Il live-action di My Hero Academia targato Netflix sta prendendo forma concreta, e le prime dichiarazioni dal set creativo suonano come musica per le orecchie dei fan. Dopo il successo clamoroso dell'adattamento di One Piece, che ha dimostrato come sia possibile tradurre uno shounen manga in carne e ossa senza tradirne l'essenza, la piattaforma di streaming punta forte su un altro pilastro del genere supereroistico giapponese. L'opera di Kōhei Horikoshi, serializzata dal 2014 sulle pagine di Weekly Shonen Jump e diventata un fenomeno globale con anime, film e spinoff, si prepara al suo debutto più rischioso: quello con attori reali. Ma stavolta c'è un elemento che potrebbe fare la differenza rispetto ad altri adattamenti fallimentari del passato.
A scrivere la sceneggiatura è stato chiamato Jason Fuchs, già co-creatore di IT: Welcome to Derry, che in una recente intervista a Entertainment Weekly ha rivelato il segreto dietro la sua fiducia nel progetto. Il mangaka Horikoshi non è una semplice presenza simbolica nei credits: è coinvolto attivamente in ogni singola fase creativa. "Non c'è trattamento, scaletta, scena o elemento che Kōhei non commenti, a cui non reagisca con pollice su o pollice giù", ha spiegato lo sceneggiatore, sottolineando come questo controllo creativo totale da parte dell'autore originale rappresenti la garanzia principale di fedeltà all'opera fonte.
Per chi non conoscesse il franchise, Boku no Hero Academia (questo il titolo originale giapponese) è ambientato in un mondo dove l'80% della popolazione manifesta un superpotere chiamato "quirk". La storia segue Izuku Midoriya, detto Deku, un ragazzo nato senza quirk che contro ogni aspettativa riesce a entrare nella prestigiosa U.A. High School, l'istituto che forma i futuri eroi professionisti. Dal manga sono nati diversi spinoff, una serie anime prodotta da Studio Bones giunta alla settima stagione, e ben quattro lungometraggi animati che hanno incassato milioni in tutto il mondo.
L'approccio di Fuchs alla sceneggiatura sembra bilanciare rispetto per il materiale originale e accessibilità per i neofiti. "Vuoi fare qualcosa che i fan sentano rispetti il canone e l'originale, ma anche trovare un punto d'accesso per chi non ha mai letto il manga o visto i film", ha dichiarato lo sceneggiatore. Secondo lui, il cuore emotivo della storia risiede proprio in Deku: un giovane che appartiene a quel 20% di persone senza quirk in un mondo dove tutti hanno qualcosa di speciale. "Ti connetti con lui immediatamente. Ti connetti con tutti questi personaggi. Essere fedeli a quei personaggi è alla base di tutto", ha aggiunto.
Il progetto si trova ancora nelle primissime fasi di sviluppo, senza date di produzione o tantomeno di uscita sulla piattaforma. Tuttavia, il coinvolgimento diretto di Horikoshi e l'apparente lezione appresa dal successo di One Piece lasciano ben sperare. La community italiana, che ha seguito l'opera attraverso l'edizione manga di Star Comics e l'anime disponibile su Crunchyroll, attende con un misto di speranza e timore: gli adattamenti live-action di opere shounen rappresentano sempre un territorio minato, ma il modello Netflix sta dimostrando che con il giusto rispetto per il materiale fonte e il coinvolgimento degli autori originali, l'impossibile può diventare realtà.
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