Autista fa scendere studente disabile senza pass

Ragazzo con disabilità fatto scendere dall'autobus sotto la pioggia per un abbonamento che aveva con sé ma non riusciva a trovare nello zaino.

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Autore: Redazione ,
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Un episodio che ha scosso il Vicentino e sollevato un acceso dibattito sul trattamento dei passeggeri vulnerabili nel trasporto pubblico. Un ragazzo di 15 anni con disabilità è stato fatto scendere da un autobus sotto la pioggia dopo aver comunicato all'autista di non riuscire a trovare il proprio abbonamento, che in realtà aveva con sé ma credeva di aver dimenticato a casa. Il caso, denunciato dalla madre del giovane al Giornale di Vicenza, ha innescato immediate reazioni da parte della società di trasporti e delle istituzioni regionali, riaccendendo i riflettori sulla gestione delle situazioni delicate da parte degli operatori del trasporto pubblico locale.

L'incidente si è verificato alla fermata di San Felice, a Piovene. Il quindicenne, nel tentativo di essere corretto e trasparente, si è rivolto spontaneamente all'autista non appena salito sul mezzo per segnalare che non trovava l'abbonamento. Una dimostrazione di onestà che avrebbe dovuto essere accolta diversamente: invece di procedere secondo le normative previste, che contemplano la possibilità di emettere una sanzione annullabile entro 15 giorni presentando il titolo di viaggio valido, il conducente ha semplicemente intimato al ragazzo di scendere.

La madre del giovane ha espresso tutta la sua incredulità e amarezza per quanto accaduto. Il figlio è rimasto solo alla fermata, sotto la pioggia, prima di riuscire a contattare telefonicamente la famiglia. Il nonno è dovuto intervenire per andarlo a recuperare. La donna ha sottolineato l'assurdità della situazione: nessuna multa è stata emessa, come invece prevedono le procedure ufficiali, e il ragazzo possedeva effettivamente l'abbonamento, che aveva semplicemente smarrito momentaneamente nella borsa.

Un minore con disabilità che chiede aiuto viene lasciato solo: dove è finita l'umanità?

Svt, la società di trasporti vicentina coinvolta, ha reagito immediatamente avviando una verifica interna e una procedura di contestazione nei confronti del dipendente responsabile. Il presidente dell'azienda ha rilasciato scuse pubbliche formali allo studente e alla sua famiglia, definendo l'episodio "increscioso" e sottolineando che il comportamento tenuto dall'autista non rispecchia in alcun modo la politica aziendale né le regole descritte nella Carta dei Servizi.

Il numero uno di Svt ha evidenziato un principio fondamentale: l'azienda ha una responsabilità particolare nei confronti degli utenti, soprattutto quando si tratta di minorenni, che in nessun caso devono essere lasciati a terra. La società ha ribadito di essere sempre stata molto chiara su questo punto con tutto il personale di guida e gli addetti ai controlli, precisando che l'applicazione delle regole deve sempre tenere conto della persona che si ha di fronte, proprio perché il servizio riguarda il trasporto di persone, non merci.

Sul sito della compagnia è chiaramente specificato che per gli abbonati, in caso di mancata esibizione del titolo di viaggio su richiesta degli agenti accertatori, la sanzione può essere annullata qualora entro 15 giorni l'utente dimostri di possedere un abbonamento nominativo valido al momento dell'accertamento. Una procedura che avrebbe dovuto essere applicata anche in questo caso, ma che è stata completamente ignorata.

Anche le istituzioni regionali sono intervenute sulla vicenda. Luca Zaia, presidente del Consiglio regionale del Veneto, ha espresso profonda amarezza per l'accaduto, definendolo non solo una questione di regole ma soprattutto di umanità, responsabilità e buon senso. Il governatore ha posto una domanda diretta e provocatoria: dove è finita l'umanità quando un minore con disabilità che chiede aiuto viene lasciato solo? Zaia ha sottolineato che il trasporto pubblico è un servizio che vive di rispetto e che il personale a bordo deve esserne degno interprete.

L'episodio riaccende il dibattito sulla formazione del personale del trasporto pubblico nella gestione di situazioni che richiedono sensibilità particolare, specialmente quando coinvolgono minori o persone con disabilità. La società di trasporti ha confermato che nei prossimi giorni saranno chiariti ulteriori dettagli della vicenda e che il presidente intende incontrare personalmente i genitori dello studente per esprimere direttamente le scuse aziendali e ribadire i valori che dovrebbero guidare il servizio pubblico.

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