Il 2 agosto 1955 è spesso indicato come il giorno in cui George de Mestral brevettò il Velcro. I registri ufficiali documentano invece il brevetto svizzero del 16 marzo 1954 e quello statunitense del 13 settembre 1955: è questa la cronologia corretta.
Il brevetto trasformò un’osservazione della natura in un sistema di fissaggio ripetibile, leggero e facile da usare. La chiusura a gancio e asola sarebbe diventata uno degli oggetti più discreti e diffusi del design funzionale.
Cosa accadde davvero nel 1955?
Il 13 settembre 1955 gli Stati Uniti concessero a George de Mestral il brevetto US 2,717,437, intitolato Velvet Type Fabric and Method of Producing Same. La domanda statunitense era stata depositata il 15 ottobre 1952 e rivendicava la priorità svizzera del 22 ottobre 1951. [Brevetto US 2,717,437](https://patents.google.com/patent/US2717437A/en)
L’idea risaliva al 1941. Dopo un’uscita nei boschi, l’ingegnere svizzero osservò al microscopio i frutti della bardana rimasti attaccati ai pantaloni e al pelo del cane: minuscoli uncini si erano agganciati alle fibre.
De Mestral riprodusse quel principio con due superfici tessili. Una presentava piccoli ganci ottenuti tagliando le estremità degli anelli; l’altra offriva asole nelle quali i ganci potevano impigliarsi, creando una chiusura apribile e riutilizzabile.
Il 22 ottobre 1951, alle 19, depositò in Svizzera la domanda CH295638A. L’Istituto Federale Svizzero della Proprietà Intellettuale conferma che il brevetto fu concesso nel 1954 e garantì vent’anni di esclusiva. [Istituto Federale Svizzero della Proprietà Intellettuale](https://www.ige.ch/en/blog/blog-article/wie-ein-schweizer-den-klettverschluss-erfand)
Il nome VELCRO® unisce le parole francesi velours, velluto, e crochet, gancio. Oggi identifica un marchio di Velcro Companies; il nome generico della tecnologia è chiusura a gancio e asola.
Cosa è cambiato dal 1955 a oggi?
La chiusura brevettata è passata dall’industria tessile a calzature, abbigliamento, medicina, trasporti e aerospazio. Le vendite commerciali iniziarono nel 1956, il primo stabilimento statunitense aprì nel 1957 e il marchio fu registrato negli Stati Uniti nel 1958.
Dal 1961 Velcro Companies collaborò con la NASA per il programma Apollo. Durante le missioni lunari le strisce fissavano orologi, liste operative, sacche, strumenti e parti delle tute; la documentazione NASA registra anche problemi causati dalla polvere lunare e dagli adesivi usati per applicarle. [NASA, Fastenings: Velcro](https://www.nasa.gov/wp-content/uploads/static/history/alsj/WOTM/WOTM-Velcro.html)
La tecnologia ha continuato a evolversi. Nel 2021 Velcro Companies ha introdotto una chiusura tessile dichiarata più sottile del 60% rispetto ai modelli intrecciati tradizionali; nel 2026 l’azienda riferisce oltre 3.000 dipendenti e più di 2.100 brevetti ottenuti nel tempo. Il titolare indicato nelle informazioni legali è Velcro IP Holdings LLC. [Velcro Companies](https://www.velcro.com/about-us/who-we-are/)
Il risultato più profondo è culturale: un meccanismo ispirato alla bardana è diventato quasi invisibile, incorporato negli oggetti affinché il gesto di chiudere, regolare o organizzare richieda pochi secondi.
Cosa sarebbe successo se il Velcro non fosse arrivato sul mercato?
Nel 1952 gli ultimi tessitori disposti ad ascoltare de Mestral giudicano troppo complesso il telaio necessario per produrre migliaia di uncini regolari. Il brevetto resta nel cassetto e l’inventore esaurisce il capitale prima di ottenere una produzione affidabile.
Negli anni Sessanta, progettisti e sarti consolidano un mondo dominato da cerniere, bottoni automatici, fibbie e lacci. Dentro le capsule Apollo, ogni lista operativa e ogni utensile richiede un cordino numerato oppure un supporto metallico: le pareti diventano reti ordinate di ganci, moschettoni e cavi.
La conseguenza più visibile arriva sulla Terra. Le scarpe per bambini conservano lacci e fibbie; vestirsi senza aiuto richiede più destrezza. L’abbigliamento adattivo per persone con mobilità ridotta rimane una specialità costosa, mentre ospedali e soccorritori dipendono più a lungo da fasce annodate, cerotti e chiusure metalliche.
Negli anni Ottanta, automobili, uniformi militari e apparecchi elettronici adottano sistemi proprietari di clip e fascette. Ogni produttore sviluppa misure incompatibili; gli eserciti alleati devono trasportare kit differenti per riparare equipaggiamenti simili, e gli standard comuni avanzano più lentamente.
Negli anni Novanta, imprese statunitensi e giapponesi riscoprono gli uncini vegetali grazie a nuovi polimeri. Una costellazione di brevetti concorrenti frammenta però il mercato: la chiusura a gancio e asola nasce come componente tecnico costoso, lontano dalle camerette, dagli zaini e dalle scarpe di tutti i giorni.
La biomimetica perde anche il suo esempio più immediato. Nei manuali di design la bardana resta una curiosità botanica, mentre l’idea di copiare strutture naturali entra nei corsi universitari attraverso materiali più recenti e meno quotidiani.
Nella realtà, George de Mestral riuscì a industrializzare la sua intuizione: nel 2026 la chiusura a gancio e asola è ancora ovunque, spesso presente proprio perché il suo funzionamento non richiede attenzione.
Chi inventò il Velcro?
Il Velcro fu inventato dall’ingegnere svizzero George de Mestral, ispirato nel 1941 dagli uncini della bardana osservati al microscopio.
Quando fu brevettato il Velcro?
La domanda svizzera fu depositata nel 1951 e concessa il 16 marzo 1954; il brevetto statunitense arrivò il 13 settembre 1955. Il 2 agosto 1955 è una data diffusa nelle ricorrenze online, ma non coincide con quelle registrate nei documenti ufficiali.
Velcro è il nome del prodotto o del marchio?
VELCRO® è un marchio di Velcro Companies. Il prodotto è chiamato genericamente chiusura a gancio e asola o sistema hook-and-loop.
Iscriviti al nostro canale Telegram e rimani aggiornato!