Una storia che vale più di mille canzoni. Ermal Meta, il cantautore 44enne di origini albanesi che ha fatto della propria musica un manifesto sull'identità e sul coraggio, si è raccontato con rara sincerità nel salotto di Verissimo, rivelando i dettagli di una famiglia costruita con amore, determinazione e una sensibilità fuori dal comune. Tre figlie, storie diverse, un'unica casa: quella di un uomo che conosce il significato profondo delle parole "famiglia" e "appartenenza" per averle cercate per tutta la vita.
Al centro del racconto, l'episodio che ha cambiato tutto: la visita a un orfanotrofio in Albania, dove Meta si è trovato di fronte a una scena che non avrebbe più dimenticato. Mentre quasi tutti i visitatori cercano bambini piccoli da adottare, i ragazzi più grandi si fanno da parte, consapevoli di essere invisibili agli occhi degli adulti. «A noi grandi non ci vuole mai nessuno»: sono state queste parole, pronunciate da due quindicenni, a fare breccia nel cuore del cantante.
«Ho visto nel loro sguardo qualcosa» ha confessato Meta a Verissimo, con una voce che tradiva ancora l'emozione di quel momento. «Avevo paura anche di dar loro una speranza troppo grande. Ma sono scelte silenziose: la tua anima ha già fatto una scelta, ma deve ancora comunicarlo alla sua mente». Una riflessione profonda, quasi poetica, perfettamente in linea con la sensibilità artistica di un uomo che dell'elaborazione del dolore ha fatto il suo linguaggio espressivo.
Le due ragazze, oggi quasi entrambe diciannovenni, sono entrate ufficialmente a far parte della famiglia Meta al raggiungimento della maggiore età. Una scelta dettata anche da ragioni pratiche: poiché Ermal e la sua compagna Chiara Sturdà non sono sposati, il percorso dell'adozione tradizionale non era praticabile, e così si è trovata una strada alternativa per formalizzare un legame che nei fatti esisteva già da anni. «Una ha 19 anni, l'altra sta per farne 19» ha raccontato il cantante, con l'orgoglio palpabile di un padre che le ha viste crescere.
E come se non bastasse, la famiglia si è ulteriormente allargata il 19 giugno 2024, con la nascita della piccola Fortuna, figlia biologica di Ermal e Chiara. Da zero a tre figlie in pochi anni: un percorso che lo stesso Meta ha definito semplicemente «un grande regalo». Con la consueta autoironia, riferendosi alla propria adolescenza, ha aggiunto: «Io a 19 anni ero un matto da legare» — quasi a voler sottolineare la distanza tra il ragazzo che era e il padre consapevole che è diventato.
Non va dimenticato che quello di Ermal Meta con l'Albania è un rapporto segnato anche dalla fuga: il cantante lasciò il suo paese quando aveva soli 13 anni, trovando in Italia prima rifugio e poi una seconda patria. Quella sensibilità verso chi è costretto a ricominciare da capo, verso chi cresce senza punti di riferimento stabili, non è quindi casuale — è parte integrante della sua storia personale, che riaffiora prepotente in ogni scelta artistica e umana.
L'ospitata a Verissimo è arrivata a pochi giorni dalla sua ultima partecipazione al Festival di Sanremo, la settima in carriera — quattro nella categoria Big e tre tra i Giovani. «L'ho vissuto bene, quest'anno, sapendo il significato della canzone che portavo sul palco» ha spiegato Meta. «Avvertivo una certa responsabilità, anche e soprattutto nei riguardi di me stesso». Un Ariston vissuto con maturità diversa, forse anche grazie a quella dimensione familiare ritrovata che ora lo aspetta a casa.
Con una carriera che continua a evolversi e una famiglia che cresce, Ermal Meta sembra aver trovato quell'equilibrio raro tra vita privata e palcoscenico. I fan attendono già notizie sui suoi prossimi progetti musicali, curiosi di scoprire quanto questa nuova stagione della sua vita privata — ricca, intensa, trasformativa — finirà per nutrire le sue canzoni future.
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