Bad Bunny regala magliette Zara, già su Vinted

I dipendenti Zara hanno ricevuto in dono le magliette indossate da Bad Bunny al Super Bowl, ma alcuni le hanno messe in vendita online anziché conservarle.

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Autore: Redazione ,

Il gesto di generosità di Bad Bunny verso i dipendenti Zara che hanno realizzato il suo outfit per il Super Bowl 2026 si è trasformato in un'inaspettata occasione di business per alcuni dei destinatari. Dopo aver fatto impazzire il pubblico con la sua esplosiva performance all'halftime show, la superstar portoricana aveva deciso di ringraziare personalmente il team dell'headquarter del brand spagnolo a La Coruña, regalando a ciascun dipendente una replica della T-shirt indossata durante l'esibizione. Un dono pensato, accompagnato da un biglietto autografato, che doveva celebrare il lavoro dietro le quinte. Ma il lieto fine si è rivelato meno poetico del previsto.

La maglietta in questione, una T-shirt oversize color panna con il numero 64 sul petto e la scritta "Ocasio" (il cognome reale dell'artista, che all'anagrafe è Benito Antonio Martínez Ocasio) sul retro, porta con sé un significato profondo. Il numero 64 è infatti considerato un omaggio all'anno di nascita della madre di Bad Bunny, anche se secondo altre interpretazioni potrebbe riferirsi al numero di maglia dello zio dell'artista, che giocava a football americano. Un dettaglio personale che rende il capo ancora più speciale, almeno nelle intenzioni.

Il biglietto che accompagnava ogni T-shirt, firmato semplicemente "Benito", conteneva parole toccanti: "Grazie per il tempo, il talento e il cuore che avete dedicato a questo progetto. Grazie per averlo reso reale. Questo spettacolo è stato anche vostro. Spero che vi piaccia. Ci vediamo presto". Un messaggio che testimonia la gratitudine dell'artista verso chi ha contribuito a creare il look che ha fatto il giro del mondo durante uno degli eventi più seguiti dell'anno.

"Grazie per il tempo, il talento e il cuore che avete dedicato a questo progetto. Questo spettacolo è stato anche vostro"

La notizia del regalo, diffusa dal magazine spagnolo Quincemil15000 attraverso foto pubblicate sui social, ha inizialmente suscitato ammirazione e sorpresa. Un gesto non scontato da parte di una star di tale calibro, che dimostra riconoscenza verso chi lavora nell'ombra. Ma l'entusiasmo generale si è rapidamente raffreddato quando, poche ore dopo la distribuzione dei doni, le magliette hanno iniziato a spuntare su Vinted, la popolare piattaforma di compravendita di articoli second hand.

I prezzi richiesti hanno fatto strabuzzare gli occhi: alcune T-shirt sono state messe in vendita a cifre che superano i mille euro, complete del biglietto autografato di Bad Bunny. Una vera e propria combo da collezione per i fan dell'artista, che evidentemente alcuni dipendenti Zara hanno ritenuto troppo preziosa per tenerla nel proprio armadio. La tentazione di monetizzare un oggetto limited edition firmato da uno degli artisti più amati del momento si è rivelata irresistibile.

Il dibattito sui social si è acceso immediatamente. Da un lato c'è chi comprende la scelta di vendere un oggetto di tale valore commerciale, soprattutto considerando che per molti dipendenti potrebbe rappresentare una somma considerevole. Dall'altro, non mancano le critiche verso chi ha trasformato un dono pensato come ringraziamento personale in un'opportunità di guadagno, svuotandolo del suo significato originale. Non è chiaro se l'idea del regalo sia partita direttamente da Bad Bunny o dal suo team, ma la vicenda solleva interrogativi su cosa accade quando la generosità delle celebrity incontra il mercato dei memorabilia.

L'artista portoricano, fresco del trionfo al Super Bowl, non ha ancora commentato pubblicamente la vicenda della rivendita. Resta da vedere se questa storia avrà ripercussioni sui futuri gesti di gratitudine delle star verso i loro collaboratori, o se diventerà semplicemente l'ennesimo esempio di come l'economia del collezionismo possa trasformare qualsiasi oggetto legato a una celebrity in una potenziale fonte di reddito, indipendentemente dalle intenzioni originali di chi lo ha donato.

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