.

Cosa è cambiato dal 1986 a oggi?

L’animazione giapponese è diventata un mercato globale e trainato dallo streaming. L’Anime Industry Report 2024, pubblicato dall’Association of Japanese Animations, quantifica il mercato 2023 in 3.346,5 miliardi di yen: la componente internazionale valeva 1.722,2 miliardi, pari al 51,5% del totale.

Nel febbraio 2026, Crunchyroll dichiarava un catalogo di oltre 50.000 episodi, 25.000 ore e 2.000 serie e film. L’interesse per gli anime è ormai sostenuto da piattaforme mondiali, merchandising, concerti, videogiochi e comunità digitali attive ogni giorno.

Il percorso d’autore iniziato con Laputa ha ricevuto anche il riconoscimento delle istituzioni cinematografiche. Nel 2024 Il ragazzo e l’airone vinse l’Oscar per il miglior film d’animazione, mentre il Festival di Cannes assegnò allo Studio Ghibli la Palma d’oro onoraria, per la prima volta destinata a un’organizzazione.

Cosa sarebbe successo se Laputa fosse stato un fallimento?

Le proiezioni dell’agosto 1986 si svuotano dopo pochi giorni. Tokuma Shoten considera troppo rischioso finanziare un’altra produzione e lo Studio Ghibli, nato con l’idea di procedere un film alla volta, chiude il suo piccolo ufficio di Kichijoji prima di conquistare una vera continuità.

Hayao Miyazaki conserva nei cassetti i disegni di un grande animale del bosco. Senza una struttura produttiva, Il mio vicino Totoro resta un progetto difficile da finanziare; manca così anche il personaggio che avrebbe trasformato il merchandising in una fonte economica decisiva per lo studio.

Isao Takahata cerca altrove i mezzi per realizzare Una tomba per le lucciole. La doppia uscita del 1988 scompare e i due registi seguono strade separate, lavorando come autori indipendenti con budget più piccoli e intervalli sempre più lunghi.

Senza quella continuità diventano improbabili la scala produttiva di Principessa Mononoke e l’investimento necessario per La città incantata. I distributori occidentali continuano a identificare gli anime soprattutto con serie televisive, fantascienza e prodotti per appassionati; il ponte fra animazione giapponese, cinema familiare e circuito d’autore arriva molti anni dopo.

Nelle videoteche europee mancano Totoro e i robot di Laputa; a Mitaka non apre alcun museo Ghibli e nella prefettura di Aichi non nasce il relativo parco. Registi come Satoshi Kon e Makoto Shinkai possono ancora emergere, ma trovano un mercato internazionale meno preparato ad accogliere lungometraggi animati giapponesi come opere cinematografiche autonome.

Nella realtà, Laputa - Castello nel cielo trovò il suo pubblico, lo Studio Ghibli continuò a produrre film e, quarant’anni dopo, l’animazione di Miyazaki occupa un posto centrale nella cultura mondiale.

Quando uscì Laputa - Castello nel cielo in Giappone?

Laputa - Castello nel cielo uscì nelle sale giapponesi il 2 agosto 1986. Nel 2026 il film celebra quindi 40 anni dal debutto.

Perché Laputa è considerato il primo film dello Studio Ghibli?

Laputa fu il primo lungometraggio prodotto ufficialmente sotto il nome dello Studio Ghibli. Nausicaä della Valle del vento uscì nel 1984, prima della fondazione dello studio nel 1985.

Chi compose la musica di Laputa - Castello nel cielo?

La colonna sonora fu composta da Joe Hisaishi, collaboratore storico di Hayao Miyazaki. Il tema cantato Kimi wo nosete è interpretato da Azumi Inoue ed è ancora oggi associato al film.

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