Claudio Carlomagno scrive al figlio dal carcere

Claudio Carlomagno scrive al figlio di 10 anni dal carcere. L'avvocato blocca l'incontro: il bambino è affidato ai nonni materni con un tutore.

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Autore: Redazione ,
Attualità
2' 46''

Dal carcere di Civitavecchia, dove è rinchiuso con l'accusa di aver ucciso la moglie Federica Torzullo, Claudio Carlomagno ha scritto una lettera al figlio di dieci anni. Il contenuto del messaggio non è stato reso pubblico, ma secondo quanto trapelato l'imprenditore avrebbe cercato di spiegare al bambino, con toni quanto più possibile delicati, che la sua esistenza da questo momento non potrà più essere quella di prima. Una comunicazione dolorosa e complessa, indirizzata a un minore che si trova improvvisamente senza entrambi i genitori e affidato ai nonni materni insieme a un tutore nominato dal Tribunale dei minori.

La richiesta di Carlomagno di poter vedere il figlio è stata però bloccata dal suo stesso avvocato difensore, Andrea Miroli. Come riportato dal Corriere della Sera, il legale ha escluso categoricamente questa possibilità, almeno per il momento: "Un incontro con il bimbo dentro il carcere sarebbe impensabile, ben al di là di ogni aspettativa. E dunque ho fatto capire al mio assistito che deve escluderlo momentaneamente". L'isolamento dell'uomo è totale, considerando che anche il fratello Davide ha dichiarato pubblicamente di non volersi più interessare a lui dopo quanto accaduto.

La situazione processuale di Carlomagno rischia di aggravarsi ulteriormente. Sebbene abbia ammesso l'omicidio, la sua versione dei fatti presenta numerose zone d'ombra che gli inquirenti stanno cercando di chiarire. L'autopsia eseguita sul corpo di Federica Torzullo ha rivelato dettagli agghiaccianti: la donna è stata colpita con 23 coltellate e presenta anche ustioni, elementi che fanno sospettare un accanimento sul cadavere.

Gli investigatori non escludono che l'omicidio sia avvenuto con premeditazione

Cruciale è la questione dell'orario del delitto. Carlomagno sostiene di aver agito all'alba, spinto da uno scatto di rabbia improvviso. Gli investigatori, tuttavia, stanno valutando l'ipotesi che la morte sia avvenuta la sera precedente. Non si tratta di un dettaglio secondario: stabilire il momento esatto dell'omicidio potrebbe dimostrare l'esistenza di una premeditazione, aggravando ulteriormente la posizione dell'imputato rispetto alla sua narrazione di un gesto impulsivo.

All'interno del penitenziario di Civitavecchia, Carlomagno è considerato un soggetto a rischio suicidio e viene sorvegliato ventiquattro ore su ventiquattro. Questa decisione, presa dai vertici del carcere dallo scorso sabato, testimonia la fragilità psicologica dell'uomo, che può contare unicamente sul supporto del suo avvocato. I nonni paterni del bambino, infatti, si sono tolti la vita impiccandosi nella loro villetta di Anguillara Sabazia, travolti dalla pressione emotiva e sociale scaturita dal femminicidio.

Proprio sul suicidio di Pasquale e Maria Carlomagno la Procura di Civitavecchia ha aperto un'inchiesta separata con l'ipotesi di istigazione al suicidio. I magistrati stanno esaminando attentamente i commenti sui social network, dove numerosi utenti avevano riversato insulti, minacce e recriminazioni contro i due coniugi anziani. L'obiettivo è verificare se la tempesta mediatica digitale possa aver contribuito alla decisione estrema della coppia.

Maria Carlomagno, che ricopriva il ruolo di assessore nella giunta di Anguillara Sabazia prima di dimettersi, aveva iniziato a uscire di casa cercando di non farsi riconoscere. Secondo alcune voci, sarebbe stata anche vittima di gesti offensivi pubblici, circostanza su cui gli inquirenti stanno svolgendo verifiche approfondite. Pasquale, dal canto suo, era titolare insieme al figlio Claudio di una piccola ditta di movimento terra specializzata in ristrutturazioni edilizie. Inizialmente era stato sospettato un suo possibile coinvolgimento nelle operazioni di occultamento del corpo di Federica, ipotesi che ora, alla luce del tragico epilogo, molti sperano venga definitivamente chiarita per restituire dignità alla memoria dei due coniugi deceduti.

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