Famiglia del bosco, zia e nonna in Italia per i bimbi

Rachael e Pauline Birmingham, zia e nonna dei tre bambini allontanati, sono arrivate a Vasto per ricongiungersi con la famiglia e incontrare i minori.

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Autore: Redazione ,
Attualità
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La vicenda della cosiddetta "famiglia del bosco" entra in una nuova fase carica di emozione e tensione: Rachael e Pauline Birmingham, rispettivamente zia e nonna dei tre bambini allontanati dai genitori lo scorso novembre, sono atterrate a Fiumicino e hanno raggiunto Vasto, dove alloggeranno nella stessa abitazione che ospita Nathan Trevallion, il padre dei minori. La sistemazione è stata messa a disposizione dall'imprenditore locale Armando Carusi, mentre il cognato e genero delle due donne le ha accolte al loro arrivo, in un momento segnato da aspettative e speranze per una possibile riunificazione familiare.

«Sono molto emozionata, non vedo l'ora di vedere i bambini anche se non so quando li incontrerò», ha dichiarato Pauline Birmingham, la nonna, a Dentro la notizia. «Sono così felice di rivedere mia figlia, per questo ho fatto un volo di 24 ore», ha aggiunto, sottolineando l'incertezza sui tempi dell'incontro con Catherine e i nipoti. La donna non ha nascosto la sua rabbia per la situazione: «È ridicolo, sono così arrabbiata: non riesco a immaginare cosa sta passando mia figlia. La mia speranza è che tornino insieme come prima». Sul futuro della famiglia, Pauline ha precisato di non sapere se vorranno rientrare in Australia, lasciando che siano loro stessi a decidere: «È la loro vita. Voglio solo vederli felici».

Anche Rachael Birmingham, psicologa e docente universitaria, ha espresso entusiasmo per il ricongiungimento con la sorella e i bambini, pur denunciando le conseguenze drammatiche della separazione. «Tutto questo è ingiusto, gli ha fatto venire l'ansia, ha colpito il loro benessere. Loro non stanno bene e mia sorella non sta bene», ha affermato. La donna ha rivelato che Catherine le aveva chiesto personalmente aiuto dopo la decisione del Tribunale per i minorenni dell'Aquila, che il 13 novembre aveva disposto l'allontanamento dei tre figli e il loro inserimento nella casa famiglia di Vasto.

«Vogliamo che i bambini tornino con i loro genitori: stanno soffrendo tutti»

Parallelamente all'arrivo delle parenti dall'Australia, la vicenda giudiziaria procede con un passaggio cruciale: il 30 gennaio si è svolto il primo colloquio della perizia psichiatrica, durante il quale Catherine e Nathan hanno incontrato la dottoressa Ceccoli, psichiatra nominata dal Tribunale. Al termine dell'incontro, il consulente di parte dei genitori, il professor Tonino Cantelmi, ha espresso soddisfazione: «È andato molto bene, i genitori si sono dimostrati due persone straordinarie, con delle esperienze incredibili alle spalle».

Cantelmi ha poi lanciato un appello accorato, richiamando documenti ufficiali che evidenziano i rischi della separazione. «Alla luce del documento del garante nazionale per l'Infanzia e della relazione del Servizio di Neuropsichiatria della Asl Lanciano Vasto Chieti, la permanenza dei bimbi in uno stato di deprivazione genitoriale è altamente rischiosa e i danni già riscontrati dagli specialisti possono essere mitigati solo con la riunificazione della famiglia», ha dichiarato all'AdnKronos. Lo psichiatra ha sottolineato che i bambini, di soli 6 e 8 anni, stanno pagando il prezzo più alto: «In questo momento il superiore interesse dei bimbi è il loro benessere minato dalla deprivazione genitoriale».

Il professor Cantelmi si è detto perplesso di fronte all'atteggiamento dei servizi sociali: «Rimango perplesso che questo sfugga al servizio sociale, come sembrerebbe dalla recente relazione, e ritengo che tutti, ma proprio tutti, in questo momento dovrebbero lavorare per accompagnare la famiglia verso una riunificazione virtuosa». La vicenda continua a sollevare interrogativi sul delicato equilibrio tra tutela dei minori e diritto alla genitorialità, mentre l'arrivo di Rachael e Pauline dall'Australia introduce un nuovo elemento di supporto familiare in una storia che tiene col fiato sospeso l'opinione pubblica italiana e internazionale.

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