Quali canzoni ci sono in Ultima notte a Soho? La colonna sonora del film

Le canzoni di Ultima notte a Soho, da Downtown a Happy House, e il ruolo della musica originale composta da Steven Price.

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Autore: Redazione ,
Film
2' 33''

La colonna sonora di Ultima notte a Soho unisce classici pop britannici scelti da Edgar Wright alla musica originale composta da Steven Price. Tra i brani più riconoscibili figurano A World Without Love, Downtown, Wade in the Water, Happy House e la canzone Last Night in Soho che dà il titolo al film.

Chi ha composto la colonna sonora originale?

Le musiche strumentali sono opera di Steven Price, già collaboratore di Wright per La fine del mondo e Baby Driver. Il compositore iniziò a lavorare al progetto nell’aprile 2019, prima delle riprese, sviluppando lunghe composizioni sperimentali chiamate “Mirror Suites”. Alcuni frammenti furono utilizzati durante le prove e sul set, per poi essere adattati al montaggio definitivo.

Il tema musicale combina pianoforte, voci, parole recitate e sonorità inquietanti. La voce di Anya Taylor-Joy divenne un elemento centrale: Price la descrisse come un richiamo capace di attirare Eloise nel mondo di Sandie. La sua musica non rimane separata dalle canzoni d’epoca, ma vi si intreccia mentre il sogno della Swinging London si trasforma gradualmente in un incubo.

Quali canzoni si sentono nelle scene principali?

Il film si apre con Eloise, interpretata da Thomasin McKenzie, che balla nella propria stanza sulle note di A World Without Love di Peter and Gordon. Wishin’ and Hopin’ di Dusty Springfield accompagna la notizia dell’ammissione alla scuola di moda, mentre Don’t Throw Your Love Away dei Searchers segue il viaggio della ragazza verso Londra.

Nel primo grande passaggio alla Soho degli anni 60 risuona Wade in the Water nella versione della Graham Bond Organisation. Wright aveva immaginato proprio quel sogno ascoltando il brano. Poco dopo Sandie, interpretata da Anya Taylor-Joy, canta Downtown durante il provino: l’esibizione comincia senza accompagnamento e trasforma il celebre successo di Petula Clark in una promessa seducente, ma già venata di malinconia.

La selezione comprende inoltre You’re My World e Anyone Who Had a Heart di Cilla Black, Starstruck dei Kinks, Heat Wave degli Who, Puppet on a String di Sandie Shaw e There’s a Ghost in My House di R. Dean Taylor. L’eccezione più evidente al repertorio anni 60 è Happy House di Siouxsie and the Banshees, pubblicata nel 1980 e utilizzata durante la festa studentesca di Halloween.

Perché la musica è così importante nel film?

Edgar Wright concentrò la selezione soprattutto sul pop britannico della metà degli anni 60, evitando di ridurre l’epoca a semplice decorazione. All’inizio le canzoni alimentano la nostalgia di Eloise; con il procedere della storia, arrangiamenti, parole e ripetizioni assumono un carattere sempre più minaccioso. Anche You’re My World, con la sua apertura orchestrale, fu scelta per il contrasto tra romanticismo e inquietudine.

Il titolo deriva da Last Night in Soho, brano del 1968 di Dave Dee, Dozy, Beaky, Mick & Tich, ascoltato durante i titoli di coda. Wright conobbe la canzone attraverso Quentin Tarantino, che a sua volta attribuì alla regista Allison Anders l’idea che fosse il titolo perfetto per un film ancora inesistente. La colonna sonora diventa così una vera macchina del tempo: prima idealizza il passato, poi ne incrina definitivamente il fascino.

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