Garlasco, l'avvocata Bocellari svela gli "altri atti"

La legale di Alberto Stasi rivela l'esistenza di nuovi elementi investigativi oltre ai computer sequestrati, senza fornire dettagli sul contenuto degli atti.

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Autore: Redazione ,
Attualità
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Il caso Garlasco torna prepotentemente sotto i riflettori con una rivelazione che potrebbe cambiare le carte in tavola. Durante la trasmissione Mattino Cinque di lunedì 2 febbraio, l'avvocata Giada Bocellari, legale di Alberto Stasi condannato in via definitiva per l'omicidio di Chiara Poggi, ha lasciato intendere che Procura e carabinieri avrebbero in mano "altri atti" investigativi oltre ai computer già sequestrati. Un'affermazione sibillina che ha acceso il dibattito in studio e riaperto interrogativi su uno dei delitti più controversi della cronaca italiana degli ultimi vent'anni.

La Bocellari non ha voluto né potuto entrare nei dettagli, ma le sue parole sono risuonate come un'anticipazione: "Ci sono altri atti che secondo me sono in grado di dirci molto di più", ha dichiarato davanti alle telecamere. Quando la conduttrice Federica Panicucci ha insistito per avere almeno un "macrotema", la legale ha mantenuto il riserbo, limitandosi a sottolineare l'importanza di "ancorarsi a dati oggettivi" piuttosto che a ricostruzioni ipotetiche. Un approccio che sembra voler spostare l'attenzione dalle analisi tecniche dei dispositivi informatici verso prove materiali ancora non rese pubbliche.

Il riferimento agli accertamenti informatici è tutt'altro che casuale. Al centro della nuova fase investigativa c'è infatti Andrea Sempio, all'epoca dei fatti fidanzato di un'amica di Chiara Poggi, il cui computer è stato recentemente sottoposto ad analisi peritali. La difesa di Sempio ha richiesto un incidente probatorio proprio sul PC di Stasi, concentrandosi su un particolare cruciale: i famosi "quindici minuti" della sera del 12 agosto 2007, quando secondo le ricostruzioni processuali Stasi si sarebbe allontanato brevemente dalla casa dove si trovava con amici.

Ci sono altri atti che secondo me sono in grado di dirci molto di più

Durante la trasmissione si è consumato un acceso confronto tra la Bocellari e Armando Palmegiani, consulente tecnico di Sempio. Il nodo della discussione riguarda proprio l'interpretazione dei dati informatici e la loro relazione con il possibile movente del delitto. "Al di là del dato informatico, la logica deve venire prima di ogni prova scientifica che viene idealizzata", ha insistito l'avvocata di Stasi, sottolineando come il buon senso debba prevalere su analisi tecniche talvolta sopravvalutate. Palmegiani ha invece rivendicato la necessità di esaminare tutti i dispositivi, compresi quelli appartenuti alla vittima.

Particolarmente significativo è l'intervento della Bocellari sulla questione della privacy e della sfera personale degli indagati. L'avvocata ha espresso "fastidio" per le domande sulla vita intima di Andrea Sempio, tracciando un parallelo con quanto accaduto durante i processi a Stasi: "Trovo che questo attenga ad aspetti intimi, privati che non dovrebbero neanche entrare nel dibattito pubblico, perché riguardano aspetti della vita privata che francamente non possono avere nessuna attinenza con l'omicidio". Una presa di posizione netta che richiama il diritto alla riservatezza anche nel contesto di indagini per reati gravissimi.

Il delitto di Garlasco, avvenuto il 13 agosto 2007 nell'omonimo comune in provincia di Pavia, ha tenuto banco nelle cronache giudiziarie italiane per anni. Chiara Poggi, studentessa di 26 anni, fu trovata morta nella sua abitazione, uccisa con trentasei colpi inferti con un oggetto contundente mai ritrovato. Alberto Stasi, suo fidanzato, venne condannato in via definitiva all'ergastolo nel 2015 dopo tre gradi di giudizio caratterizzati da ribaltamenti di sentenza e polemiche sulle prove scientifiche.

La recente riapertura delle indagini e il coinvolgimento di nuovi soggetti nelle verifiche tecniche alimentano le speculazioni sul caso. Resta da capire quali siano esattamente questi "altri atti" cui ha fatto riferimento la Bocellari e se possano effettivamente modificare un quadro processuale ormai consolidato. L'attività della Procura prosegue nel massimo riserbo, mentre l'opinione pubblica italiana continua a dividersi su uno dei cold case più discussi della cronaca nera nazionale.

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