Il mondo dello spettacolo è in fermento e questa settimana ci regala due storie che difficilmente dimenticheremo: da un lato un addio al nubilato decisamente fuori dagli schemi organizzato per un personaggio letterario interpretato da Margot Robbie, dall'altro una collaborazione fotografica che sta scatenando polemiche feroci nel settore della moda. La protagonista della nuova versione cinematografica di Wuthering Heights (Cime tempestose) diretta da Emerald Fennell ha raccontato un'esperienza surreale al Jimmy Kimmel Show, mentre Ellen von Unwerth, icona della fotografia di moda, si ritrova al centro di un vero e proprio scandalo per il suo coinvolgimento segreto nel documentario della first lady.
Durante la sua apparizione televisiva, Margot Robbie ha svelato un dettaglio che ha lasciato il pubblico a bocca aperta: le sue amiche hanno organizzato un vero e proprio addio al nubilato per Cathy, il personaggio che interpreta nel nuovo adattamento di Emerald Fennell del classico di Emily Brontë. L'attrice australiana ha descritto l'evento come "l'esperienza più fuori controllo della mia vita", coinvolgendo una ventina di donne scatenate tra drinking game, urla e una proiezione privata del film ancora inedito al grande pubblico.
Il dress code scelto per la serata merita una menzione speciale: victorian slutty, ovvero un vittoriano provocante che ha trasformato tutte le partecipanti in apparizioni d'epoca decisamente audaci. "Io ero vestita di bianco con corsetti e pizzo, loro erano tutte vestite come mogli di boss della mafia con pizzo nero e corsetti", ha raccontato Robbie con evidente divertimento. "Insomma tutte con pizzo e corsetti e veli e ubriache a urlare contro lo schermo". Un modo decisamente originale per celebrare un personaggio della letteratura classica, che testimonia il rapporto intenso dell'attrice con questo ruolo nell'attesissimo film della regista premio Oscar per Promising Young Woman.
Ma se l'addio al nubilato di Robbie ha fatto sorridere, ben diverso è il clima che circonda la seconda storia della settimana. Ellen von Unwerth, leggendaria fotografa di moda nota per il suo stile sensuale e provocatorio, si trova improvvisamente nell'occhio del ciclone. La bomba è stata sganciata da Louis Pisano, scrittore parigino molto seguito sui social, che ha rivelato come i poster promozionali del documentario Melania, uscito nelle sale il 30 gennaio, siano opera proprio della von Unwerth. La notizia ha scatenato un'ondata di indignazione nel mondo creativo, amplificata dalla ricondivisione di Madonna e da commenti durissimi da parte di altri professionisti del settore.
La fotografa è stata accusata di aver realizzato il servizio "in segreto", senza renderlo pubblico, scelta interpretata da molti come un tentativo di evitare le inevitabili critiche. Francesca Sorrenti, collega e fotografa di fama internazionale, non ha usato mezzi termini: "Immagino non si sia resa conto che i social l'avrebbero scoperto! E la cosa peggiore è che l'ha fatto di nascosto". Lo stesso Pisano ha rincarato la dose con un commento al vetriolo: "Da una fotografa che ama i riflettori e la vicinanza ai potenti… si potrebbe quasi pensare che non voglia far sapere alle persone che va 'a letto' con l'amministrazione Trump".
Il documentario Melania dedica ampio spazio proprio alla moda, passione trasmessa alla first lady dalla madre Amalija Knavs, che disegnava abiti. Circa il 30% del film, secondo Time, è dedicato alle complesse prove degli abiti per l'Inaugurazione Presidenziale del 2025, rivelando un lato perfezionista di Melania Trump che richiede colletti "più in tensione, più stretti" e gonne che "sfiorino più da vicino i fianchi", arrivando a rimproverare persino "la tesa traballante" di un cappello. La first lady spiega nel documentario che "la bellezza nasce dalla dedizione, e anche il più piccolo dettaglio conta", filosofia ereditata dalla madre e che si traduce in indicazioni estremamente precise al suo team creativo.
La controversia attorno a von Unwerth solleva interrogativi più ampi sulla responsabilità degli artisti e dei creativi quando collaborano con figure politiche divisive. La scelta di mantenere riservata la collaborazione, anziché rivendicarla pubblicamente come la fotografa fa abitualmente per i suoi lavori con celebrity e maison di alta moda, ha alimentato l'impressione di un certo imbarazzo e la percezione di opportunismo. Resta da vedere se la von Unwerth deciderà di rispondere pubblicamente alle accuse o se lascerà che la tempesta si plachi da sola.
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