Il caso Garlasco: dna di Sempio e l'unghia di Poggi

Un'unghia di Chiara Poggi non sarebbe stata analizzata dai Ris all'epoca dei fatti. La rivelazione durante una trasmissione TV riaccende il dibattito sul caso.

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Autore: Redazione ,
Attualità
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Un nuovo tassello si aggiunge al complesso mosaico investigativo del delitto di Garlasco, riportando al centro dell'attenzione mediatica il caso che da oltre quindici anni divide l'opinione pubblica. Durante la puntata dell'8 dicembre di "Lo stato delle cose", il conduttore Massimo Giletti ha rivelato un'informazione inedita riguardante le tracce biologiche rinvenute sul corpo di Chiara Poggi, la giovane assassinata il 13 agosto 2007 nella sua abitazione. L'indiscrezione, che riguarda un'unghia della vittima mai analizzata dai Ris all'epoca dei fatti, ha innescato un acceso confronto con l'avvocato Liborio Cataliotti, legale di Andrea Sempio insieme alla collega Angela Taccia.

La questione centrale emersa nel dibattito televisivo riguarda la presenza di materiale genetico riconducibile alla linea paterna della famiglia Sempio sulle unghie di Chiara Poggi. Si tratta di un elemento che solleva interrogativi rilevanti, considerando che Andrea Sempio è attualmente indagato per l'omicidio dopo l'assoluzione definitiva di Alberto Stasi nel 2023. Il difensore ha fornito una spiegazione tecnica del ritrovamento, parlando di un "aplotipo Y misto" lasciato da più persone, e sottolineando come il reperto più facilmente isolabile risulterebbe compatibile con la famiglia dell'indagato.

La strategia difensiva si sta orientando verso l'ipotesi di un contatto indiretto tra le superfici. Cataliotti ha illustrato come il pool legale stia lavorando a una perizia che identifichi i possibili punti di contaminazione: "Può essere venuta a contatto con superfici che fossero abitualmente toccate, sia pur non in un tempo immediatamente precedente, una, due o tre settimane prima dal nostro cliente", ha spiegato l'avvocato. Il team difensivo avrebbe individuato tra 15 e 20 possibili punti di contatto indiretto, basandosi sulla planimetria dell'abitazione e sulle dichiarazioni di Sempio.

Il DNA su una superficie può permanere per 27 anni

Il momento di maggiore tensione nel confronto televisivo si è verificato quando Giletti ha insistito sulla presenza esclusiva del materiale genetico della famiglia Sempio, senza tracce apparenti di Alberto Stasi. "Mi pare strano che non si trovi il DNA di Stasi ma solo quello riconducibile alla famiglia Sempio", ha incalzato il conduttore, definendo la questione "un punto oscuro". La replica del legale ha cercato di chiarire quello che ha definito "un grande equivoco", spiegando come la natura mista del campione biologico non escluda la presenza di altro materiale genetico più deteriorato appartenente ad altre persone.

L'elemento più dirompente è emerso quando Giletti ha fatto riferimento a un'unghia specifica di Chiara Poggi che non sarebbe mai stata sottoposta ad analisi da parte dei Ris. Secondo l'indiscrezione del conduttore, proprio su questo reperto si sarebbe riscontrata "una forte presenza di DNA riconducibile alla linea maschile che porta a Sempio". Di fronte a questa affermazione, Cataliotti ha mantenuto una posizione di prudenza professionale, dichiarando: "Quando l'indiscrezione diventa la prova, io ragionerò su questa prova".

Durante la trasmissione si è discusso anche della possibile dinamica motivazionale che avrebbe potuto spingere Andrea Sempio a commettere l'omicidio. Giletti ha sollevato la questione dei contenuti intimi presenti nel computer di Chiara, ipotizzando un collegamento con il delitto. L'avvocato ha respinto categoricamente questa ipotesi, affermando che Sempio "non ha mai visto nessuna immagine intima che riguardasse la sorella del suo grande amico Marco Poggi", definendo tutto il resto come campo di illazioni prive di fondamento processuale.

Un elemento centrale nella difesa riguarda la frequentazione dell'abitazione da parte dell'indagato. Cataliotti ha escluso con fermezza che Sempio possa essere entrato in quella casa dopo il 4 agosto in assenza di Marco Poggi, fratello della vittima e amico dell'indagato. Questa precisazione assume particolare rilevanza nel ricostruire i possibili momenti e modalità di deposito del materiale biologico sulle superfici domestiche.

La questione della persistenza delle tracce biologiche rappresenta un aspetto tecnico cruciale nella vicenda. Come sottolineato dalla difesa, il DNA può rimanere su una superficie fino a 27 anni, un dato che apre a molteplici scenari interpretativi. Anche nell'ipotesi che Chiara si fosse lavata le mani la mattina dell'omicidio, come ragionevolmente presumibile, il contatto successivo con oggetti o superfici toccate settimane prima da Sempio potrebbe spiegare la presenza del materiale genetico.

Secondo quanto anticipato dalla trasmissione "Mattino Cinque", nei prossimi giorni è previsto un nuovo incontro strategico tra Andrea Sempio e i suoi legali. Il summit si colloca in preparazione dell'udienza del 18 dicembre, appuntamento giudiziario che potrebbe segnare sviluppi significativi nell'inchiesta. Il pool difensivo sta evidentemente affinando gli strumenti tecnici e le argomentazioni da presentare, con particolare attenzione alla questione delle tracce biologiche che continua a dominare il dibattito processuale e mediatico sul caso di Garlasco.

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