Federica Torzullo, figlio ai nonni e al sindaco

Il bambino di 10 anni affidato ai nonni materni dopo l'omicidio della madre. Tutore anche il sindaco di Anguillara Sabazia, comune dove è avvenuta la tragedia.

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Autore: Redazione ,
Attualità
2' 57''

Il tribunale per i minorenni di Roma ha deciso il futuro del bambino di 10 anni rimasto al centro di una delle tragedie familiari più drammatiche degli ultimi mesi. Il piccolo, figlio di Federica Torzullo e Claudio Carlomagno - l'uomo attualmente in carcere con l'accusa di aver ucciso la donna - è stato affidato ai nonni materni. Una decisione che cerca di garantire al minore la stabilità necessaria dopo lo shock di aver perso la madre in circostanze così tragiche. A completare il quadro dell'affidamento, il giudice ha nominato tutore anche Angelo Pizzigallo, sindaco di Anguillara Sabazia, il comune dove si è consumato l'omicidio.

Le indagini sul femminicidio di Federica Torzullo proseguono senza sosta. I carabinieri del nucleo investigativo del reparto territoriale di Ostia hanno effettuato un nuovo sopralluogo presso l'azienda di Carlomagno, dove era stato trovato il corpo della donna nei pressi di uno dei veicoli aziendali. Gli investigatori stanno ora estraendo i dati del Gps dell'auto dell'indagato per ricostruire con precisione ogni suo spostamento nelle ore cruciali che hanno preceduto e seguito il delitto. Un lavoro certosino che potrebbe fornire elementi decisivi per chiarire la dinamica dei fatti.

L'arma del delitto resta il grande assente di questa vicenda. Secondo quanto dichiarato dallo stesso Carlomagno durante la confessione, avrebbe gettato l'oggetto utilizzato per uccidere Federica in un canale lungo la via Braccianese. Le ricerche continuano, ma finora senza esito. Un dettaglio che per gli inquirenti rimane fondamentale per completare il quadro probatorio e confermare la versione fornita dall'uomo arrestato.

È un orrore che si aggiunge all'orrore di Federica

A rendere ancora più straziante questa storia è il suicidio di Pasquale Carlomagno e Maria Messenio, i genitori dell'indagato, scoperto sabato pomeriggio. Una tragedia nella tragedia che ha lasciato sgomenta l'intera comunità. Carlo Mastropaolo, legale di Stefania Torzullo, sorella della vittima, ha commentato la notizia con parole durissime: un orrore che si somma all'orrore già vissuto. La famiglia di Federica, ha spiegato l'avvocato, resta concentrata su due obiettivi: tutelare il bambino e arrivare alla verità completa su quanto accaduto.

Ed è proprio sulla ricerca della verità che si concentrano ora gli sforzi dei familiari. Mastropaolo ha rivelato che Stefania Torzullo avrebbe espresso il desiderio di incontrare Claudio Carlomagno per ascoltare direttamente dalla sua voce una ricostruzione dei fatti. Un incontro difficile da realizzare dal punto di vista procedurale, ma che nasce dalla volontà di capire fino in fondo cosa sia realmente accaduto. Il legale ha sottolineato che nella ricostruzione degli eventi esisterebbero ancora "zone d'ombra" da chiarire, tanto che la stessa Procura di Civitavecchia non starebbe escludendo alcuna ipotesi, compresa quella della premeditazione, anche se considerata al momento prematura.

Sul piano giuridico, l'avvocato Nicodemo Gentile, anch'egli difensore della famiglia Torzullo, ha le idee molto chiare. Il movente del delitto sarebbe da ricercare nella volontà di soffocare ogni autonomia decisionale di Federica, un comportamento che configura perfettamente il reato di femminicidio. L'imputazione contestata a Carlomagno, secondo il legale, è pertinente e corretta, e non lascerebbe spazio ad altri scenari processuali.

Nel frattempo, il mondo del lavoro in cui operava Federica si stringe attorno alla sua memoria. La donna lavorava al centro di smistamento di Fiumicino di Poste Italiane, e i sindacati Uil Poste Lazio e Slc Cgil hanno rivolto all'azienda una richiesta simbolicamente molto forte: l'installazione di una panchina rossa in suo ricordo e l'istituzione di una borsa di studio per il figlio. Un gesto concreto per mantenere viva la memoria della donna, della lavoratrice e della madre, e per offrire un sostegno economico a un bambino che porta sulle spalle un trauma destinato a segnarlo per sempre.

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