Nel giorno in cui l'Italia celebra la Festa del Papà, Stefano De Martino ha scelto ancora una volta i social per tenere vivo il ricordo di suo padre Enrico, scomparso appena due mesi fa a soli 61 anni dopo una lunga malattia. Il conduttore e ballerino — oggi uno dei volti più amati della televisione italiana, al timone di Stasera tutto è possibile su Rai 2 — ha affidato al suo profilo Instagram una frase densa di significato, già condivisa nei giorni immediatamente successivi al lutto: «Il mio nome ha la voce di mio padre». Poche parole, ma capaci di racchiudere un legame straordinario tra due uomini accomunati dalla stessa passione, la danza, e da una storia familiare fatta di sacrifici e orgoglio.
Nelle stories, accanto alla stessa immagine, il presentatore ha scelto di far parlare anche la musica: Pino Daniele con Allora sì, un brano che con i suoi versi — «Cerco Enrico, ma Enrico non si trova. Forse è a casa oppure in autostrada ancora» — sembra quasi un messaggio personale, evocando la separazione e il dolore dell'assenza con quella delicatezza tipica della grande musica napoletana.
Non è stato solo Stefano a ricordare il padre in questi giorni carichi di emozione. Tre giorni prima, sua sorella Adelaide De Martino aveva pubblicato su Instagram un video del passato particolarmente toccante: lei bambina, tra le braccia di Enrico al mare, con una didascalia semplice ma potente — «Tra le tue braccia». Un tributo privato che racconta quanto la perdita abbia segnato profondamente tutta la famiglia.
Enrico De Martino era stato un uomo di danza nel senso più pieno del termine. Ballerino professionista fin dalla gioventù, aveva legato la sua carriera artistica alle scuole e alle compagnie della Campania, calcando anche il palco del Teatro San Carlo di Napoli. Nel 2025, pochi mesi prima della scomparsa, gli era stato conferito il premio alla carriera al Teatro Verdi di Salerno, in occasione della XXIV edizione del Premio Salerno Danza, sotto la direzione artistica di Corona Paone, étoile del San Carlo, e di Luigi Ferrone, primo ballerino della stessa istituzione.
Proprio Ferrone, amico intimo della famiglia, aveva condiviso un ricordo commosso dopo la scomparsa: «L'ultima volta che ci siamo visti mi ha riconosciuto, abbiamo scherzato con Stefano, a modo suo rispondeva». E al funerale, Stefano aveva salutato il padre con parole che hanno fatto il giro del web: «È stato il miglior papà».
La storia di Enrico è quella di un uomo che ha messo da parte i propri sogni per costruirne uno più grande per suo figlio. A soli 25 anni, quando la moglie gli annunciò di essere incinta di Stefano, lasciò la danza professionistica per assumersi le proprie responsabilità. «La danza è diventata un hobby, ma ho fatto di tutto perché Stefano potesse vivere quella passione», aveva raccontato in un'intervista al Corriere della Sera. Fino ai 40 anni aveva continuato a coltivare la passione accanto all'attività di ristoratore, senza mai tagliare del tutto i ponti con il mondo delle scuole di danza campane.
Non fu però un percorso privo di ostacoli: all'inizio Enrico faticò ad accettare che Stefano volesse intraprendere quella stessa strada, consapevole di quanto il mondo dello spettacolo potesse essere duro sul piano fisico e mentale. Col tempo, il loro rapporto trovò un equilibrio più profondo, rinforzato ulteriormente dalla nascita del piccolo Santiago, figlio di Stefano e Belen Rodriguez, che ha trasformato Enrico in un nonno orgoglioso.
Negli ultimi anni, intervistato più volte, il padre di De Martino non nascondeva la propria commozione di fronte ai successi del figlio: «Ho seguito tutta la sua evoluzione, passo dopo passo. Vederlo condurre programmi importanti è una gioia enorme. Il regalo più grande è che è rimasto la persona che era, senza montarsi la testa». Parole che delineano il ritratto di un padre che non ha mai smesso di essere il primo tifoso di suo figlio, anche da lontano, anche nei momenti più difficili della malattia.
Il ricordo di Enrico De Martino continuerà a vivere non solo nel cuore della famiglia, ma anche nella storia della danza campana e nello stesso percorso artistico di Stefano, che grazie a lui ha potuto trasformare una passione in una carriera straordinaria. Per la Festa del Papà di quest'anno, quella voce nel nome è il tributo più bello che un figlio potesse offrire.
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