Morto Mariano Rubinacci, sarto dei Re a 83 anni

Mariano Rubinacci, maestro della sartoria napoletana, è morto a 84 anni: le sue creazioni sono nelle collezioni di Victoria & Albert e FIT di New York.

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Autore: Redazione ,

Il mondo della moda piange la scomparsa di uno dei suoi maestri più raffinati e visionari. Mariano Rubinacci, stilista e imprenditore napoletano simbolo dell'eleganza sartoriale italiana nel mondo, si è spento il 18 febbraio all'età di 84 anni, lasciando la moglie Barbara e quattro figli che già da tempo guidano con orgoglio l'attività di famiglia. I funerali si terranno il 19 febbraio alle 16:00 presso la Chiesa di San Giuseppe a Chiaia, in Riviera di Chiaia, a Napoli, la città che non ha mai abbandonato nonostante il successo internazionale.

La sua eredità è scolpita non solo nell'abito su misura, ma nelle collezioni permanenti di due tra i più prestigiosi musei al mondo: il Victoria and Albert Museum di Londra e il museo del Fashion Institute of Technology di New York. Pochi stilisti italiani possono vantare un simile riconoscimento istituzionale, che trasforma i suoi capi in autentici pezzi di storia del costume.

La saga dei Rubinacci inizia nel 1932, quando il padre di Mariano, Gennaro — soprannominato affettuosamente Bebè — aprì il primo atelier in via Chiaia, a Napoli, chiamandolo London House, un omaggio dichiarato alla capitale britannica e ai suoi tessuti. In pochissimi anni, quello spazio divenne un punto di riferimento imprescindibile per la sartoria maschile d'eccellenza, frequentato da giganti della cultura e dello spettacolo italiano come Eduardo De Filippo, Vittorio De Sica e il principe Umberto di Savoia.

Mariano prese in mano le redini dell'azienda nel 1961, imprimendo una svolta decisiva: cambiò il nome dell'atelier in Laboratorio Rubinacci, valorizzando l'identità artigianale napoletana come vero e proprio marchio di distinzione. Fu una scelta identitaria prima ancora che commerciale, che nel tempo si rivelò vincente su scala globale.

"Chiara regna su Mount Street, dove abbiamo un negozio più inglese di quelli britannici": la battuta di Mariano Rubinacci racconta meglio di qualsiasi analisi di mercato il miracolo di un brand napoletano conquistatore di Londra.

Il salto internazionale arrivò nel 2005 con l'apertura della prima boutique fuori dall'Italia, proprio a Londra, in quella Mount Street che Rubinacci contribuì a trasformare nell'indirizzo più esclusivo dello shopping della capitale britannica. Da quel momento, la sua clientela divenne un catalogo dell'élite mondiale: i reali inglesi, i banchieri della City, principi arabi, esponenti dell'aristocrazia internazionale e della grande finanza.

Nonostante il successo planetario, Rubinacci non abbandonò mai le radici. In una delle ultime interviste rilasciate al Corriere del Mezzogiorno, in occasione dei suoi 80 anni, rivendicò con orgoglio la scelta di mantenere la sede storica in via Chiaia. Era un principio etico oltre che sentimentale: la qualità nasce dal luogo, e quel luogo era Napoli. Negli ultimi anni aveva ampliato con una sede a Casandrino, senza però mai spostare il cuore pulsante del brand.

La terza generazione è già al lavoro da tempo: il figlio Luca, con i suoi 400mila follower sui social, è il volto digitale del marchio; Chiara guida il negozio londinese di Mount Street; Alessandra e Marcella presidiano il fronte napoletano. La moglie Barbara, da lui stesso definita "l'eminenza grigia" dell'azienda, ha rappresentato un pilastro silenzioso ma fondamentale. E poi ci sono i nipoti, tra cui il piccolo Marianino, già simbolo della continuità familiare.

Con quella sua ironia napoletana mai sopita, Rubinacci aveva confessato di sentirsi affascinato dalla tecnologia pur non riuscendo ad usare il computer: "Mi muovo in un territorio che mi è poco noto, ma del quale vedo le prospettive e le sfumature". Una frase che, in fondo, potrebbe descrivere l'intera parabola di un uomo capace di guardare oltre i confini del suo tempo restando sempre fedele a se stesso. Il Laboratorio Rubinacci continua, più vivo che mai, nelle mani di chi ha imparato da lui che l'eleganza vera non conosce confini geografici né generazionali.

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