Enrica Bonaccorti si racconta senza filtri in una toccante intervista a Vanity Fair, dove torna a parlare della sua battaglia contro il tumore al pancreas, rivelando al contempo progetti futuri e ricordi preziosi della sua vita. La conduttrice, che ha reso pubblica la diagnosi a fine settembre, è ora in attesa dei risultati della terapia che arriveranno solo a metà gennaio e affronta questa fase con un mix di determinazione e realismo che caratterizza ogni suo racconto.
L'occasione dell'intervista è l'uscita del suo ultimo libro "Nove novelle senza lieto fine", un titolo che ha fatto interrogare molti ma che, come tiene a precisare la stessa autrice, non ha nulla a che vedere con la sua condizione attuale. "Non sopporto la banalità del 'vissero tutti felici e contenti', così è più divertente e non è mai noioso, che è la colpa più grave per un libro", ha spiegato la Bonaccorti, ringraziando Elisabetta Sgarbi per averle dato la possibilità di raccontarsi in modo intimo attraverso queste pagine.
Dopo aver inizialmente optato per il silenzio sulla malattia, la conduttrice ha scelto di condividere pubblicamente la sua esperienza con una motivazione precisa e solidale. "Pian piano ho capito che siamo in tantissimi in questa situazione, che va normalizzata. E allora parlare di me, che sono conosciuta, può dare una spinta per dare informazioni", ha dichiarato con quella trasparenza che l'ha sempre contraddistinta nel corso della sua carriera televisiva.
Nel corso dell'intervista emergono anche dettagli inediti della sua vita privata, in particolare il legame speciale con Renato Zero. La conduttrice ha raccontato di una storia d'amore vissuta con l'artista romano, ammettendo con candore: "Io ero innamoratissima di lui, lui un po' meno". Tra i suoi rimpianti c'è quello di non aver mai duettato con l'amico ("purtroppo sono stonata come una campana"), ma in questo momento difficile Zero le è vicino come non mai. "Da fine settembre mi sta molto accanto e questo mi scalda il cuore", ha rivelato con evidente commozione.
Il rapporto con la figlia Verdiana si è ulteriormente intensificato in questi mesi, anche se la malattia resta un tema che le due affrontano con pudore e ironia. "Non abbiamo mai parlato tanto, ma non di 'quello'. E se ne parlo sono sempre ironica, ci scherzo sopra, dico delle cose un po' iperboliche", ha raccontato Bonaccorti, che trascorrerà le prossime festività proprio con la figlia, il nipote Teo e alcuni amici cari. "Sarà un Natale bellissimo", ha assicurato con ottimismo.
L'attesa dei risultati della terapia pesa inevitabilmente sui suoi pensieri. "Purtroppo bisogna vedere che cosa succede. Non prima di metà gennaio avremo i risultati di questa terapia ed è questa attesa che più mi tende... Vorrei saperlo, poi quello che sarà sarà", ha ammesso con sincerità la conduttrice, che intanto sta lavorando a un nuovo progetto personale carico di significato.
La grande novità è infatti che Enrica Bonaccorti sta scrivendo la sua biografia, un'opera che le era stata richiesta da anni ma che solo ora ha trovato il coraggio di affrontare. "Se faccio in tempo", ha aggiunto con realismo, rivelando di aver già prodotto una quindicina di pagine. Il lavoro si sta rivelando più impegnativo del previsto dal punto di vista emotivo: "È molto faticoso, durissimo... È un lavoro di introspezione mica da ridere. Non mi piace quasi, però devo farlo, è giusto che lo faccia, insomma, anche per mia figlia prima di tutto, che magari, quando non ci sarò più, può prendere dalla libreria qualcosa che parla di me".
Queste parole testimoniano la lucidità con cui la conduttrice sta affrontando la malattia, senza nascondersi dietro facili ottimismi ma mantenendo quella vitalità e quel desiderio di comunicare che l'hanno accompagnata per tutta la carriera. Il suo esempio di trasparenza e normalizzazione del tema malattia rappresenta un messaggio importante per tutte le persone che stanno affrontando percorsi simili, mentre i suoi progetti futuri dimostrano che, anche nei momenti più difficili, la creatività e il bisogno di lasciare traccia di sé restano priorità fondamentali.
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