Garlasco, le chat di Chiara e Alberto svelate

Nuove chat tra Chiara Poggi e Alberto Stasi mostrano che condividevano contenuti pornografici, mettendo in dubbio uno dei moventi ipotizzati per l'omicidio.

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Autore: Redazione ,
Attualità
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Un nuovo documento emerso durante la trasmissione "Lo Stato delle Cose" su Rai 3 potrebbe ribaltare una delle ipotesi investigative più dibattute sul delitto di Garlasco. Si tratta di una serie di conversazioni in chat tra Chiara Poggi e Alberto Stasi che rivelano dettagli inediti sulla loro relazione, in particolare riguardo alla condivisione di contenuti pornografici. Le rivelazioni mettono in discussione uno dei possibili moventi dell'omicidio che ha scosso l'opinione pubblica italiana.

Il conduttore Massimo Giletti ha presentato estratti di scambi di messaggi che mostrano come i due giovani fidanzati affrontassero con estrema disinvoltura il tema della pornografia. Nelle conversazioni, emergono riferimenti espliciti a file scaricati da Stasi, con discussioni sui tempi di download e sulla durata dei filmati. In uno scambio particolarmente significativo, quando Chiara chiede al fidanzato cosa avrebbe fatto nel pomeriggio, lui risponde senza alcun imbarazzo che si sarebbe dedicato allo scaricamento di materiale pornografico.

Ma gli elementi più rilevanti riguardano l'esistenza di video amatoriali che vedevano protagonista la stessa Chiara. Dai messaggi emerge che la ragazza, pur provando una certa vergogna per questi contenuti, ne parlava apertamente con il fidanzato. In particolare, Chiara confessava di preferire guardare uno di questi filmati senza audio perché l'avrebbe fatta "diventare rossa" dall'imbarazzo, ricevendo come risposta da Alberto un commento scherzoso sul carattere "pornissimo" di quella traccia sonora.

La familiarità della coppia con la pornografia emerge dalle chat

Secondo quanto spiegato in trasmissione, i frammenti mostrati rappresenterebbero soltanto una piccola porzione di un dossier molto più corposo. L'insieme di queste conversazioni dipingerebbe un quadro chiaro: nella relazione tra i due giovani esisteva una marcata confidenza rispetto ai contenuti pornografici, senza particolari tabù o reticenze.

Questa rivelazione assume un peso specifico notevole perché contrasta frontalmente con una delle linee investigative seguite nel caso. Una delle ipotesi sul movente dell'omicidio si basava infatti sulla possibilità che Chiara avesse scoperto per caso il materiale pornografico nel computer del fidanzato poco prima di essere uccisa, il 13 agosto 2007. Secondo questa ricostruzione, tale scoperta avrebbe potuto scatenare una reazione violenta culminata nel delitto.

L'esistenza di queste chat, tuttavia, smentisce l'idea che Chiara potesse essere rimasta scioccata o sorpresa dalla presenza di quei file. Se entrambi parlavano liberamente e con naturalezza di pornografia, risulta difficile immaginare che la visione di quel materiale potesse rappresentare un elemento scatenante improvviso. La spontaneità con cui affrontavano l'argomento nelle loro conversazioni quotidiane suggerisce piuttosto una consapevolezza reciproca consolidata nel tempo.

Il documento rafforza quindi la posizione della difesa di Stasi, che ha sempre sostenuto l'irrilevanza dell'ipotetico accesso di Chiara alla cartella denominata "Militare", dove era archiviato il materiale pornografico. Se la ragazza era già a conoscenza dell'esistenza di quei contenuti e li condivideva con il fidanzato, la teoria secondo cui quella scoperta avrebbe innescato la tragedia perde consistenza. Gli avvocati di Stasi hanno sempre contestato questa ricostruzione, e le chat ora rese pubbliche sembrerebbero fornire elementi concreti a sostegno della loro tesi.

Il caso di Garlasco continua dunque a riservare sviluppi e nuove prospettive investigative, a distanza di anni dall'omicidio che costò la vita alla giovane Chiara Poggi. La pubblicazione di questo materiale riapre interrogativi sul movente del delitto e sulla ricostruzione complessiva dei fatti che portarono alla condanna di Alberto Stasi.

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