Il 15 luglio 1983 Nintendo lanciò in Giappone il Family Computer, abbreviato in Famicom: la console domestica a cartucce che sarebbe arrivata in Occidente come Nintendo Entertainment System e avrebbe aperto una linea tecnologica giunta fino a Nintendo Switch 2.
Cosa successe il 15 luglio 1983?
Nintendo mise in vendita il Famicom in Giappone insieme a tre giochi: Donkey Kong, Donkey Kong Jr. e Popeye. Era la prima console Nintendo con cartucce intercambiabili, secondo la [cronologia ufficiale del Famicom](https://www.nintendo.com/jp/famicom/history/index.html), e permetteva di portare sul televisore di casa esperienze nate nelle sale giochi.
L'hardware utilizzava una CPU a 8 bit e comprendeva due controller, con croce direzionale e pulsanti A e B. Il secondo controller possedeva anche un microfono, una caratteristica insolita già nel 1983.
L'esordio ebbe problemi tecnici: il surriscaldamento poteva far sparire alcuni elementi grafici e i pulsanti quadrati dei primi controller tendevano a bloccarsi. Nintendo modificò il progetto, adottò pulsanti rotondi e continuò a sostenere la console.
Perché il Famicom fu decisivo per Nintendo?
Il Famicom trasformò Nintendo in un produttore capace di controllare hardware, software e distribuzione delle cartucce. La società introdusse anche un sistema di licenze per verificare i giochi realizzati da aziende esterne, diventato operativo nel 1986 e pensato per proteggere la qualità del catalogo.
Il 13 settembre 1985 arrivò in Giappone Super Mario Bros., che superò i 40 milioni di copie mondiali su Famicom e NES. Accanto a Mario si affermarono serie come The Legend of Zelda, Metroid, Dragon Quest e Final Fantasy, molte delle quali sono ancora attive.
Negli Stati Uniti la macchina fu riprogettata e commercializzata come Nintendo Entertainment System nel 1985; il lancio europeo seguì nel 1986. Il nuovo aspetto e il nome estesero fuori dal Giappone l'ecosistema costruito attorno al Famicom.
Cosa è cambiato dal 1983 a oggi?
Dal Famicom nacque una successione di console domestiche che comprende Super Famicom/SNES nel 1990, Nintendo 64 nel 1996, GameCube, Wii e Wii U. In parallelo, Game Boy dal 1989 e Nintendo DS dal 2004 consolidarono il gioco portatile, come documenta la [storia aziendale di Nintendo](https://www.nintendo.co.jp/corporate/en/history/index.html).
Le due linee confluirono il 3 marzo 2017 in Nintendo Switch, utilizzabile sul televisore, come portatile o in modalità da tavolo. Il salotto diventò così uno dei luoghi possibili del gioco, insieme al treno, al divano e agli incontri multiplayer fuori casa.
Il 5 giugno 2025 Nintendo ha proseguito questa impostazione con Nintendo Switch 2, dotata di schermo più grande, Joy-Con 2 magnetici e compatibilità con numerosi giochi Switch. Al 31 marzo 2026, i [dati ufficiali Nintendo](https://www.nintendo.co.jp/ir/en/finance/hard_soft/index.html?pubDate=20260504) indicavano 61,91 milioni di Famicom/NES, 155,92 milioni di Switch e 19,86 milioni di Switch 2 venduti nel mondo.
Cosa sarebbe successo se il Famicom si fosse fermato nel 1983?
Nell'autunno del 1983 i difetti delle prime unità diventano una crisi irreparabile. Nei negozi giapponesi si accumulano scatole restituite, i genitori associano il Famicom a pulsanti inceppati e immagini che scompaiono, mentre il presidente Hiroshi Yamauchi congela la produzione prima delle festività.
Senza una base installata abbastanza ampia, gli editori giapponesi spostano i progetti verso computer e sale giochi. Shigeru Miyamoto continua a lavorare su Mario, ma Super Mario Bros. non diventa il linguaggio comune di milioni di televisori: resta un esperimento arcade o assume una forma diversa sui personal computer.
Nel 1985 Nintendo rinuncia al lancio americano del NES. I rivenditori statunitensi, ancora prudenti dopo la crisi del mercato, non ricevono una console sostenuta da un catalogo controllato; il videogioco domestico cresce più lentamente e si divide fra computer, macchine di Sega e nuovi apparecchi costruiti da produttori di elettronica.
Negli anni Novanta viene meno anche la collaborazione dalla quale, nella storia reale, nacquero il progetto del lettore CD per Super Nintendo e la rottura con Sony. La futura PlayStation potrebbe arrivare più tardi o con un'identità differente, lasciando a Sega e ai PC occidentali una quota maggiore della cultura videoludica globale.
Il Giappone perde così una parte della propria influenza sull'immaginario pop: Mario e Zelda non diventano ambasciatori culturali planetari, mentre interfacce, generi e modelli commerciali vengono definiti soprattutto dall'industria informatica statunitense. Nel Duemila il gioco mobile cresce separato dal salotto e manca quella sintesi fra console domestica e portatile che avrebbe prodotto Switch.
Nella realtà, Nintendo risolse i problemi iniziali del Famicom, portò il sistema fuori dal Giappone come NES e costruì una continuità che nel 2026 arriva a Nintendo Switch 2, con il gioco condiviso tra televisore e mobilità ancora al centro.
Quando uscì il Nintendo Famicom?
Il Nintendo Famicom uscì in Giappone il 15 luglio 1983. La console debuttò insieme a tre giochi: Donkey Kong, Donkey Kong Jr. e Popeye.
Famicom e NES sono la stessa console?
Famicom e NES appartengono alla stessa piattaforma Nintendo: il NES è la versione occidentale ridisegnata del Family Computer giapponese, commercializzata negli Stati Uniti dal 1985 e in Europa dal 1986.
Quante unità vendette Famicom/NES?
Famicom e NES vendettero complessivamente 61,91 milioni di console nel mondo, secondo i dati cumulativi pubblicati da Nintendo e aggiornati al 31 marzo 2026.
Iscriviti al nostro canale Telegram e rimani aggiornato!