Quasi cinque ore ogni cento trascorse su Netflix sono ormai dedicate agli anime giapponesi. Il dato racconta una trasformazione precisa: questo segmento sta conquistando spazio nel consumo complessivo della piattaforma a un ritmo nettamente superiore. Tra il primo semestre 2023 e lo stesso periodo del 2026, le ore viste sono aumentate del 39%, circa nove volte più rapidamente del 4,5% registrato dall’intero servizio. Secondo il rapporto The Anime Economy di Media Partners Asia, il totale è passato da 3,33 a 4,64 miliardi di ore, mentre la quota sul consumo globale di Netflix è salita dal 3,6% al 4,75%.
Il motore di questa espansione è soprattutto il catalogo acquisito. Circa quattro quinti delle ore riguardano infatti titoli concessi in licenza, mentre le produzioni possedute da Netflix rappresentano la parte restante. La capacità di raccogliere opere già affermate e concentrarle in un’unica offerta emerge quindi come un elemento centrale del rapporto con gli appassionati. Il dato ridimensiona l’idea che la crescita debba dipendere principalmente dalle produzioni proprietarie: in questo mercato, disponibilità e profondità del catalogo continuano ad avere un peso decisivo.
La posizione del servizio risulta particolarmente forte negli otto mercati asiatici analizzati, dove nel primo semestre 2026 ha raccolto il 50% delle ore dedicate agli anime. Il Giappone presenta però uno scenario più equilibrato: Netflix e Prime Video raggiungono entrambi il 42% delle ore rilevate. Il vantaggio complessivo nei territori esaminati si accompagna così a una competizione serrata proprio nel Paese d’origine di queste opere.
Jujutsu Kaisen mostra inoltre quanto un singolo successo possa modificare rapidamente gli equilibri. È stato l’anime più visto in sette degli otto mercati considerati e ha contribuito a portare la quota di MAPPA dal 6% al 17,3%. La crescita degli anime su Netflix nasce dunque dall’incontro tra un ampio patrimonio di titoli in licenza e opere capaci di catalizzare l’attenzione su scala regionale, rafforzando insieme la piattaforma e gli studi coinvolti.