Andrea Pucci lascia Sanremo dopo gli insulti

Andrea Pucci rinuncia a co-condurre la terza serata di Sanremo dopo giorni di polemiche e attacchi che hanno coinvolto lui e la sua famiglia.

Immagine di Andrea Pucci lascia Sanremo dopo gli insulti
Autore: Redazione ,
Attualità
2' 40''
Fonte

Il Festival di Sanremo perde uno dei suoi co-conduttori prima ancora di iniziare. Andrea Pucci, che avrebbe dovuto affiancare Carlo Conti nella terza serata della kermesse canora più attesa dell'anno, ha annunciato il suo passo indietro dopo giorni di polemiche e attacchi che hanno travolto lui e la sua famiglia. Una decisione sofferta, maturata in un clima di tensione mediatica che il comico milanese ha definito "incomprensibile e inaccettabile", sottolineando come questa ondata negativa abbia compromesso il rapporto fondamentale con il suo pubblico.

Con una lunga dichiarazione rilasciata l'8 febbraio 2026, Pucci ha spiegato le ragioni dietro la sua rinuncia a quello che avrebbe dovuto essere un momento celebrativo della sua carriera. 35 anni di palcoscenico, migliaia di spettacoli in cui ha raccontato l'Italia attraverso la satira di costume, beffeggiando con leggerezza i caratteri degli italiani. Eppure, l'annuncio della sua partecipazione al Festival ha scatenato un'ondata di insulti, minacce ed epiteti che hanno colpito non solo lui, ma anche i suoi familiari.

"Il mio lavoro è quello di far ridere la gente, da sempre", ha dichiarato il comico, evidenziando come negli anni abbia portato in scena "usi e costumi del mio paese" con l'obiettivo di regalare sorrisi e leggerezza. Ma stavolta qualcosa si è rotto. Le polemiche che hanno preceduto la sua presenza sul palco dell'Ariston hanno alterato, secondo Pucci, quel patto fondamentale tra lui e il pubblico senza il quale non può esercitare la sua professione.

A 61 anni, dopo quello che mi è accaduto fisicamente, non sento di dovermi confrontare in una lotta intellettualmente impari che non mi appartiene

Nelle sue parole emerge anche la volontà di rispondere alle accuse che gli sono state rivolte in questi giorni. "Nel 2026 il termine fascista non dovrebbe esistere più", ha affermato Pucci, parlando di confronto democratico tra persone che la pensano diversamente, "l'uomo di destra e l'uomo di sinistra", senza che questo debba tradursi in linciaggio mediatico. Quanto alle accuse di omofobia e razzismo, il comico è stato netto: "Sono termini che evidenziano odio del genere umano e io non ho mai odiato nessuno".

Il riferimento a ciò che gli è "accaduto fisicamente" lascia intuire che dietro questa decisione ci siano anche considerazioni legate alla salute, rendendo ancora più pesante l'impatto delle polemiche degli ultimi giorni. Carlo Conti e la Rai hanno ricevuto i ringraziamenti del comico, che ha definito l'opportunità di co-condurre Sanremo una "meravigliosa celebrazione" della sua carriera, ora sfumata.

La rinuncia di Pucci rappresenta un colpo per il direttore artistico Conti, che ora dovrà rivedere i piani per la terza serata del Festival. Resta da capire se verrà annunciato un sostituto o se la conduzione di quella sera subirà una riorganizzazione dell'ultimo minuto. Intanto, il comico milanese ha già fatto sapere dove lo si potrà ritrovare: "Vi aspetto a teatro", ha concluso, augurando al Festival un'edizione di successo nonostante tutto.

La vicenda solleva interrogativi sul clima che circonda oggi il Festival di Sanremo, evento che tradizionalmente unisce il Paese davanti alla tv ma che negli ultimi anni è diventato sempre più terreno di scontro politico e culturale. Per Pucci, questa volta il prezzo da pagare è stato troppo alto, costringendolo a rinunciare a quello che avrebbe dovuto essere uno dei momenti più importanti della sua lunga carriera nel mondo dello spettacolo italiano.

Non perderti le nostre ultime notizie!

Iscriviti al nostro canale Telegram e rimani aggiornato!