Quando Netflix ha deciso di produrre una serie tv tratta da L'Eternauta, il capolavoro di Héctor Germán Oesterheld e Francisco Solano López, ha riportato l'attenzione mondiale su uno dei fumetti argentini più influenti di sempre. Ora Lucca Comics & Games 2025 celebra questa opera con un'esposizione straordinaria: oltre cento tavole originali della prima serie, pubblicata tra il 1957 e il 1959, saranno esposte a Palazzo Guinigi dal 18 ottobre al 2 novembre. Si tratta probabilmente della più grande mostra mai dedicata a questo fumetto leggendario.
La genesi dell'esposizione affonda le radici nella collaborazione pluriennale tra Lucca Comics e la casa editrice Lo Scarabeo, guidata da Pietro Alligo. Quest'ultimo è un collezionista appassionato che possiede circa 250 delle 368 tavole originali della prima versione dell'Eternauta. "Parlando insieme delle cose che avremmo potuto proporre a Lucca, lui ha detto di avere questa collezione straordinaria", racconta Pier Luigi Gaspa, curatore della mostra insieme ad Alligo. "Con l'arrivo della serie Netflix, ci è sembrato il momento giusto per riportare l'opera alla sua origine fumettistica."
L'approccio scelto da Gaspa per l'allestimento punta a rendere accessibile l'opera anche a chi non la conosce, costruendo un percorso cronologico diviso in "stazioni" tematiche. Ogni sezione rappresenta un passaggio fondamentale della narrazione: la misteriosa nevicata mortale, la resistenza dei sopravvissuti, l'apparizione dei vari invasori come i Cascarudo e i Gurbo, fino ai terrificanti Mano e alla presenza oscura dei Loro, i veri nemici dell'umanità. "Il mio intento è far scoprire L'Eternauta, far capire cosa c'è alla base della fiction che molti hanno visto su Netflix", spiega il curatore.
La selezione delle tavole ha presentato sfide non indifferenti. Molte sono state tagliate, ad altre mancano i balloon che all'epoca venivano incollati sui fogli e nel tempo si sono staccati. Per questo Gaspa ha privilegiato l'impatto visivo e il valore narrativo, scegliendo immagini che trasmettessero la forza emotiva della storia. Come quella straziante scena in cui i protagonisti, affacciati alla finestra durante la nevicata, vedono un uomo in una casa di fronte accendere la luce e cercano disperatamente di avvertirlo di non aprire la finestra. Invano: l'uomo la apre e muore istantaneamente.
Tra le stazioni espositive, una è dedicata allo stadio di Buenos Aires che nel fumetto diventa una fortezza militare contro gli invasori. Un dettaglio che assume un significato inquietante se si considera che lo stesso stadio, vent'anni dopo, avrebbe avuto un ruolo centrale nella repressione della dittatura argentina. Un'altra sezione fondamentale riguarda gli uomini robot, figure controllate da un dispositivo infilato nel collo: una metafora potente della manipolazione e dell'obbedienza cieca agli ordini dall'alto.
Gaspa insiste sull'attualità disarmante dell'opera. "L'Eternauta è uno dei fumetti più belli in assoluto che siano mai stati pubblicati, ma è anche un fumetto di un'attualità sconcertante", afferma. Per comprendere appieno quest'opera bisogna conoscere chi era Oesterheld, uno scrittore che vi aveva riversato tutto il suo sentire ideologico, non inteso come adesione partitica ma come concezione profonda di come si dovrebbe stare al mondo.
Lo sceneggiatore argentino era un profondo conoscitore della narrativa d'avventura e della fantascienza, dai pionieri come Verne e Wells agli autori americani contemporanei come Asimov, Heinlein e Brown. Ma soprattutto aveva una visione rivoluzionaria del fumetto stesso. Se con Bull Rocket aveva creato un eroe classico tutto d'un pezzo alla Flash Gordon, con L'Eternauta e con il precedente Rolo, el marciano adoptivo (mai uscito in Italia), Oesterheld cambia paradigma: smette di scrivere eroi e rende protagoniste le persone comuni.
L'Eternauta è infatti una storia corale dove Juan Salvo, pur essendo il personaggio principale, condivide la scena con Favalli, il fisico universitario che fornisce spiegazioni scientifiche, e con Franco, l'operaio ingegnoso che rappresenta la classe lavoratrice. "Cambia proprio il paradigma dell'avventura", sottolinea Gaspa. "L'avventura qui è fatta da gente costretta dagli eventi a trasformarsi e a reagire. Quando c'è da combattere ci sono i soldati che si organizzano per respingere il nemico."
Il finale non è consolatorio. Salvo, sconfitto, viaggia nel tempo e torna quattro anni prima degli eventi narrati. Quando finisce di raccontare la sua storia allo sceneggiatore (che è lo stesso Oesterheld), esce di casa per riabbracciare sua figlia, ma non riconosce più lo scrittore: è come se tutto quello che ha raccontato non fosse mai avvenuto. Nella versione originale resta un barlume di speranza, quattro anni per trovare una soluzione. Curiosamente, nella prima edizione italiana su Lanciostory, con tavole rimontate da Ruggero Giovannini, il finale fu modificato: mentre lo sceneggiatore osserva la casa di Salvo, inizia a nevicare, eliminando ogni speranza.
La mostra documenterà anche la storia editoriale del fumetto attraverso i numeri originali di Hora Cero, il settimanale argentino che pubblicò la storia a puntate, incluso il primo numero e una dozzina con copertine dedicate. Saranno esposte edizioni straniere curiose come una versione cinese e un Eternauta 2 in russo, oltre a tre tavole originali del seguito del 1976, un'opera più esplicitamente politica che Oesterheld realizzò poco prima di essere fatto scomparire dalla dittatura.
L'esposizione includerà anche contenuti multimediali e performativi. Una postazione sarà dedicata alla serie Netflix con trailer e materiali sull'adattamento live action. Durante tutta la manifestazione, un gruppo teatrale di Reggio Emilia proporrà due volte al giorno letture drammatizzate di brani del fumetto in una sala appositamente allestita. In anteprima sarà presentato anche il gioco da tavolo dell'Eternauta, realizzato da Pendragon Game Studio e in uscita nel 2026, con mock-up della scatola e miniature.
Per i più attenti, Gaspa ha lasciato un piccolo easter egg da scoprire: in una vignetta di una tavola esposta compare scritto in modo ben visibile il nome "Hugo Pratt", omaggio di Oesterheld al disegnatore italiano con cui aveva collaborato a lungo su Sergente Kirk, Ernie Pike e altre serie. Un dettaglio che testimonia il profondo legame tra due maestri del fumetto internazionale e che attende di essere scovato dai visitatori più curiosi.
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