Garlasco, spunta bici nera vicino casa Poggi

Una bicicletta nera sparita dalle indagini sull'omicidio di Chiara Poggi solleva nuovi dubbi sulla gestione del caso e sulle prove mai repertate.

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Autore: Redazione ,
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3' 28''
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Il cold case di Garlasco torna a far parlare di sé con un inquietante giallo nel giallo: la misteriosa storia di una bicicletta nera che potrebbe aver cambiato le sorti delle indagini sull'omicidio di Chiara Poggi. Durante l'ultima puntata di Mattino Cinque, condotta da Federica Panicucci, sono emerse testimonianze sconcertanti su un reperto mai repertato, mai fotografato e sostanzialmente scomparso nel nulla. Una potenziale prova determinante che si è dissolta tra errori investigativi, silenzi imbarazzanti e dichiarazioni contraddittorie che sollevano dubbi pesantissimi sulla gestione del caso.

La vicenda ruota attorno a una bicicletta da donna di colore nero che sarebbe stata avvistata appoggiata vicino all'ingresso della villa dei Poggi la mattina del 13 agosto 2007, proprio nelle ore in cui veniva commesso il delitto. A vederla fu la signora Bermani, testimone che collocò temporalmente l'avvistamento alle 9:10. Un dettaglio tutt'altro che marginale, considerando che poteva fornire elementi cruciali sulla presenza di qualcuno sul luogo del crimine. Eppure quella bicicletta, che avrebbe dovuto diventare un elemento centrale dell'inchiesta, non fu mai mostrata alla donna per un riconoscimento formale.

L'inviato Emanuele Canta ha ricostruito in diretta la geografia dei luoghi: la bicicletta sarebbe stata ritrovata verso fine settembre 2007 da due agenti della Polizia Municipale di Garlasco tra le sterpaglie di Via Toledo, una strada di campagna che corre parallela a Via Pascoli, distante pochi metri dalla casa di Chiara. Una zona che, come sottolineato durante il programma, avrebbe potuto rappresentare una comoda via di fuga per chiunque volesse allontanarsi rapidamente dalla scena del crimine senza essere visto.

"Venne a casa mia il vicecomandante dei vigili che mi ha chiesto se io sapessi qualcosa di una bicicletta... in una zona così frequentata nessuno aveva segnalato quella presenza"

Ma è qui che la vicenda assume contorni kafkiani: del ritrovamento non esiste alcuna traccia ufficiale. Nessun verbale, nessuna fotografia, nessun sequestro. Come ha sottolineato amaramente Federica Panicucci, si tratta dell'ennesimo errore madornale in una catena investigativa costellata di occasioni mancate. La conduttrice ha definito la questione "uno degli errori più evidenti nelle indagini", evidenziando come sarebbe bastato repertare correttamente quel mezzo per aprire scenari completamente diversi.

La signora Bermani ha raccontato di essere stata contattata dal vicecomandante dei vigili solo nel 2009, dopo il processo di primo grado, quando ormai erano passati due anni dall'omicidio. Il funzionario le chiese se sapesse qualcosa di quella bicicletta trovata in fondo a Via Toledo, ma la donna si disse stupita: come era possibile che in un paese come Garlasco, dove tutti parlavano ossessivamente della "bicicletta nera", nessuno avesse segnalato quel ritrovamento per settimane?

La testimone ha anche espresso il suo rammarico per non aver mai potuto visionare il mezzo: "Potevano portarla, potevano farmela vedere, potevano posizionarla nello stesso punto in cui ho visto quella bicicletta per fare un confronto". Parole che suonano come un'accusa implicita a un'indagine condotta con leggerezza imperdonabile su aspetti potenzialmente decisivi.

Il momento più sconcertante della puntata è arrivato quando l'inviato Canta ha contattato telefonicamente uno degli agenti che avrebbero effettuato il ritrovamento. La risposta dell'ex vigile alla domanda diretta sulla veridicità dell'episodio ha lasciato tutti senza parole: "Ho capito ma non voglio parlare di cose fasulle". Una dichiarazione che suona come una smentita, ma che stride paurosamente con l'esistenza di testimonianze precise e circostanziate, inclusa quella della signora Bermani.

In studio è intervenuto anche Marchetto, all'epoca comandante della Polizia Municipale, che ha ammesso candidamente di aver saputo della vicenda solo anni dopo, leggendola sui giornali. "Per quanto ne so io nel 2007 sembrerebbe che una pattuglia di vigili urbani di Garlasco abbia ritrovato nelle sterpaglie questa bicicletta... non ne sono mai stato informato", ha dichiarato, confermando di non sapere perché non sia mai stata sequestrata. Un'ammissione che solleva interrogativi pesantissimi sulla catena di comando e sulla comunicazione interna alle forze dell'ordine durante le indagini.

Il caso della bicicletta fantasma si aggiunge così alla lunga lista di anomalie che hanno caratterizzato l'inchiesta sull'omicidio di Chiara Poggi, dalla gestione della scena del crimine alle perizie balistiche contestate, fino alle testimonianze mai approfondite. Mentre Alberto Stasi sconta l'ergastolo per l'omicidio della fidanzata, questa nuova rivelazione riaccende i riflettori su tutto ciò che non ha funzionato in un'indagine che continua a dividere l'opinione pubblica e a lasciare zone d'ombra inquietanti.

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