Federica Torzullo, ai funerali la promessa shock

La comunità di Anguillara Sabazia si è riunita per l'ultimo saluto a Federica Torzullo, vittima di femminicidio. Vietate le telecamere per rispettare il dolore.

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Autore: Redazione ,
Attualità
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Anguillara Sabazia si è fermata sotto una pioggia battente per dare l'ultimo saluto a Federica Torzullo, la 41enne uccisa dal marito Claudio Carlomagno. Sabato 7 febbraio, la chiesa Regina Pacis era gremita di cittadini, familiari e amici che hanno voluto stringersi attorno alla famiglia di una donna la cui vita è stata spezzata dalla violenza più brutale. Un femminicidio che ha sconvolto non solo la comunità locale, ma l'intera opinione pubblica, innescando una tragica catena di eventi che ha portato anche al suicidio dei genitori dell'omicida, travolti dall'orrore del gesto del figlio e da una devastante campagna d'odio sui social.

Le telecamere sono state vietate sia all'interno dell'edificio sacro che sul sagrato, confinate a distanza dietro transenne dalla protezione civile e dalla polizia locale. Una scelta precisa per rispettare il dolore straziante di una famiglia e proteggere l'intimità di un momento così drammatico. Il sindaco Angelo Pizzagallo aveva scritto sui social poco prima della cerimonia parole cariche di dolore e rabbia: "La città si ferma per Federica, una donna, una madre, la cui vita è stata spezzata da una violenza inaudita, che non ammette spiegazioni, non può essere compresa, solo condannata con fermezza e senza ambiguità".

Tra i presenti, molti indossavano nastri e fiocchi rossi appuntati sul petto, simbolo della lotta contro la violenza sulle donne. Un messaggio silenzioso ma potente in una cerimonia dove le parole faticavano a dare senso all'insensato. La famiglia Torzullo si è raccolta nei primi banchi della chiesa, accolta dagli abbracci e dalle parole di solidarietà di chi si è fermato dopo l'Eucarestia per esprimere vicinanza.

A celebrare i funerali è stato don Paolo Quatrini, che ha voluto lanciare un duro monito contro l'invadenza mediatica. "Basta con interferenze, ingerenze, curiosità mascherata da un diritto di cronaca che non può oltraggiare tutti gli altri inalienabili diritti della persona", ha tuonato il parroco, denunciando gli eccessi che troppo spesso accompagnano tragedie di questa portata.

"Sarò io a insegnare il bello della vita al tuo bimbo bellissimo", ha promesso la sorella di Federica con la voce spezzata dal pianto

Don Quatrini conosceva bene Federica fin dall'adolescenza, quando la vedeva con la divisa scout, e ha ricordato la sua "dolcezza e determinazione". In un passaggio dell'omelia particolarmente toccante, ha rivelato di aver avuto "anche la gioia e il dono di benedire le sue nozze", parole che hanno fatto sobbalzare alcuni presenti, i cui sguardi si sono rivolti verso la bara su cui campeggiava una foto di Federica sorridente. "Chiunque abbia avuto il privilegio di conoscerla ha apprezzato non solo la sua bellezza esteriore, ma ancor più quella interiore", ha aggiunto il sacerdote, ricordando una donna audace e coraggiosa, sempre pronta ad affrontare nuove sfide.

Nel corso della cerimonia, è stato letto un messaggio dello zio Mario, impossibilitato a partecipare per gravi problemi di salute. Ma il momento più straziante è arrivato quando la sorella di Federica ha preso la parola con una lettera d'addio carica di amore e dolore. Con la voce rotta dalle lacrime, ha evocato ricordi preziosi: un concerto dei Subsonica condiviso insieme, "le tante volte che mi hai letteralmente presa di peso e portata via". E poi la promessa più importante, quella di prendersi cura del figlio di Federica, di fargli conoscere il bello della vita che la madre non potrà più mostrargli.

Durante l'intera cerimonia, il nome di Claudio Carlomagno non è mai stato pronunciato direttamente. Un silenzio eloquente, una scelta precisa di non dare spazio a chi ha distrutto tutto. La sorella di Federica si è limitata a dire che "si sono permessi di spegnere la tua luce, di spegnere quel sorriso", senza mai nominare l'assassino che ha trasformato una famiglia in un campo di macerie.

All'uscita dalla chiesa, un lungo applauso ha accompagnato il feretro mentre la pioggia continuava a cadere su Anguillara. Poi, verso il cielo plumbeo e lacrimante, si sono levati decine di palloncini colorati, un ultimo saluto a una donna che meritava di vivere, di vedere crescere suo figlio, di continuare a illuminare con quel sorriso che nessuna violenza potrà mai cancellare dalla memoria di chi l'ha amata.

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