Garlasco, spunta un documento scritto nel 2014

Documenti del 2014 sul delitto di Garlasco emergono solo ora: un verbale peritale mai allegato agli atti potrebbe contenere informazioni decisive sul DNA rilevato.

Immagine di Garlasco, spunta un documento scritto nel 2014
Autore: Redazione ,
Attualità
2' 6''
Fonte

Un colpo di scena inatteso nel caso giudiziario che da anni tiene banco nelle cronache italiane: documenti risalenti al 2014 sono emersi solo ora nel procedimento sul delitto di Garlasco, sollevando interrogativi sulla completezza delle perizie depositate a suo tempo. La rivelazione è avvenuta durante la trasmissione "Mattino Cinque", dove il genetista Pasquale Linarello ha analizzato carte che avrebbero dovuto far parte degli atti processuali ma che erano rimaste nell'ombra per oltre un decennio.

Il cuore della questione riguarda un verbale di operazioni peritali mai allegato alla perizia De Stefano, uno dei documenti cardine del processo. Secondo quanto emerso, questo verbale conterrebbe informazioni cruciali sul DNA rilevato, con conclusioni che si allineerebbero a quelle di un altro esperto, il perito Albani. "Alzo le mani, le carte parlano" ha dichiarato Linarello in collegamento con il programma, sottolineando come il documento riporti chiaramente che il DNA sarebbe "comparabile".

La scoperta assume particolare rilevanza perché contraddice l'apparente unanimità che sembrava caratterizzare le conclusioni peritali dell'epoca. Il genetista ha spiegato con fermezza che se quel verbale fosse stato correttamente cristallizzato nel 2014, la ricostruzione degli eventi avrebbe potuto prendere una direzione diversa. "E a chi diceva che erano tutti d'accordo rispondo per forza, su quel verbale c'è scritto che quel DNA è comparabile" ha precisato l'esperto, evidenziando come l'assenza di questo documento abbia potuto influenzare il quadro probatorio.

Ora iniziano a essere due i periti che dicono lo stesso

Un altro elemento emerge dalle dichiarazioni di Linarello: la mancata consultazione di un'ulteriore perizia, quella del Dottor Capra. Interrogato dall'avvocato Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi, il genetista ha affermato categoricamente di non aver mai visto tale consulenza tra gli atti. Questa lacuna si aggiunge all'elenco delle irregolarità documentali che stanno venendo alla luce.

La ricostruzione fornita dal perito ha messo in evidenza come nel 2014, quando fu sentito De Stefano durante il processo, l'unica perizia effettivamente depositata fosse quella firmata dal Professor Avato e dal Dottor Matteo Fabbri. L'assenza di altri documenti tecnici rilevanti solleva dubbi sulla completezza del materiale valutato dai giudici in quella fase processuale, un aspetto che potrebbe avere conseguenze significative sulla vicenda.

Il caso di Garlasco, che ha segnato profondamente la cronaca giudiziaria italiana, continua dunque a riservare sviluppi inattesi. La vicenda ricorda quanto sia fondamentale la corretta gestione della documentazione nei procedimenti penali, dove ogni elemento probatorio può risultare determinante. L'emergere tardivo di questi documenti del 2014 pone interrogativi non solo sul singolo caso, ma anche sui meccanismi di controllo che dovrebbero garantire la completezza degli atti processuali, fondamentali per l'amministrazione della giustizia.

Non perderti le nostre ultime notizie!

Iscriviti al nostro canale Telegram e rimani aggiornato!