Il caso Fabrizio Corona si arricchisce di un nuovo, clamoroso capitolo: Meta ha oscurato definitivamente i profili social dell'ex re dei paparazzi e il suo format Falsissimo, su richiesta dell'ufficio legale di Mediaset. La decisione del colosso tecnologico arriva dopo una serie di diffide e denunce per violazione del copyright, contenuti diffamatori e messaggi d'odio, segnando una svolta drastica nella battaglia legale che da settimane tiene banco tra il 51enne e l'azienda di Cologno Monzese. A confermare la notizia è stato l'avvocato Ivano Chiesa, legale di Corona, che ha rivelato come il suo assistito abbia ricevuto notifiche di sospensione dagli account Instagram e dalla piattaforma video per violazione delle policy aziendali.
La mossa di Meta rappresenta una forma di autotutela da ulteriori azioni legali, dopo che Corona aveva utilizzato i suoi canali per pubblicare ripetutamente contenuti di trasmissioni Mediaset come Verissimo, i programmi di Maria De Filippi e il Grande Fratello. Nel suo programma online, in particolare nelle puntate intitolate "Il prezzo del successo" dedicate al presunto "sistema Signorini" e "sistema Mediaset", l'ex agente fotografico aveva mostrato frammenti di show televisivi senza autorizzazione, attaccando frontalmente conduttori di punta e la famiglia Berlusconi. Lunedì sera, nella sua ultima puntata trasmessa alle 21, Corona aveva tentato di aggirare l'ostacolo ripubblicando integralmente la terza parte del suo speciale, ma rimuovendo le immagini appartenenti ai broadcaster televisivi.
Il tentativo si è rivelato vano. Dopo le diffide iniziali e la rimozione forzata di contenuti dal canale YouTube di Falsissimo per violazione del copyright, l'ufficio legale di Mediaset ha intensificato la pressione sul colosso del web, segnalando le "plurime violazioni" commesse da Corona. La piattaforma ha quindi deciso per la chiusura totale degli account, applicando le proprie policy in materia di diffamazione, tutela del diritto d'autore, dignità personale, privacy e contrasto ai messaggi d'odio. Una decisione che l'avvocato Chiesa ha commentato in modo provocatorio: "Posso solo aggiungere che la gente mi ferma per strada per dirmi di andare avanti. Saranno le persone a valutare la democraticità di tutto questo".
La vicenda si intreccia con una complessa rete di procedimenti giudiziari. Il 26 gennaio, il giudice civile di Milano aveva già emesso un provvedimento di inibitoria che ordinava a Corona di rimuovere i contenuti "diffamatori" su Alfonso Signorini, di astenersi dal pubblicarne di nuovi e di consegnare tutto il materiale in suo possesso. Un'ordinanza che i legali del conduttore del Grande Fratello avevano immediatamente denunciato come violata, mentre la difesa di Corona si prepara a depositare un reclamo che sarà esaminato da un collegio di giudici civili.
Nel frattempo, la Procura di Milano ha aperto nei giorni scorsi un'inchiesta articolata su più fronti. Corona è indagato per concorso in diffamazione e per la presunta ricettazione di immagini e chat trasmesse nel suo format, con contestazioni che si estendono anche a manager di Google. Le accuse a carico dell'ex paparazzo includono revenge porn e diffamazione aggravata, mentre un filone parallelo vede proprio Signorini indagato per violenza sessuale ed estorsione, sulla base della denuncia presentata da un ex concorrente del Grande Fratello Vip.
Nonostante l'oscuramento dei suoi profili principali, Corona non sembra intenzionato a fermarsi. Ieri sera aveva già ripubblicato sul canale YouTube di Falsissimo la puntata incriminata, annunciando sui social di aver aggiunto nuove rivelazioni su Signorini e dichiarando: "Rimettiamo qui la puntata intera senza le immagini contestate". Una strategia che però si è scontrata con la decisione definitiva di Meta, che ha chiuso definitivamente i rubinetti della sua presenza online sulle piattaforme del gruppo. La battaglia legale, tra ricorsi civili e indagini penali, è destinata a proseguire nelle aule di tribunale, mentre il dibattito sulla libertà di espressione online e i limiti della critica mediatica si fa sempre più acceso.
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