Garlasco, ex colonnello smentisce Sempio sullo scontrino

Emergono contraddizioni sullo scontrino del parcheggio di Vigevano presentato da Andrea Sempio come alibi per la mattina del 13 agosto 2007.

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Autore: Redazione ,
Attualità
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Un nuovo tassello si aggiunge al complesso mosaico investigativo che ruota attorno al delitto di Garlasco, l'omicidio di Chiara Poggi avvenuto il 13 agosto 2007. A distanza di quasi diciotto anni dai fatti, emergono contraddizioni significative su uno degli elementi chiave che per anni hanno caratterizzato la posizione di Andrea Sempio, attualmente indagato nella nuova inchiesta sul caso. Le discrepanze riguardano proprio quello scontrino del parcheggio di Vigevano che l'uomo aveva presentato come prova della sua presenza lontano dalla scena del crimine nella mattinata dell'omicidio.

Durante la trasmissione Quarto Grado del 23 gennaio scorso, è stato mandato in onda un video dell'ex colonnello dei carabinieri Gennaro Cassese che solleva dubbi sostanziali sulla versione sempre fornita da Sempio. La questione centrale riguarda le modalità con cui quel documento sarebbe stato consegnato agli investigatori nel 2008, un anno dopo l'omicidio, quando l'indagato venne convocato in caserma a Vigevano per le sommarie informazioni testimoniali.

Per comprendere la portata di questa smentita occorre fare un passo indietro. Nel 2008 Andrea Sempio trascorse quattro ore consecutive nella caserma di Vigevano, dalle 10:30 alle 14:40, sotto l'audizione condotta dal maresciallo capo Flavio Devecchi e dallo stesso capitano Cassese. Secondo quanto da lui sempre dichiarato, durante quella lunga giornata si sarebbe allontanato due volte dall'edificio: una prima volta per un intervento dell'ambulanza a causa di un malore legato all'influenza, una seconda volta specificamente per tornare a casa e recuperare quello scontrino che dimostrava la sua presenza altrove al momento del delitto.

Escludo categoricamente che si sia allontanato senza firmare il verbale

È proprio su questo punto che interviene con decisione l'ex colonnello Cassese. "Escludo categoricamente che lui si possa essere allontanato dalla caserma senza firmare il verbale", ha dichiarato nell'intervista rilasciata al programma televisivo. Una procedura del genere, infatti, avrebbe richiesto la chiusura formale del verbale e la sua successiva riapertura, operazione che non risulta documentata. La precisazione dell'ufficiale mette in discussione un elemento narrativo che Sempio ha sempre mantenuto costante nel corso degli anni.

Ma allora come sarebbe arrivato quello scontrino del parcheggio nelle mani degli investigatori? Secondo la ricostruzione di Cassese, che definisce la sua ipotesi "più verosimile", è possibile che durante l'audizione Sempio abbia semplicemente parlato dell'esistenza di questo documento e che sia stato il padre, presente in caserma, ad andare materialmente a recuperarlo. Questa versione alternativa spiegherebbe come il titolo d'acquisto sia stato consegnato senza che l'indagato dovesse abbandonare formalmente l'interrogatorio.

La nuova inchiesta ha fatto emergere anche altre incongruenze nei verbali di quella giornata del 2008. Come ricostruito dal Corriere della Sera, gli orari registrati presentano sovrapposizioni apparentemente impossibili: mentre Sempio risultava ascoltato dalle 10:30 alle 14:40, nello stesso arco temporale vennero sentiti anche gli amici Biasibetti (dalle 11:25 alle 12:10) e Capra (dalle 13:25 alle 14:20). Tecnicamente, stando ai documenti ufficiali, i tre giovani sarebbero stati interrogati in contemporanea, circostanza che solleva evidenti questioni sulla correttezza della documentazione.

Lo stesso Cassese, di fronte a queste evidenti discrepanze emerse con la riapertura del caso, ha ammesso l'esistenza di problematiche nella verbalizzazione. Si può parlare di "verbale sbagliato", ha riconosciuto l'ex colonnello, specificando che mancano le annotazioni relative alle interruzioni dell'audizione. Un'ammissione significativa che getta nuova luce sulle modalità con cui vennero condotte e documentate le indagini iniziali sul delitto.

La presenza di Andrea Sempio nello studio di Quarto Grado, nove anni dopo la sua prima apparizione televisiva quando era oggetto della prima indagine, segna un ritorno mediatico in un momento in cui il caso Garlasco vive una nuova fase investigativa. Le contraddizioni emerse sui verbali del 2008 e sulla gestione di quello scontrino che avrebbe dovuto scagionarlo rappresentano elementi che gli inquirenti della nuova inchiesta dovranno necessariamente valutare, in un caso che continua a riservare sviluppi inattesi a quasi due decenni di distanza dall'omicidio di Chiara Poggi.

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