Lo sport olimpico torna a incrociare la battaglia per i diritti LGBTQIA+ con un protagonista d'eccezione: Gus Kenworthy, l'atleta che ha scritto pagine di storia sia sulle piste che fuori, sarà di nuovo in gara a Milano Cortina 2026. Questa volta gareggia per la Gran Bretagna, patria di sua madre, dopo aver conquistato l'argento olimpico nello slopestyle per gli Stati Uniti a Sochi 2014. Il freestyler 34enne, diventato simbolo globale dopo il coming out nel 2015 e il celebre bacio in diretta tv con l'allora compagno Matthew Wilkas a Pyeongchang 2018, punta alla finale nell'half-pipe con la stessa determinazione che lo ha reso un'icona dentro e fuori dai confini sportivi.
In una lunga intervista al New Yorker, Kenworthy ha rivelato quanto la serie del momento Heated Rivalry, tratta dai romanzi di Rachel Reid sulla relazione clandestina tra due giocatori di hockey gay non dichiarati, rispecchi profondamente la sua esperienza personale. "Non credo di essermi mai visto riflesso sullo schermo in quel modo, in modo così sostanziale", ha confessato l'atleta, tracciando parallelismi sorprendenti tra la fiction e la sua vita reale. Anche lui ha vissuto una relazione segreta, con incontri clandestini, proprio come i protagonisti Ilya e Shane della serie.
La carriera olimpica di Kenworthy è costellata di primati che vanno ben oltre le medaglie. Sochi 2014 rappresentò l'esordio olimpico dello slopestyle, disciplina dove gli atleti affrontano percorsi con rail, salti, kicker e ostacoli vari ricevendo giudizi sulla tecnica. Sul podio tutto americano, Kenworthy conquistò l'argento diventando celebre anche per aver salvato cani randagi trovati in Russia. Ma fu nel 2015 che compì il passo più coraggioso: il coming out in un articolo di copertina per ESPN, diventando il primo atleta degli sport invernali a dichiararsi pubblicamente gay.
Il percorso verso quella dichiarazione pubblica fu tortuoso. A Sochi, durante il briefing con la squadra statunitense sulle leggi anti-LGBTQIA+ russe, gli venne suggerito di evitare l'argomento concentrandosi solo sullo sport. "Ho pensato: 'Fanculo'", ricorda Kenworthy. Aveva fantasticato di vincere, sciare fino al suo ragazzo e baciarlo come protesta silenziosa, ma non accadde. Nemmeno sua madre sapeva ancora. Quando finalmente trovò il coraggio, le reazioni furono migliori del previsto, anche se il coach della squadra USA chiese agli altri atleti se si sentissero a loro agio a condividere la stanza con lui.
Il momento che cambiò tutto arrivò a Pyeongchang 2018. Pur non salendo sul podio, Kenworthy regalò al mondo un'immagine storica: il primo bacio gay trasmesso in diretta durante un'Olimpiade, con l'attore Matthew Wilkas. "Fu un bacio così insignificante, patetico perché davanti a mia madre", racconta oggi con ironia. "Ma lasciai le Olimpiadi sentendomi più realizzato di quanto non mi fossi sentito dopo i Giochi precedenti, quando avevo vinto una medaglia ma non avevo fatto coming out".
Dopo aver dichiarato che Pechino 2022 sarebbe stata la sua ultima Olimpiade, Kenworthy si è dedicato al mondo dello spettacolo: il revival di Will & Grace, la nona stagione di American Horror Story, un'apparizione come giudice ospite in RuPaul's Drag Race e il ruolo di mentore nel reality Coming Out Colton. Ma la passione per lo sci non si è mai spenta. L'atleta ha continuato ad allenarsi senza paura, provando fin dal primo giorno il cork, proprio il salto che gli causò un grave infortunio.
La scelta del freestyle da ragazzo fu quasi casuale: mentre gli sciatori alpini dovevano alzarsi presto e indossare tute attillate, lui preferiva dormire e la libertà dello snowpark di Telluride. Due eventi segnarono la sua strada: la morte del migliore amico quattordicenne proprio nello snowpark, che quasi lo spinse a smettere, e un video caricato a sedici anni su Zapiks (una sorta di YouTube degli sport estremi) che divenne virale, fruttandogli il primo contratto da diecimila dollari con un'azienda francese.
Oggi Kenworthy gestisce il nervosismo olimpico con maggiore maturità. "Quando ero più giovane vomitavo prima delle gare, dovevo correre nel bosco. Ora non succede più", ammette, elogiando l'attenzione alla salute mentale degli atleti. Sul ritorno alle Olimpiadi, ha scherzato confrontandosi con Lindsay Vonn, la sciatrice americana che gareggia nello sci alpino: "Il mio ritorno è geloso del suo ritorno". E sull'ipotesi di recitare nella seconda stagione di Heated Rivalry, il 34enne non si tira indietro: sa usare i pattini, non solo gli sci.
Iscriviti al nostro canale Telegram e rimani aggiornato!