Una bugia che non ha retto nemmeno il tempo di arrivare in ospedale. Quando i soccorritori hanno raggiunto il luogo dell'incidente sulla strada provinciale di Volpiano, nel Torinese, l'uomo al volante aveva raccontato di aver impattato contro un cinghiale. Ma la verità era drammaticamente diversa: sotto la sua auto c'era il corpo senza vita di Lucia, una neonata di appena otto mesi, sbalzata fuori dall'abitacolo della vettura guidata dalla madre durante un violento scontro.
Il conducente è un quarantenne originario di Busano, ora indagato per omicidio stradale. Le sue dichiarazioni iniziali, rapidamente smentite dalle evidenze raccolte sul posto, hanno immediatamente insospettito gli investigatori. La dinamica dell'incidente ha rivelato una collisione tra due veicoli, non il banale investimento di un animale selvatico come sostenuto dall'uomo nei primi concitati momenti successivi al sinistro.
L'inchiesta ha preso però una piega inattesa, allargando il cerchio degli indagati anche alla madre della piccola Lucia. Gli inquirenti stanno infatti verificando un elemento cruciale per comprendere come la bambina sia finita fuori dall'abitacolo: l'ovetto era agganciato correttamente al sedile? Si tratta di un dettaglio apparentemente tecnico ma determinante per ricostruire non solo la dinamica dell'impatto, ma anche le eventuali responsabilità nella morte della neonata.
Le forze dell'ordine stanno esaminando minuziosamente il sistema di ritenuta utilizzato per la piccola passeggera. Nel caso in cui emergesse un'installazione non conforme alle norme di sicurezza o un aggancio difettoso, potrebbero configurarsi profili di responsabilità penale anche a carico della donna che era alla guida con la figlia. La legislazione italiana è molto rigorosa sulla sicurezza dei minori a bordo dei veicoli, e un errore nel fissaggio del seggiolino potrebbe aver avuto conseguenze fatali.
La tragedia di Volpiano si inserisce in un quadro più ampio di incidenti stradali che coinvolgono bambini, spesso legati a un utilizzo scorretto dei dispositivi di sicurezza. Secondo i dati delle autorità competenti, una percentuale significativa di lesioni e decessi tra i più piccoli è riconducibile proprio a seggiolini mal installati o non adeguati all'età e al peso del bambino trasportato.
Il quarantenne che ha investito l'auto con a bordo madre e figlia dovrà ora rispondere alle domande degli inquirenti non solo sulla dinamica dello scontro, ma anche sul motivo della sua iniziale falsa testimonianza. La famiglia della piccola Lucia, nel frattempo, è distrutta dal dolore per una perdita che appare tanto assurda quanto evitabile. Le indagini proseguono per accertare ogni dettaglio di quella che resta una delle più strazianti tragedie della strada degli ultimi mesi in Piemonte.
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